In un campionato dove i pronostici danno per scontato la vittoria della Mercedes F1 W06 Hybrid, che potrebbe replicare la sublime annata della precedente vettura di Stoccarda, i seguaci della Formula 1 sono “stanchi” di guardare una gara conoscendo già il risultato finale. Ma nella massima categoria abbiamo tantissimi esempi di auto che entrano di prepotenza nell’olimpo dei motori sbaragliando completamente la concorrenza. Basti pensare alla Red Bull RB9 o alla Ferrari F2004. Ma tra tutte queste auto c’è una vettura venuta da un altro pianeta, la Williams FW14B.

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La FW14B partecipò al campionato di Formula 1 del 1992 con alla guida Nigel “Leone d’Inghilterra” Mansell e l’italiano Riccardo Patrese. Questa vettura era una naturale evoluzione della FW14, prima auto della casa di Grove, dopo anni, non progettata completamente da Patrick Head. Infatti nel 1990/91 la Williams ingaggiò Adrian Newey come chief designer. L’ingegnere di Stratford-upon-Avon nell’anno precedente riuscì con un budget molto ridotto a progettare la CG 901, che condusse il GP di Francia con Ivan Capelli. La FW14 era nata per contrastare il potere McLaren/Honda, ma anche se era veloce e dotata di soluzioni nuove alla Williams, come il cambio semiautomatico, era carente di affidabilità e per questo Mansell non riuscì nel 1991 ad ottenere il titolo, che fu conquistato da Senna con la sua MP4/6.

Per il campionato 1992, la Williams aveva intenzione di progettare una nuova auto con un sistema di sospensioni attive, ma visto il ritardo della progettazione decisero di modificare la FW14 rendendola “attiva” ed il motore Renault RS3C 3.5 V10 fu potenziato e migliorarono in affidabilità e tutto ciò diede vita alla FW14B.

Fu amore a prima vista tra la FW14B e Nigel Mansell, che riuscì a vincere le prime cinque gare ed ottenere sei pole position consecutive. In Canada ci fu il primo ritiro del “mostro” della Williams, dove Senna ottenne il miglior tempo in qualifica e durante la gara, anticipando una frenata, indusse Mansell contro le barriere. Ma Nigel era affamato di vittorie, vinse in Francia e non poteva non vincere nel GP di Inghilterra. A Silverstone la Renault portò una nuova versione del suo V10, l’RS4 ancora più potente e più affidabile. Inoltre la ELF sviluppò un nuovo carburante più denso che garantiva maggiore potenza.

Mansell durante le qualifiche ottenne la momentanea pole col tempo di 1’19’’3, ed il muretto Williams sicuro che nessuno potesse battere quel tempo, decise di richiamare ai box l’inglese. Ma Nigel chiese un nuovo set di pneumatici, voleva portare la sua auto al limite, conscio che la FW14B avrebbe assecondato ogni suo desiderio. Il Leone riuscì a strappare il tempo di 1’18’’965, un giro perfetto distaccando Patrese di quasi 2 secondi.

Ormai la sorte di questo campionato era chiara a tutti. In totale Mansell conquistò 14 pole position e riuscì ad ottenere ben 9 vittorie su 16 gare. Solo quattro ritiri per la FW14B, tra cui solo due per problemi tecnici.

Il 1992 incoronò il Leone d’Inghilterra come campione del mondo di Formula 1  e la FW14B entrò, di diritto, negli annali come una delle miglior auto mai costruite.

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Russo Raffaele