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NAPOLI – In seguito al cedimento del muro del Real Bosco di Capodimonte, la Soprintendenza ha disposto che venissero collocati dei blocchi in pietra per contenerlo. Questa soluzione però ha portato con sé non pochi disagi, suscitando inoltre le critiche di Legambiente e dei Verdi. Con loro altre associazioni si sono unite nella protesta, sollecitando le istituzioni a compiere al più presto e bene il ripristino del muro. Le associazioni si dichiarano preoccupate per tre motivi: l’impatto estetico della serie di ecomostri di cemento usati per frenare la caduta; la posizione dei bocchi che ostruiscono uno snodo nevralgico per la mobilità urbana, con l’aumento del traffico cittadino; la mancata informazione sul come e quando i blocchi verranno rimossi e quale soluzione si prevederà per arginare la caduta del muro.

capodimonte2Quesiti ai quali chi di dovere ancora non ha ancora dato risposta. Ecco perché iniziative di protesta per sollecitare a prendere provvedimenti al più presto. Inoltre, a subire le conseguenze di questo provvedimento il valore paesaggistico della zona che è tra i luoghi maggiormente visitati dai turisti. Legambiente afferma che, se si è giunti a questo punto è per la negligenza, la noncuranza degli enti locali che, per risparmiare, hanno tagliato lì dove era necessario invece sovvenzionare. Ad oggi, il Comune deve affrontare probabilmente spese maggiori se avesse invece investito su una corretta prevenzione. La zona di Capodimonte, infatti, presenta un terreno scosceso, facile al cedimento in seguito a piogge ed improvvisi cambi climatici. Una trascuratezza che i Verdi non ammettono, chiamando all’appello tutti i cittadini che come loro rivogliono Capodimonte libera dagli ecomostri. I Verdi hanno così aderito alla raccolta firme poiché «Queste strutture orrende, invasive e che restringono la carreggiata aumentano il traffico nella zona e sono uno scempio del paesaggio. La Soprintendenza non avrebbe mai autorizzato alcun privato a realizzare un simile obbrobrio paesaggistico. Possibile mai che questo ente autorizzi i parcheggi nei monumenti pubblici o queste mostruosità e poi ad esempio blocchi i lavori di riqualificazione dell’Edenlandia e delle relative giostre?» La settimana prossima si terrà una manifestazione con i cittadini e le diverse associazioni aderenti ― Legambiente Napoli Centro Antico, Legambiente Parco Letterario Vesuvio Onlus, Legambiente Neapolis 2000, Associazione Via Nova, Locus Iste e Lo Sguardo ― per protestare contro l’incuria della Soprintendenza e la cattiva amministrazione, chiedendo attraverso la raccolta firme che i lavori del muro del Real Bosco vengano effettuati al più presto.

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.