Il governatore dello Utah, Gary Herbert, ha firmato una legge che consente l’utilizzo del plotone di esecuzione come pena capitale, in alternativa all’iniezione letale nel caso mancassero i medicinali per eseguirla. Il Penthothal, il barbiturico che serve a sedare i condannati prima dell’esecuzione non è, infatti, facilmente reperibile. Lo Utah diventa così il primo Stato degli USA ad aver ripristinato la fucilazione.

«Preferiamo usare il nostro metodo prioritario, che è quello dell‘iniezione letale nel caso di condanna alla pena di morte. Tuttavia quando una giuria prende la decisione e un giudice firma la condanna, l’attuazione di tale decisione rientra negli obblighi dell’esecutivo. Chi si oppone a questa legge si oppone principalmente alla pena capitale e questa decisione nel nostro Stato è già stata presa» ha dichiarato Marty Carpenter, il portavoce di Herbert.

Lo Utah aveva abbandonato i plotoni di esecuzione circa dieci anni fa, consentendoli solo nel caso fosse esplicitamente richiesti dai condannati. L’ultimo a essere stato sottoposto alla fucilazione è stato Ronnie Lee Gardner, 49 anni, condannato prima che il plotone d’esecuzione fosse stato abolito.

Anche lo Stato del Texas, nel quale ci sono più condannati a morte in un anno, sembrerebbe aver finito i farmaci per l’iniezione letale. Stesso discorso vale per il Wyoming, nel quale il Parlamento locale sta valutando se seguire la strada dello Utah. In Alabama, invece, è stata varata una legge che consentirà l’utilizzo della sedia elettrica, abbandonata ormai da anni, se la Corte Suprema sarà favorevole. Infine c’è l’Oklahoma, che consente già l’utilizzo della sedia elettrica e della fucilazione come metodi alternativi.

Di recente un parlamentare statale repubblicano, Mike Christian, ha lanciato la proposta dell’asfissia a base di azoto: «Non serve il medico, è più pratica ed efficiente. Respirare l’azoto porterebbe a un’ipossia indolore simile a quella dei piloti quando un aereo vola troppo in alto.»

Attualmente negli Stati Uniti gli stati in cui vige la pena di morte sono 32 e l’iniezione letale è il metodo più utilizzato con una percentuale di casi pari all’80%. In alcuni stati vengono invece impiegate l’impiccagione, le camere a gas e la sedia elettrica.

Il Paese, che millanta democrazia e si permette di “esportarla”, è secondo al mondo per esecuzioni capitali dopo la Cina e utilizza ancora metodi medioevali (impiccagione) o utilizzati nei lager nazisti ai tempi della Shoah (fucilazione e camere a gas. Come è possibile considerare la propria concezione dei diritti umani giusta se il proprio concetto di diritto alla vita non lo è?

Vincenzo Nicoletti

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Vincenzo Nicoletti nasce l’11 dicembre 1994 a Vallo della Lucania e si trasferisce con la famiglia a Brescia dove attualmente vive. Da sempre appassionato di lettura, viaggi, diritti umani e ambiente ha sviluppato una forte curiosità per il mondo che lo circonda nelle sue molteplici sfaccettature. Collabora con Libero Pensiero News come coordinatore della sezione Scienza.