Ieri a Cernobbio, cittadina lombarda adagiata sulla sponda occidentale del lago di Como, si sono aperti i lavori per la sedicesima edizione del Forum di Confcommercio che ha come argomento principale di discussione la ripresa dalla crisi economica. Per ispirare le riflessioni dei partecipanti nella conferenza stampa di apertura è stato presentato un report redatto dall’Ufficio Studi di Confcommercio, rappresentato dal direttore Mariano Bella, cui è seguito un breve commento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

I numeri della ripresa.

Lo studio consiste nel confronto di vari indicatori economici nel corso degli scorsi quindici anni aggregati in due settennati. Il primo settennato, dal 2001 al 2007, è caratterizzato da crescita insufficiente (incremento medio annuo percentuale del Pil reale pari a 1,2) mentre il secondo settennato, comprendente gli anni tra il 2008 ed il 2014, è caratterizzato dalla recessione economica (variazione medio annuo percentuale del Pil reale pari a -1,3) . Prese per buone le previsioni dell’Istat per il 2015 si nota subito come questo periodo possa essere considerato un anno di svolta, con gli indicatori stimati che tornano a dimensioni paragonabili con il periodo di crescita insufficiente (crescita stimata da ISTAT pari a 1,1% del PIL).

EXPO 2015 e la ripresa.

Qui si inserisce il primo tassello della discussione, dal confronto tra i dati dei due settennati si nota chiaramente come i settori più indeboliti da questi primi quindici anni del ventunesimo secolo siano quelli storicamente rivolti al mercato interno, con i consumi che hanno registrato nel primo settennato un incremento medio annuale dello 0,8% ed una contrazione media annua di 1,1% nel settennato di crisi economica. Di questo avviso è il presidente Sangalli che si sofferma sul turismo definendolo “risorsa strategica su cui puntare, anche a partire dalle potenti leve rappresentate dall’Expo 2015“  e pretendendo una maggior considerazione da parte dei policy maker. A riguardo nello studio presentato troviamo delle valutazioni sugli arrivi degli stranieri nelle strutture ricettive, con una stima dell’“effetto EXPO” pari ad 8 milioni. Ciò significa che dei 58,6 milioni di arrivi previsti, circa il 13% è imputabile all’esposizione universale, per un effetto positivo sul PIL dello 0,2% e dello 0,3% sui consumi totali, da notare che queste stime sono già obsolete per l’annunciazione del Giubileo straordinario, avvenuta dopo l’elaborazione dei dati e dal quale ci si attende un effetto su PIL e consumi pari a quello dell’EXPO.

EXPO 15

La questione meridionale sullo sfondo della ripresa.

Lo studio presentato affronta un altro argomento molto interessante in una retrospettiva sulla crisi, confrontando per ognuno degli ultimi cinque anni le variazioni medie registrate dal PIL e dai Consumi nell’area Centro – Nord e nel Sud. Il quadro evidenzia come la crisi abbia accentuato il dislivello economico tra le due aree del paese e, soprattutto, come sia ancora il Centro – Nord a rappresentare il motore economico italiano, con stime negative degli indicatori di crescita di Pil e Consumi per il Sud.

Nord-Sud
Il divario Nord – Sud rappresenta un freno alla ripresa economica

La pressione fiscale e i limiti alla ripresa.

Tornando alle dichiarazioni con cui è stato aperto il Forum, il presidente Sangalli si è rivolto al Governo quando ha richiesto un “legittimo riconoscimento” per quanto subito dagli esercenti pubblici in questi anni auspicando che dalla finestra di 5 miliardi di euro apertasi nelle casse pubbliche in seguito al calo della spesa in interessi possano essere ricavate le cifre necessarie all’attuazione di “una politica fiscale distensiva che allenti la morsa delle tasse su famiglie e imprese” proponendo, sulla base delle stime presentate nello studio di “destinare i risparmi degli interessi sul debito a beneficio di tutti i contribuenti in regola attraverso la riduzione delle aliquote legali dell’Irpef”

Marco Scaglione