È vero che nel 2013 la Corte Costituzionale disse che con un decreto regionale, la Regione Sicilia aveva ridotto le indennità di carica oltre il limite sancito dalla Costituzione; ma aumentare gli stipendi della giunta comunale di Bagheria di 60.000 euro nessuno se lo aspettava, soprattutto se questo provvedimento è stato preso da un sindaco pentastellato.

Infatti Patrizio Cinque, Sindaco di Bagheria e fiore all’occhiello del Movimento 5 Stelle in Sicilia, con la delibera numero 87 del 30 dicembre 2014 ha aumentato di 60.000 euro gli stipendi del Sindaco stesso e di tutti i suoi assessori, così come spiega Lettera43 (che prendiamo come fonte della notizia). Naturalmente, i soldi per la copertura sono presi dall’aumento delle imposte comunali, e tolti alle necessità cittadine.

Per esempio, agli inizi di settembre 2014, le famiglie di ottanta bambini disabili si era recata dal sindaco con lo scopo di chiedere assistenza per i loro figli.  Allora, il Sindaco rispose che non c’erano le risorse per garantire operatori in tutte le ore giornaliere scolastiche, ma solo per due al giorno. Tanto che i familiari degli alunni furono costretti a piombare in classe per aiutare i piccoli a espletare le loro funzioni corporali più impellenti, ogni qualvolta dagli istituti arrivavano le chiamate degli insegnanti. Questa situazione oggettivamente indecente costrinse i genitori di 38 ragazzi a rivolgersi al TAR di Palermo per ottenere il 10 dicembre 2014 dalla seconda sezione del Tribunale amministrativo siciliano (ricorso n.3441) la condanna del Comune, che avrebbe dovuto provvedere a ripristinare il servizio entro 15 giorni dall’emissione della sentenza, oltre a pagare le spese processuali (250 euro).

Da quella sentenza non si seppe più niente, tanto che l’opposizione dopo mesi di silenzio si è attivata: il portavoce del Partito Democratico, Amenta ha così commentato: «Sono passati due mesi dalla sentenza del TAR che obbligava il Comune a fornire l’assistenza igienico-personale agli alunni disabili per tutta la durata delle lezioni. Sono trascorsi altri due mesi e non è successo niente. Anzi addirittura il 25 marzo scade il contratto con la ditta e ancora non si sa se, come e quando il servizio riprenderà». E dalla parte destra, per Forza Italia Carmelo Gargano aveva proposto una delibera che impegnava l’organismo a rinunciare al gettone di presenza finché i disagi per gli 80 bambini non fossero stati risolti, poi bocciata.

Federico Rossi