Michele Di Donato, in arte Maik Brain.

Un ragazzo di soli 25 anni, ma saturo di passione. Un giovane rapper, un talento campano che va man mano affermandosi. Da poco è stato scelto, dopo una serie di sfide che hanno consolidato la sua bravura, per partecipare ad MTV S.P.I.T.

Ma chi è Maik Brain?

Michele nasce a Salerno e vive a Marigliano, in provincia di Napoli: è un ragazzo come gli altri, prossimo alla laurea e in cerca di lavoro, che però da sempre coltiva la passione per la musica.

Otto anni fa circa ha iniziato a comporre i suoi primi versi ispirato dai grandi dell’old school del rap americano come Big L, MF DOOM e il concittadino Op. Rot che definisce come suo modello.

Il 17 gennaio 2011 in collaborazione con Michele Squilibrio incide il suo primo album, “Fase Rem”, che prende nome dal gruppo formato con lo stesso Squilibrio. Viene poi a crearsi la crew dei 21 km; un gruppo di amici accomunati dalla passione per il genere rap e hip hop. Ma la cosa che colpisce maggiormente è il nome di questa “crew”: 21 sono i kilometri che distanziano Nola da Casalnuovo, due paesi del hinterland napoletano, attraversando tutta una serie di cittadine a cui ognuno dei componenti appartiene. Michele prende parte anche al gruppo 10 Decibel, con il quale collabora per qualche tempo.

Con il passare degli anni viene sempre più consolidandosi il suo pseudonimo Maik, un nome d’arte semplice quanto conciso: Maik, il suo nome di battesimo tradotto nella lingua più diffusa al mondo, un chiaro simbolismo del desiderio di far giungere la sua musica a quanta più gente possibile; unito al Brain, anch’esso da tradurre (in cervello): cosa meglio del cervello umano potrebbe rappresentare il concetto di creatività?

Maik comincia una seria di collaborazioni, incide le sue canzoni ed attraversa il paese sfidando altri rap nelle così dette “battle”.

Fra le canzoni che ha inciso ritiene che quella che lo rappresenti a pieno sia Don’t touch my brain: non solo un brano musicale, ma un racconto personale; con questa canzone apre al pubblico che lo segue una pagina del suo diario mostrando le esperienze che negli anni lo hanno reso Maik Brain.

Ed è proprio il Brain che gli ha permesso di giungere a SPIT, che non a caso è incentrato sul concetto di improvvisazione, nel gergo della musica rap il freestyle. Arrivare a questo punto non è stato facile, Maik ha dovuto affrontare una lunga serie di sfide, ha dovuto dimostrare di meritare d’essere il portavoce della sua Campania nello spettacolo.

Infine, dopo aver scoperto le sue radici e le ispirazioni che lo hanno portato ad avvicinarsi tanto al successo, nasce spontanea la curiosità di sapere cosa creda – un giovanissimo – che sia il rap oggi giorno. La risposta è concisa e mette a confronto “il rap economico” con le sue origini.

«Nonostante oggi il rap sia diventato un fenomeno globale spero ci sia sempre gente disposta a tutelare quella che è la colonna portante di questo genere: Peace, Love, Unity and Having Fun».

Con questo riferimento agli Afrika Bambaataa, dai colori un po’ retrò si conclude l’intervista ma non l’avventura di Maik: non dimenticate di seguire MTV S.P.I.T e di sostenere Maik Brain.

Simona Pisano