ONU: X Giornata Mondiale contro le mine

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Giornata ONU contro le mine

Ieri è stata celebrata la X Giornata Mondiale contro le mine, istituita dall’ONU che dal 1997 si impegna per ottenere la messa al bando di questa terribile arma. Le mine antiuomo colpiscono migliaia di vittime ogni anno, danneggiano l’ambiente e ostacolano la ricostruzione.

Con la Convenzione di Ottawa del 3 dicembre 1997 gli Stati firmatari si impegnano a vietare l’impiego, lo stoccaggio, la produzione e il trasferimento delle mine antiuomo, oltre che a distruggerle. Nel dicembre 2004 la Convenzione era stata siglata da 152 Stati. Tra gli assenti Stati Uniti, Russia, Cina, India, Israele, Turchia. Ad oggi gli aderenti sono 156, compreso l’Afghanistan, dove 14.400 persone sono state impiegate nella distruzione di oltre un milione di residui bellici esplosivi.

La Convenzione di Ottawa ha avuto, quindi, effetti positivi: i paesi produttori di mine ora sono solo 11 (Cina, Corea del Nord, Corea del Sud, Cuba, India, Iran, Myanmar, Pakistan, Russia, Singapore e Vietnam) e non più 50 come nel 2013. Secondo il “Landmines & Cluster Munition Monitor”, il numero delle vittime causato dalle mine, dalle cluster bombs e da altri ordigni inesplosi ha raggiunto il numero più basso dal 1999: 3.308, con una riduzione del 24% rispetto alle 4.325 del 2012, nonché un terzo di quelle del 1999 (che erano circa 25 al giorno).

I risultati che emergono da questo quadro – commenta Simoncelli, vicepresidente dell’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo appaiono positivi e confermano ancora una volta le grandi potenzialità dell‘azione della società civile sui temi della pace e del disarmo, che è riuscita con il suo impegno a porre negli anni ‘90 la questione a livello politico internazionale sino ad arrivare al Trattato di Ottawa, che nel corso degli anni ha prodotto risultati positivi crescenti nel tempo”.

Rimangono, però, alcune situazioni in cui queste armi vengono usate: si hanno notizie riguardanti Siria e Myanmar, Ucraina da parte di ribelli e forze filorusse e poi gruppi ribelli le hanno usate in Afghanistan, in Colombia, in Libia, in Pakistan, in Yemen. Nel corso degli anni c’è stato una notevole riduzione delle mine antiuomo e le campagne di sensibilizzazione delle Nazioni Unite e altri organi internazionali hanno avuto effetti positivi. Uno smistamento a livello zero appare ancora lontano, ma i risultati fanno ben sperare e si può guardare con ottimismo al futuro.

Vincenzo Nicoletti

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