Il Reddito Minimo o di Cittadinanza, è una garanzia economica destinata alla persona così da definire una soglia di reddito sotto la quale nessun individuo deve scendere.

Noi sosteniamo che vi sia la necessità di una misura nazionale di Reddito Minimo o di Cittadinanza, per prevenire il rischio di impoverimento delle persone. La misura è rivolta acoloro che già sono in una condizione di povertà economica, a coloro che in un dato momento della loro vita si trovano nella condizione di non poter lavorare o che hanno un reddito che non permette loro di vivere una vita dignitosa, o che hanno perso i benefici degli ammortizzatori sociali o che sono in ogni modo al di sotto di una certa soglia economica.

E’ altrettanto urgente tenere in considerazione le conseguenze sociali prodotte dalla crisi economica e come indicato dalla Risoluzione europea del 2010 “che anche in periodi di crisi, i regimi di Reddito Minimo, non andrebbero considerati un fattore di costo, bensì un elemento centrale della lotta alla crisi”.

Maurizio Landini e Don Luigi Ciotti, lanciano la campagna per il reddito minimo, Libera e Fiom, una delle prime battaglie della “Coalizione sociale” che persegue una prospettiva tanto difficile quanto interessante, già in passato portata avanti da Beppe Grillo e i suoi, per cercare di mostrare a tutti quanta consistenza abbia il movimento politico e sociale lanciato dal segretario della Fiom. L’occasione per parlarne è il 21 marzo, XX giornata della memoria delle vittime della mafia, all’interno di uno dei 18 dibattiti svoltisi durante la manifestazione. «Io ero con­tra­rio, non capivo per­ché dovevo pagare uno che non lavo­rava», ammette Landini, secondo cui adesso però i tempi sono cambiati e che con questo alto tasso di disoccupazione, accompagnato dalla maggiore precarietà nel mondo del lavoro per cui ormai «Devi anche rin­gra­ziare chi ti dà del lavoro», sono necessarie nuove regole e nuove forme di assistenza, tra cui il reddito di cittadinanza.

«Come si fa a chie­dere a chi sta in povertà asso­luta aiu­taci a scon­fig­gere la ‘ndran­gheta?», così Giuseppe di Marzio di Libera, secondo cui il reddito minimo è «una questione di giustizia sociale». E neanche a farlo apposta, proprio mentre Libera organizza la sua giornata contro la mafia e per la giustizia sociale, da Napoli sembra quasi fargli eco il Papa che, con parole altrettanto dure, ha condannato la corruzione e lo sfruttamento dei lavoratori in atto nella società moderna.

Prova importante per Landini e per il suo progetto di movimento politico, alternativo alla Lega di Salvini ed al Pd di Renzi, per la costruzione di uno spazio a sinistra, capace di dar vita ad una vera e propria forza sociale, forte sul territorio più che nelle stanze del potere. E non è chiaro se Landini intenda imboccare la strada che dalla piazza, porta alle urne e quindi allo scranno parlamentare; ma, se l’occasione non andrà ancora una volta persa, c’è chi già individua per la “Coalizione sociale”, un importante 10%, che è già un dato incoraggiante, visti i risultati fallimentari portati a casa da simili iniziative politiche in passato.

Che si tratti di una Syriza o di un Podemos “all’italiana”, questo è ancora tutto da vedere. Di certo, Landini ed i suoi dovranno lavorare molto per costruire un progetto chiaro e convincente, in grado di avvicinare davvero i giovani, i precari e tutti gli altri a quella politica che ormai spaventa e delude un po’ tutti.

Antonio Sciuto