INDIAN WELLS, CALIFORNIA – E’ passato poco più di un anno da quel BNP Paribas Open 2014, quando una finale accesissima tra Novak Djokovic, allora numero 2 del mondo, e Roger Federer, uno dei tennisti più vincenti di sempre, diventava una delle sfide più belle dell’anno sulla superficie dura. Col risultato di 3-6 6-3 7-63 a favore del serbo, Nole si aggiudicò il 16° Masters1000 della carriera, allora non aveva neppure superato un certo Andre Agassi (a quota 17 nei suoi 15 anni di attività dai primi anni ’90 fino al 2005), adesso, invece, il serbo di strada dimostra di averne fatta tanta, sia nei risultati sia nel gioco.

Il BNP Paribas Open 2015 di Indian Wells ci riporta allo stesso atto conclusivo di un anno fa: sempre Djokovic, sempre contro Federer. Stavolta rispettivamente numero 1 e numero 2 del mondo, e dunque tutti i presupposti per un super-match ci sono. Oltre alla crescita tecnica e tattica del serbo, ed alla incredibile ed immortale continuità dello svizzero il calo di Nadal nell’ultimo anno rappresenta un fattore da non trascurare: entrambi i finalisti del torneo californiano beneficiano di ciò, ed in quanto loro, i principali sconfitti preferiti dal mancino spagnolo, una finale di un 1000 senza lui trai piedi (ci ha pensato Raonic in rimonta ai 4°) non può che ingolosire ancor di più la già tanta fame di vittorie del robot Djokovic e del sir Federer.

La finale sembra già scontata dopo 33′ minuti, quando Djokovic firma col risultato di 6-3 il primo set, e dopo neppure un’ora di gioco il serbo è avanti un set ed un break. Ma Federer non ci sta ed approfitta di un leggerissimo calo ‘umano’ di Djokovic, controbrekka e trionfa al tie-break, complici anche due doppi falli del serbo, forse l’unica mancanza tecnica di Nole, il secondo servizio nei momenti delicati. Nel terzo set l’inerzia del match rispecchia l’inizio del primo, e nonostante Federer lotti fino alla fine, col 6-2 finale di Djokovic in 43′ la finale si conclude dopo 2 ore e 20′ (non un lasso di tempo breve per una sfida al meglio dei 3 set). Per Djokovic è il 21° Master1000, a -2 dallo stesso Federer che non sembra irraggiungibile (lo è un po’ di più Nadal a 27), ed insieme a Federer stesso di Indian Wells sono loro i padroni: 4 titoli per entrambi, 4 come i titoli (il quarto da difendere) di Miami, entrambi i tornei preferiti del serbo. Miami inizierà proprio questo mercoledì per chiudere il bis dei 1000 sul cemento americano; un altro torneo in cui Djokovic cercherà di confermare il tennis perfetto di inizio 2015, un anno pronto a far proprio.

Raffaele Cianni