Il sole che adombra la luce soffusa e innamorata di quella conchiglia magica e ruffiana che chiamiamo luna, fa da sfondo allo sbocciare della natura. I primi baccelli di un legume dolce e delicato a dare inizio alla primavera, la stagione del tepore, dei colori e dei profumi. Ed è cosi che anche loro vanno messi nel piatto, esattamente come il ruffiano riflesso di sorella luna, per assaggiare appieno il sapore della dolce stagione:

500g di Mezzani (pasta corta tipica del Sud Italia)
1 kg di fave fresche
200 g di pisellini
I baccelli di una decina di fave
100 g di pancetta a dadini
4 carciofi
4 spicchi di aglio
1 cipolla
1 ciuffetto di prezzemolo
1 generoso mazzetto di mentuccia e pulieio
Olio evo
Sale Pepe
1 l di brodo vegetale fatto con 1,5 l di acqua, 1 costa di sedano, 1 grossa carota, cipolla, semi di finocchietto e un poco di anice stellato

Iniziare sbucciando i baccelli di fava eliminando dai semi il “nasino”, ossia il penduncolo triangolare che lo tiene fermo all’interno del baccello. Mettere da parte semi e una decina di baccelli ben lavati. Mettere in una padella un paio di cucchiai di olio evo e la pancetta e farla rosolare, quindi aggiungere i baccelli tagliati in picole parti nel senso obliquo, metà del prezzemolo tritato e i semi delle fave; salare, pepare e portare a cottura con uno o due mestoli di caldo brodo vegetale.

Pulire i carciofi eliminando la parte estena del gambo e tutte le foglie dure e tagliarle a spicchi non troppo grossi. Tritare due spicchi di aglio con la mentuccia (lasciandone un poco per terminare il piatto) e il pulieio e farlo rosolare in padella con dell’olio evo, aggiungere e rosolare anche gli spicchi di carciofi e portare a cottura con altro brodo vgetale usato anche per le fave.

In una grossa padella far rosolare la cipolla con uno specchio di olio evo e versarci i pisellini, salare, pepare e con il resto del trito di prezzemolo portarli a cottura. Tritare l’ultimo spicchio di aglio con la mentuccia rimasta.

In una pentola con abbondante acqua salata cuocere la pasta al dente. Unire le tre preparazioni nella padella più capiente e saltarci i mezzani amalgamandoli bene con il condimento e con un filio di olio crudo. Impiattare e spolverare con il trito fresco di aglio e mentuccia e perché no, con una generosa spolverata di pecorino e in abbinamento un buon bicchiere di Fiano di Avellino 2007 docg Rocca del Principe.

Alme lo Stregone

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