Molti l’avevano predetto, tanti però, non ci credevano. Sarkozy sta ritornando più forte di sempre e, a dimostrarlo, sono le ultime elezioni dipartimentali tenutesi in Francia. I due turni, rispettivamente il 22 e il 29 marzo scorso, hanno fatto luce su quella che è la situazione politica attuale.

L’UMP, con a capo nuovamente l’ex presidente Sarkozy, è entrata nelle case degli elettori riprendendosi a piccoli passi ciò che aveva perso. Quattro mesi dopo essere stato incoronato presidente dell’UMP, la Francia torna ad essere quasi completamente blu. «Era praticamente certo», affermano i giornalisti durante lo scrutigno. Fatto sta che presentarsi al primo turno in coalizione con l’UDI è stata una strategia che si è dimostrata vincente.

Già le municipali 2014 furono un aspro colpo per la sinistra del presidente Hollande che, con queste elezioni, è riuscito a tenere stretto solo 34 dipartimenti su 61. 21 infatti, sono passati da sinistra a destra. L’UMP dunque, raggiunge lo score di 1032 consiglieri eletti, ben il 26,02%. Forte il numero degli astenuti, il 50,01%, e 1.148.108 le schede consegnate in bianco, il 5,69%.

La colpa di questa vittoria però, sarebbe secondo molti, da identificare nella frammentazione della sinistra. Bruno Le Roux, portavoce del PS all’Assemblea Nazionale infatti, ha affermato che «La causa della sconfitta della sinistra in Francia è da identificare nella spaccatura interna al partito che non rende tutti uniti e compatti». Tanti infatti la pensano come lui e la soluzione sarebbe quella di ricominciare tutto da capo per riformare una sinistra competitiva e forte.

Dunque, mentre il quotidiano Le Figaro titola “Destra: La riconquista”, a sinistra dubitano sull’asse Valls-Hollande, che sta portando la sinistra a perder punti. «Sarkozy aveva già perso le municipali, per ben due volte si era lasciato sfuggire le elezioni cantonali ed era stato sconfitto anche alle regionali», le parole che arrivano dall’Eliseo a difesa di Hollande.

La grande sconfitta però, è arrivata dall’ala più estrema della destra francese. Marine Le Pen, con il Front National, non è riuscita ad aggiudicarsi nemmeno uno dei 43 dipartimenti vinti al primo turno. Di 4.000 eletti, su tutto il territorio, solo 62 consiglieri dipartimentali sono di FN. Probabilmente Madame Le Pen sta pagando la sua strategia di non essersi schierata né con la destra, né con la sinistra ovvero, il fatto di non aver stretto alleanze. Ma sopratutto, è chiaro che non giova alla sua forza politica la propaganda mediatica che sta facendo contro quell’area politica che lei definisce “l’UMPS” ovvero, l’unione dell’UMP e del PS.

La sfida di Sarkozy è appena iniziata. Tutti infatti, possono ancora giocarsi il “terzo turno” ovvero le elezioni del presidente del consiglio dipartimentale che avranno luogo il 2 aprile prossimo. Poi ci sarà da preparare un programma nuovo, avvincente, forte ed interessante in vista delle Elezioni Regionali di dicembre, delle primarie 2016 e della corsa all’Eliseo del 2017: «L’alternanza è in marcia e niente può fermarla», le parole di Nicolas Sarkozy

Giuseppe Ianniello