Il Presidente Mattarella è intervenuto nel Salone dei Cinquecento alla sessione conclusiva delle giornate di lavoro: “Italia 2015: il paese nell’anno dell’Expo” dal titolo L’Italia della bellezza, del saper fare e dell’innovazione” 

La manifestazione è stata moderata dal responsabile delle relazioni istituzionali dell’Expo 2015, Roberto Arditti, e ha visto la partecipazione del ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi, il commissario del padiglione Italia Diana Bracco, il direttore generale della Rai Gubitosi, il giornalista Piero Angela, il sindaco di Firenze Nardella, il commissario e amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala e il ministro delle Politiche Agricole Martina. È intervenuto inoltre il segretario generale delle Nazioni unite Ban-Ki Moon.

L’intervento di Sergio Mattarella ha dato ampio risalto al paesaggio e all’economia del nostro paese, e ha concluso la giornata di lavoro proprio sulla vergogna della Terra dei Fuochi, l’ampia porzione di territorio dell’ex Campania Felix tra le province di Napoli e Caserta, dove proseguono sversamenti e roghi illegali di rifiuti speciali e industriali.

“Quanto è accaduto in Campania nella cosiddetta Terra dei Fuochi è l’emblema del degrado italiano, la rappresentazione di una drammatica situazione di sfruttamento cinico e senza futuro” – afferma il Presidente Mattarella.

“La bellezza della natura, il lavoro plurisecolare dell’uomo hanno fatto del paesaggio agricolo del nostro Paese qualcosa di inimitabile, con esempi di alto equilibrio tra coltivazione del suolo e salvaguardia ambientale” – ha proseguito il Capo dello Stato a Palazzo Vecchio. “Di contro, si presenta la drammatica situazione di uno sfruttamento cinico, e senza futuro, di aree importanti. Penso, anzitutto, alla Terra dei Fuochi, emblema del degrado”.

Ma ecco alcuni punti salienti dell’intervento di Mattarella: «L’Expo di Milano non è, e non potrebbe essere, un appuntamento di routine. Si tratta di una grande responsabilità: il compito che ci siamo assunti va esercitato con il massimo impegno. Il sistema Paese deve essere consapevole di avere, con l’opportunità rappresentata dall’Esposizione Universale 2015, la possibilità di misurare se stesso, sul piano della elaborazione di idee e sul piano delle capacità realizzative… Il tema centrale prescelto “l’alimentazione, energia per la vita’’, rappresenta una delle sfide di base per la sopravvivenza del genere umano. Un’occasione feconda per ridefinire opzioni su materie come i suoli ed il loro uso, l’acqua, l’equilibrio ecologico, la ricerca, le relazioni e gli scambi internazionali; temi tutti sui quali l’Italia è chiamata a concorrere alla individuazione di politiche più adeguate, sia in sede comunitaria, sia nelle sedi multilaterali a ciò dedicate… Expo può essere paragonato ad un grande convoglio che fa irruzione sulla scena nazionale, e mondiale, per disseminare intorno a sé messaggi e contenuti che vogliamo positivi. L’industriosità italiana. L’innovazione e la capacità di competere. La coesione del sistema istituzionale, politico e imprenditoriale. L’espressione compiuta di energie presenti nella nostra società e in grado di coordinarsi intorno ad un progetto multidisciplinare… 

Il contesto in cui si svolge Expo 2015 è certamente unico e costituisce elemento di un’accoglienza italiana che contestualizza nell’ambiente (sia rurale sia urbano), un patrimonio artistico senza eguali al mondo. L’orgoglio di poter proporre tutto questo, unito alla cultura del cibo, che ha trovato, in Italia, espressioni di alto livello, rappresenta uno stile di vita che è espressione culturale, messaggio permanente, elemento attrattivo non certo secondario dei flussi di visitatori del nostro Paese… Se il risultato, come tutto sembra indicare, sarà positivo, ad avvantaggiarsene sarà il capitale sociale del Paese, bene collettivo, che ne uscirà arricchito non soltanto nella dimensione infrastrutturale ma in quella, ancora più rilevante, della creazione dei saperi».

Lisa Zaffinelli