Dire che la Turchia sta vivendo ore difficili è quasi un’offesa al clima che si respira nella nazione, scossa prima da un blackout che ha interessato ben quarantaquattro province e poi da colpi di armi da fuoco all’interno del tribunale di Istanbul, dove è stato sequestrato il magistrato Mehmet Selim Kiraz.

L’attacco all’edificio garante della giustizia è opera, secondo le notizie sino ad ora disponibili, di membri del DhKp-C, vale a dire il Partito-Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo, considerato di estrema sinistra nonché illegale in Turchia.
Il suddetto partito agirebbe per rivendicare i diritti dei civili uccisi durante la repressione delle proteste del 2013 di Gezi Park; nella fattispecie, lo scopo denunciato sarebbe l’esigere giustizia per la morte di Berkin Elvan, quindicenne colpito all’epoca delle proteste in Turchia da una capsula di gas lacrimogeno e deceduto dopo mesi di coma. Il magistrato sequestrato, che appare in delle fotografie diffuse su internet con una pistola alla tempia, è difatti il responsabile dell’indagine sulla morte del giovane Berkin.

I sequestratori avrebbero posto come condizione per aver salva la vita dell’ostaggio una ammissione di colpa pubblica e “in diretta” da parte dell’agente di polizia sospettato di aver colpito Berkin Elvan in occasione della repressione in Turchia e il suo presentarsi dinanzi a un tribunale popolare per essere giudicato; chiedono altresì la scarcerazione di coloro accusati di essersi schierati a favore del giovane deceduto.

L’ultimatum è scaduto alle 15.36 locali e le trattative continuano.

Secondo alcune fonti televisive, la polizia si sta preparando a un attacco; ciò che è certo è che il premier turco ha convocato una riunione con i ministri coinvolti nella questione, probabilmente allo scopo di fronteggiare la situazione ed evitare ulteriori danni.

I sequestratori appaiono più che determinati a portare sino in fondo la minaccia, gettando di fatto la Turchia in un caos ancora più acuto.

Attualmente, il tribunale di Istanbul è stato evacuato e il piano dell’edificio che ospita il PM è stato circondato, questo mentre tramite un mediatore le forze dell’ordine starebbero tentando una trattativa per salvare la vita del magistrato, una vita che è cara anche allo stesso padre di Berkin Elvan, che ha chiesto pubblicamente tramite Twitter di non versare altro sangue in nome di suo figlio.

Terribilmente sfortunata la Turchia in queste ore, e Istanbul in particolare, poiché il blackout, già giudicato uno dei più gravi avuti nella nazione, ha messo letteralmente fuori uso impianti e soprattutto mezzi di trasporto pubblici. Ancora non è chiara la natura dell’accaduto: tra caso fortuito e terrorismo, le notizie sono vaghe e ad ora prive di certezza.

Rosa Ciglio