21 marzo 2015: Bologna accoglie Libera per la XX° edizione della Giornata delle memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
La verità illumina la giustizia” è lo slogan scelto da Libera in occasione del ventennale della manifestazione che ogni anno, da tutta Italia, mobilità decine di migliaia di persone unite dalla volontà di esprimere il proprio sostegno alla legalità.

11084319_10206062787039073_1401953075_nIn 200 mila hanno sfilato nel cuore di Bologna, in un corteo che, da via Andrea Costa a Piazza VIII agosto, ha riunito familiari delle vittime di mafia, associazioni laiche e cattoliche, studenti e semplici cittadini provenienti da tutta la penisola: nord-ovest, Triveneto, Calabria, Sicilia e persino Sardegna. Il lungo viaggio della società civile verso Bologna, divenuta, stando alle parole del sindaco Virginio Merola, “capitale dell’antimafia, ma anche capitale di un no deciso alla criminalità organizzata e alla corruzione“.

11081543_10206062877561336_944557707_nAlle ore 9 e 30 il corteo ha mosso i suoi primi passi dallo Stadio Renato Dall’Ara, attraversando tutta via Andrea Costa per poi giungere in pieno centro. Da via Sant’Isaia alla centralissima Piazza Maggiore, proseguendo poi su via Indipendenza fino a Piazza VIII agosto, dal cui palco ha preso la parola Margherita Asta, figlia e sorella delle vittime della strage di Pizzolungo del 1985, in nome di tutti i familiari delle vittime di ogni crimine mafioso: “Questa piazza chiede un salto di qualità alla politica. Ogni giorno sia il 21 marzo“.

Durante il percorso non sono mancate le contestazioni, in particolare da parte dei giovani comunisti del Prc, che in via Sant’Isaia hanno esposto uno striscione contro la dirigenza regionale del Pd riguardo l’inchiesta Aemilia sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Emilia-Romagna: “Aemilia? Questo è il sistema Pd. Antimafia è anticapitalismo“.

11081536_10206062876721315_1870783156_nUna volta giunti in Piazza VIII agosto è cominciata, in un irreale silenzio, la consueta lettura degli oltre 900 nomi di vittime di mafia: cittadini, magistrati, giornalisti, esponenti delle forze dell’ordine, ecclesiastici, politici, imprenditori, sindacalisti tutti legati da un comune barbaro destino segnato dal braccio armato della criminalità organizzata. Libera sottolinea, però, che “da questo terribile elenco mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare“.

11081515_10206062877161326_430740660_nOltre al già citato sindaco Merola, tra i presenti il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il leader della Fiom Maurizio Landini, il magistrato Gian Carlo Caselli, l’ex-premier Romano Prodi e il presidente del Senato Pietro Grasso e il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il quale ha dichiarato:
Oggi deve essere un momento di svolta nella vita civile del nostro paese. Questa è la nostra regione, una terra che in questi giorni apre le braccia per accogliere un popolo che con la sua partecipazione vuole dire con chiarezza da che parte sta. C’è un pezzo rilevante dell’Italia che scommette sull’onestà, sulla legalità e la voglia di dire che c’è un paese che sa reagire“.

11076138_10206062876921320_918916541_nL’esponente di spicco del corteo di Bologna è, ovviamente, don Luigi Ciotti, il quale pochi giorni fa aveva commentato così l’imminente arrivo di Libera nel capoluogo emiliano:
Un anno fa c’era Papa Francesco con noi ad abbracciare i famigliari delle vittime innocenti di mafia, quest’anno l’abbraccio lo darà la città di Bologna, con tutte le sue ferite, dalla Stazione a Ustica, dal rapido 904 alla Uno Bianca. Quanti dolori, quante fatiche, quante speranze: che la gente venga in piazza a dire da che parte si sta“.

La linea seguita da don Ciotti è, dunque, quella della continuità, che pone in stretto raffronto le vittime di mafia con quelle delle stragi del terrorismo degli anni ’70 e ’80. Per il ventennale della manifestazione la scelta è ricaduta su Bologna proprio per il dovere, secondo il fondatore di Libera, di ricordare la città più ferita durante gli anni di piombo, anni di stragi avvolte dal mistero in cui mafia e terrorismo si sono più volte intrecciati.11084365_10206062875961296_812549531_n

Il corteo è stato solo uno dei “cento passi” che hanno condotto Libera a Bologna.
Dalle 14.30 alle 17.30 di sabato e nei giorni precedenti, il programma di Libera ha previsto seminari tematici, spettacoli e proiezioni in diverse location del centro di Bologna.

Martedì 17 marzo presso la sede della scuola di Giurisprudenza è andato in scena un incontro dedicato al riutilizzo dei beni confiscati alle mafie sotto il patrocinio di Stefania Pellegrini, presidente del master in Gestione e riutilizzo dei beni e aziende confiscati alla mafia intitolato a Pio La Torre.
Nel pomeriggio di venerdì 20 il programma ha, invece, previsto un incontro a porte chiuse tra i familiari delle vittime ed una veglia di preghiera presso la Cattedrale di San Pietro.

11015352_10206062877361331_670709258_nIl programma del pomeriggio di sabato è stato inaugurato alle 15 da un incontro sulla strage di Ustica presso l’omonimo Museo della Memoria sito in zona Bolognina.
Alle 16 don Luigi Ciotti si è spostato nella vicina Stazione Centrale per commemorare le vittime della strage del 2 agosto.
La chiusura della giornata all’insegna della legalità a Bologna è stata affidata a “Venti Liberi“, la festa per il ventennale di Libera, andata in scena presso il complesso universitario di Santa Lucia in via dè Chiari.

10966942_10206062788079099_695706386_n

11004368_10206062787319080_2118551162_n

Foto di Sara C. Santoriello

Testo a cura di Cristiano Capuano