Primavera No Muos: in 5 mila contro le antenne

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Niscemi è un piccolo paesino in provincia di Caltanissetta, per raggiungerlo da Catania ci vogliono all’incirca due ore. In questo luogo, tutto l’anno abitato da poco più di 28 mila abitanti, il governo americano ha deciso di installare una serie di antenne, parte del cosiddetto MUOS; in poche parole un sistema di comunicazione satellitare di scopo militare. Proprio qui, in Sicilia, all’interno della bellissima Riserva Naturale del Sughereto, contro il buon senso e la volontà popolare si è scelto di installare degli strumenti militari a scopo difensivo, di dubbia utilità e di alto rischio per la salute, nonché per un intero ecosistema, non di certo abituato alle onde elettromagnetiche emanate da questi giganteschi antennoni. Arrivare a Niscemi non è molto difficile, basta imboccare la Catania-Gela e proseguire per circa 92 km di puro entroterra siciliano. Eppure era la prima volta che partecipavo ad una manifestazione No Muos, pur avendo sempre simpatizzato con la causa, non avevo mai avuto la determinazione di attraversare quei 92 km, ma oggi ero lì, per la prima volta pronto a vedere concretamente per cosa si battono ogni giorno migliaia di miei conterranei. Devo essere sincero, alla vigilia della nostra spedizione ero anche un po’ preoccupato, dato che avevo sentito degli scontri avvenuti in passato tra i manifestanti e le forze dell’ordine, tuttavia la curiosità e la voglia di esserci ha calmato un po’ le mie sciocche paure. Passate le paure ed i 92 km, bisogna spostarsi ancora un po’ per raggiungere il concentramento previsto dal Comitato NO MUOS per le 14:30. Per giungere al MUOS bisogna infatti uscire da Niscemi e immettersi in contrada Ulmo, dove i NO MUOS hanno dato vita ad una sorta di campeggio. Qui la marcia inizia con un po’ di ritardo, le condizioni meteo sono buone e l’atmosfera nell’aria era quella di una grande festa, molto colorata e varia. Numerose le sigle in campo, eterogeneo e multiforme il corteo. Donne, bambini, anziani, giovani, anarchici, comunisti, moderati, curiosi e cittadini di ogni tipo uniti dalla voglia di manifestare contro un’installazione che danneggia la salute e l’economia, rinvigoriti dalla sentenza del Tar che ha disposto il sequestro della base. Rispetto alle solite partecipazioni tuttavia, una grande novità in questo tipo di manifestazione è la presenza di una parte delle istituzioni regionali venute a solidarizzare: l’Anci Sicilia, accompagnato da alcuni sindaci tra cui il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e quello di Niscemi Francesco La Rosa. Durante tutta la manifestazione, che si è svolta in maniera assolutamente pacifica, polizia e carabinieri monitoravano la situazione al di là delle reti della base, aiutati inoltre da un elicottero della polizia di stato. Nessun vero scontro con le forze dell’ordine, per lo più vittime delle provocazioni bonarie di alcuni manifestanti. Giunti alle porte del MUOS, dopo circa un’oretta si è svolta una piccola assemblea ha cui hanno preso parte i rappresentanti dei vari movimenti presenti, tra cui in particolare un rappresentanti del movimento No Tav, le Mamme No MUOS, e il sindaco di Niscemi, unico a parlare tra i membri dell’Anci Sicilia lì presenti. I sindaci infatti non sono stati bene accolti dalla base, ed hanno deciso difatti di andar via molto presto visto il controverso intervento del sindaco di Niscemi, che ha scatenato l’ira di molti attivisti convinti che l’amministrazione comunale non abbia fatto abbastanza contro il MUOS. Tra le scene più curiose viste durante il corteo, certamente quella di alcuni ragazzi del collettivo Aleph di Catania, i quali hanno inscenato travestiti da conigli la distruzione del Muos, a pochi passi dai cancelli.

Subito dopo l’assemblea, ci si dirige verso le reti per sigillare simbolicamente quel MUOS che qui tutti vorrebbero veder demolito. Le battaglie del movimento sono ancora molte, e nuove manifestazioni vengono annunciate per quest’estate. Il governo italiano ha nel frattempo ricorso al Consiglio di Stato che ha adesso una responsabilità enorme: dare ascolto alle voci di associazioni, movimenti, giuristi e scienziati che protestano contro le antenne o far prevalere degli interessi estranei a quelli della popolazione civile?

Antonio Sciuto

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