tosianiDopo la disputa Tosi-Salvini, sei parlamentari leghisti si apprestano ad una piccola scissione.

I dissidenti al Senato sono Patrizia Bisinella, Emanuela Munerato e Raffaella Bellot, mentre alla Camera Matteo Bragantini, Roberto Caon, ed Emanuele Prataviera. I sei si congiungeranno al gruppo misto, ma Salvini non ci sta ed ha già in mente un piano per colmare questo vuoto. Il segretario leghista sta prendendo in considerazione l’idea di arruolare, nella sua “nuova” Lega, i dissidenti di altri partiti del centrodestra. Le occasioni ci sono, vari ex-esponenti del NcD hanno già speso parole di stima nei suoi confronti, come ad esempio Barbara Saltamartini che confessa di essere «interessata al progetto Salvini».

Come anticipò la compagna del sindaco di Verona, Patrizia Bisinella, a seguirla ci sarebbero stati altri parlamentari molto più attratti dalla politica di Tosi rispetto a quella di Salvini. Il modo in cui si muoveranno questi tosiani è a noi ancora poco chiaro, ma tra le tante ipotesi ci sarebbe un progetto futuro molto interessante. Si tratta di costituire un nuovo gruppo che raccolga i dissidenti di Lega, NcD, FI e addirittura M5S. Se da un lato non ci sono i numeri per costituire questa nuova forza politica, dall’altro bisogna tener sott’occhio i continui mal di pancia che non intendono finire. Con lo stop delle fuoriuscite nel Movimento di Beppe Grillo, sono cominciate nuove piccole lotte interne, ma quella più interessante per il “neo-gruppo dissidente” sarebbe quella interna a Forza Italia. I seguaci di Raffaele Fitto potrebbero avere una svolta decisiva, ma analizzando il loro attuale stato di stallo e soprattutto ricordandoci la politica interna di FI, ci viene spontaneo scartare completamente l’idea di un’ipotetica scissione.

I tosiani però attualmente non sono totalmente inermi, una mano al loro leader per la costruzione del nuovo partito sarebbe molto gradita. Tosi, infatti, sta lavorando a lungo sulla nascita di un partito che sia molto più moderato rispetto alla Lega, sia come temi che come rivendicazioni. L’intento di Tosi è quello di allontanarsi dai soliti stereotipi e dalla fama di “neofascista” che è riuscito ad acquisire durante gli anni del suo operato. Magari provando a far dimenticare alle persone di quando da giovane pensava che si dovessero creare entrate extra per gli extracomunitari. Cercando di far scordare anche quella condanna in via definitiva per istigazione all’odio razziale. Tosi riuscirà a far dimenticare la sua storia agli italiani? Guardando il consenso che sta avendo Salvini direi che non sia un’impresa così ardua.

Antonio Casaccio