Camera degli Sposi riapre a Palazzo Ducale

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camera degli sposi particolareLa Camera degli Sposi o Camera picta, presso Palazzo Ducale a Mantova, riapre ai visitatori dopo tre anni di forzata chiusura e urgenti interventi di adeguamento sismico.

Il Ministro dei beni culturali, Franceschini, che ha presieduto alla cerimonia di inaugurazione, si è detto molto soddisfatto per il  traguardo raggiunto. Il sisma del 2012, che colpì l’Emilia Romagna, è stato uno dei più disastrosi degli ultimi anni, in Italia, dopo quello del l’Aquila del 2009. A subire danni fu anche il Castello di San Giorgio ( Palazzo Ducale) e la torre sul lato nord-est. Il Palazzo Ducale è uno dei simboli di Mantova , corte dei Gonzaga insieme al Palazzo Te, a cui lavorò l’artista Giulio Romano. Siamo in Italia verso la metà del ‘500 e assistiamo un po’ dovunque al nord, alla spinta esercitata da importanti signori, tra cui Federico II Gonzaga e Alfonso I d’Este. Piccoli ducati che tentanto di farsi sentire, attraverso l’arte, per non soffocare al dominio papale: infatti  è a loro che va riconosciuta quella straordinaria fioritura artistica, che caratterizza corti come Mantova, Urbino Ferrara. 

La Camera degli Sposi è un’opera di Andrea Mantegna, artista Padovano tra i più importanti del RiCamera degli Sposinascimento italiano. Affrescò la sala in circa dieci anni, adottando soluzioni innovative, attraverso lo spazio  fisico dell’interno e finti spazi interni, l’espediente delle finte architetture è reso attraverso la prospettiva che inganna l’occhio , detta trompe l’oeil. Le pareti sono suddivise in tre aperture, la parete della corte  è dedicata ai membri della famiglia Gonzaga,  la parete dell’incontro, invece, è una sorta di rappresentazione di tre generazioni che si stanno succedendo. Ogni parete poi, si conclude in altro con tre lunette, molto particolari , sono concepite come se fossero finestre che danno direttamente verso gli spazi azzurri del cielo. Andrea Mantegna La parte più singolare della stanza è rappresentata dal soffitto , scandito da “vele”, piccoli triangoli scolpiti, in cui compaiono temi classici, come le fatiche di Ercole uniti ad episodi salienti della vita di corte. L’artista, dunque, che ha concepito questa Camera degli Sposi, come un finto spazio aperto, ha concluso il soffitto con un lucernario in realtà un affresco di forma rotondeggiante, che dà la sensazione di poter respirare l’aria esterna mentre affacciati ad un parapetto ci sono dei candidi angioletti; forse questa è l’opera del Mantegna, nota ai più. La camera, nel corso degli anni, è stata più volte oggetto di cura e restauri, ai fini di una maggior conservazione degli affreschi è stato installato un’impianto climatizzato per l’aria, tale da permettere di mantenere la temperatura sempre constante. Dunque gli affreschi già restaurati in anni passati, tenuti sotto controllo e al riparo dai danni atmosferici , ora, grazie alla tenacia di chi ha investito in questo nuovo intervento, saranno di nuovo ammirabili.

Ulteriori informazioni: www.gazzettadimantova.it

Rossella Mercurio

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