Intervista quadrupla: “Cosa sarebbe successo se…?” (parte 1)

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Intervista quadrupla - Somma Vesuviana

Dopo aver raccolto dai social i dissensi sull’attuale amministrazione di Pasquale Piccolo, difficilmente posso credere che non ci sia nessuno che almeno una volta nella vita non si sia posto l’interrogativo: “Cosa sarebbe successo se al posto del sì avessi detto no?”.

Abbiamo intervistato gli ex candidati a Sindaco nel Comune di Somma Vesuviana, facendo loro cinque semplici domande.  Raccogliamo oggi l’intervista a Ciro Sannino, 33 anni, dottore in legge e responsabile del Movimento cinque stelle.

11091299_1631348520483909_860349127_nDunque, come descriverebbe con tre parole l’attuale situazione politica di Somma Vesuviana?

Secondo il mio giudizio la situazione politica nel mio paese sta vivendo un periodo di fermento, di evoluzione e, in un certo senso, di partecipazione. A giudicare dalle varie iniziative intraprese dalle forze politiche sul territorio e dai numerosi commenti di esponenti politici che si leggono sui vari social network, tante persone, tra cui coloro che hanno espresso pentimenti post-campagna elettorale, stanno coerentemente continuando le proprie battaglie pur essendo in minoranza e hanno preso coscienza che è importante fare politica sempre, non solo durante il periodo di campagna elettorale. Ci sono tante iniziative politiche, soprattutto delle forze di opposizione come i cortili democratici del PD, oppure la creazione del comitato illuminazione pubblica. Nella mia ottica di ex candidato sindaco questa cosa non può che far bene al paese, visto che il compito principale di un buon politico rimane quello di avvicinare i cittadini alla vita pubblica e alla gestione del bene comune.

Che cosa cambierebbe dell’attuale amministrazione?

Senza polemizzare eccessivamente sull’andamento dell’azione amministrativa, credo che non ci sia una cosa in particolare che cambierei, avrei senz’altro preferito si agisse su tanti punti in modo radicalmente diverso. Su questa domanda posso esprimermi, quindi, dicendo che il Movimento 5 Stelle si poneva come alternativa tout-court alle altre coalizioni politiche scese in campo alle amministrative 2014, e quindi anche all’amministrazione Piccolo. Avremmo fatto scelte nettamente diverse in quasi tutti i campi fin’ora toccati, dalle modalità di nomina della giunta comunale, alla tassazione locale, all’acqua pubblica, al rapporto con i cittadini e ai tanti aspetti della vita quotidiana della città.

Chi più di ogni altro Le appare indegno del ruolo che ricopre?

Il concetto di dignità è un concetto che deve essere esteso a tutti i membri dell’attuale amministrazione e penso alla politica sommese in generale. Anche se questa amministrazione fa scelte diverse da quelle che avrebbe fatto il MoVimento 5 stelle,  ritengo che chiunque si avvicini alla politica con onestà e coerenza abbia la dignità di esprimere le proprie idee e le proprie proposte, lasciando logicamente all’opposizione la libertà di confronto e critica, anche dura. Ma questo non vuol dire che gli avversari non hanno dignità: sarebbe, a mio avviso molto pericoloso pensare una cosa del genere.

Quale ritiene sia il problema principale non affrontato da questa amministrazione e come l’avrebbe affrontato Lei?

Su questa amministrazione ho due crucci personali, poiché noi del Movimento 5 Stelle Somma Vesuviana siamo stati tra i protagonisti di due battaglie prima dell’ascesa al governo cittadino dell’amministrazione Piccolo. Quella sulla rateizzazione delle imposte locali (in particolare riferimento alla TARI) e quella sull’acqua pubblica (con la raccolta di firme sull’adesione al patto dei sindaci Ato3 che si propone come scopo quello di uscire dalla GORI). La delusione più grande è aver visto tanti membri dell’attuale maggioranza accorrere a firmare per le proposte e una volta  al governo della città rigettare le stesse. Come Movimento 5 Stelle abbiamo proposto al Sindaco e all’assessore ai tributi di procedere ad una rateizzazione della Tari per le fasce meno abbienti, con un numero di rate sostenibili (almeno 12) in modo  da andare incontro sia alle esigenze delle famiglie disagiate sia alle casse pubbliche (considerando le tante famiglie che non sono in grado di pagare rate elevate e che per questo non pagano proprio!). Ci sembrava la soluzione ideale, ma gran parte dell’attuale maggioranza ha ignorato totalmente la questione. Stesso discorso vale per l’acqua pubblica: l’istituzione di uno sportello non ha risolto il problema e a distanza di mesi l’amministrazione deve ancora prendere una posizione contro la Gori, a differenza di tantissimi altri Comuni in Campania che di questa battaglia di civiltà ne hanno fatto il proprio vessillo.

Cosa vorrebbe per il suo paese?

Vorrei per il paese più partecipazione, vorrei pari opportunità per tutti, non vorrei vedere più bandi pubblici per la selezione di un dirigente come quello di dicembre, vorrei un’amministrazione che rispondesse ai cittadini e che non si trincerasse dietro al silenzio. Vorrei meno litigi e che tutte le competenze e le eccellenze sommesi collaborassero affinché il nostro paese, un tempo perla del vesuviano, vivesse un vero e proprio rinascimento. Ma, conscio dell’ambizione, mi accontenterei anche di un semplice ritorno alla normalità:  strade percorribili, opere finalmente completate, riduzioni della pressione fiscale e taglio di tutte quelle spese inutili che fanno da zavorra al bilancio. Tutto questo sarebbe per me un grande risultato. Peccato che a oggi di tutto questo ancora deve realizzarsi e a distanza di un anno ancora non si vedano i risultati dell’azione amministrativa.

Ringraziamo Ciro Sannino, dandovi appuntamento alla prossima settimana con la seconda intervista.

Anna Lisa Lo Sapio

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Nata in provincia di Napoli, 11/06/1983. E' Laureata in Scienze Politiche. Inizialmente, ha lavorato nell'area commerciale di alcune aziende ma ha presto capito che la sua strada non poteva avere a che fare solo con l'aspetto economico della vita. Amante della storia e appassionata dei segreti di Stato, ha realizzato studi e ricerche sulla società italiana durante gli anni di piombo e sui motivi che spingono l'uomo a commettere stragi e ribellioni contro altri uomini. Di se stessa dice : "Meglio vivere una verità difficile che una bugia comoda". Vive a Edimburgo. Per scriverle: losapio.annalisa@libero.it

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