Vintage, parola che deriva dal francese antico “vendenge” usata per indicare i vini pregiati imbottigliati più di vent’anni prima del fatidico “cin cin”. A partire dal XX secolo, dal vino di lunga annata, il termine iniziò a riferirsi ad oggetti e perfino a vestiti già usati o vecchi almeno di vent’anni. Nella cultura del passato indossare vestiti usati voleva dire non potersi permettere di comprare oggetti nuovi ed estremamente costosi, in un  mondo che non aveva ancora conosciuto il consumo di massa e dove la povertà era dilagante. Oggi invece è ,oltre che un gusto personale, uno stile di vita e un modo di pensare che ha come obbiettivo le ricerca di originalità e di unicità. Ma quando e come nasce l’idea del Vintage?

AMSTERDAM, 2011Non so se vi ricordate il film “I Love Shopping” dove la protagonista Becky è una shopper compulsiva alla ricerca sfrenata di abiti sempre nuovi ed alla moda. Becky vedeva l’origine del suo problema dal contrasto con i genitori, amanti di oggetti e vestiti antichi e di seconda mano. Nella storia del Vintage invece ci accorgeremo che in realtà è successo il contrario, infatti questa moda nasce tra i giovani degli anni ’50 e ’60 come forma di protesta al consumismo creato dalla generazione precedente.

Il Consumo di Massa è la politica economica, nata negli U.S.A a partire dal 1914, che puntava alla vendita di massa di prodotti diminuendone il prezzo, e questo grazie alla nascita di: industrie basate sul sistema della catena di montaggio, che faceva risparmiare tempo e costi di produzione;  e sulla politica di dare stipendi alti agli operai per consentire loro di avere un alto potere d’acquisto. Giunti negli anni ’50 la nuova generazione si accorge che questo tipo di economia ha portato il mondo verso la guerra e verso un consumismo che rende tutti uguali, perché i vestiti e gli oggetti prodotti con la catena di montaggio sono uguali tra loro, a discapito dell’unicità di ogni singolo individuo, costretto ad annullare se stesso per essere uguale agli altri. MODAI giovani, spinti a ricercare una propria ed originale personalità, elaborano nuovi modi di pensare fuori dalla massa e controcorrente che emergono anche dalla scelta dei vestiti, non più all’ultima moda, ma di vent’anni prima, perché un capo di vent’anni fa è unico e raro. Andy Warhol è stato il più grande critico del consumismo e sostenitore del Vintage, tanto che i ragazzi della sua famosa Factory divennero il simbolo vintage degli anni ’60 negli U.S.A.

Con i tempo sono nati dei piccoli negozietti e soprattutto dei mercatini che riprendendo la caratteristica dei bazar orientali, si presentano infatti come luoghi di ritrovo per appassionati della moda vintage. Il primo mercatino nacque a Parigi negli anno ’50 ma è tra i ’60 e i ’70 che ci sarà il boom di mercatini dove, oltre al Vintage, si venderanno creazioni “fai da te”e oggetti d’epoca, risalenti a periodi precedenti agli anni ’60.

In Italia il Vintage è una cultura appresa dagli U.S.A, ma non tutti sanno che esisteva già nel nostro paese un fiorente mercato di abiti usati, quello di Resina, ad Ercolano vicino Napoli. La sua nascita, avvenuta nel 1944,  è legata alla vendita di abiti, trafugati dai soldati americani e tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, e rivenduti a prezzi convenienti ad un popolo ferito e impoverito dalla guerra. Pian piano il mercato si è espanso rendendo Resina il tempio del cartolina-105x148-ott14-webVintage partenopeo, dove anche costumisti di cinema e teatro arrivano per comprare oggetti ed abiti di scena, come per il film “ I cento passi”.

È dell’anno scorso invece la nascita della prima mostra–mercato dedicata alla moda e al design Vintage chiamata “Parma Vintage”. Dal 1 al 3 Maggio 2015 è attesa la seconda edizione che si svolgerà a Salsomaggiore Terme nel Palazzo Berzieri, sede delle famose terme della città, considerato l’esempio più raffinato dello stile Liberty italiano per gli stucchi, i mosaici e gli affreschi. La scelta nasce dal desiderio degli organizzatori di incastonare la moda e gli oggetti vintage in una cornice antica e raffinata. Al suo interno i padiglioni saranno divisi per argomenti, ci sarà quello dedicato agli Abiti da Sposa, al Mercato vero e proprio di Oggetti e Vestiti vintage, l’area Shooting di abiti d’epoca con trucco e acconciatura coordinata, la zona dedicata alle Auto d’epoca ed un’area Intrattenimento con balli, musica e tanto altro ancora che vede il Vintage come il vero protagonista dell’evento.

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Fonti:

Storia del Vintage

http://www.dejavuteam.com/2012/11/30/vintage-la-storia/

Evento a Parma

https://ilmercatodeglieventi.wordpress.com/parma-vintage-2015-123-maggio/

Claudia Cepollaro