NBA: Spurs forza 8 sui Thunder. Pelicans ottavi

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A una settimana esatta al termine della Regular Season, solo Warriors e Hawks sono sicuri della posizione che occuperanno al tabellone dei playoff (teste di serie n.1 nelle rispettive conference), dietro, invece, è bagarre totale. Ad est sono cinque le franchigie a contendersi gli ultimi due posti valevoli per la post-season, mentre ad ovest questa notte New Orleans con una meravigliosa vittoria contro Golden State sorpassa i Thunder di Westbrook, demoliti a domicilio dagli inarrestabili San Antonio Spurs dell’ultimo periodo. I Clippers dopo il +43 di domenica si aggiudicano per la seconda volta in 48 ore il derby di Los Angeles contro i disastrati Lakers, il cui ultimo confronto vinto contro i cugini risale al 29 ottobre 2013, opening night della scorsa stagione.

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IL RITORNO DEI CAMPIONI – Dopo aver faticato e non poco nella prima parte della stagione, rischiando addirittura l’esclusione dai playoff, gli Spurs sono tornati e nelle ultime settimane stanno dimostrando che, comunque sia la posizione all’interno del tabellone, i campioni in carica sono pur sempre loro. 8 vittorie consecutive, 18 nelle ultime 21, numeri da capogiro della squadra di Popovich che sta accelerando per avere il fattore casa a favore quantomeno nel primo turno. Sarà decisivo il doppio confronto in poche ore contro i texani guidati dalla Barba più famosa dell’Ovest statunitense. Duncan-Parker-Ginobili sorpassano Bird-McHale-Parish, diventando il trio con più partite nella storia NBA (730).
La vittoria alla Chesapeake Energy Arena conferma lo straordinario momento di forma di Beli (12 punti in 25′) e compagni, così come conferma l’impossibilità dei Thunder senza Kevin Durant di competere per i playoff. La partita era già finita dopo solo un quarto, grazie al 29-10 rifilato da San Antonio e alle pessime percentuali di Oklahoma: 19% al tiro, 6 palle perse. Nonostante un parziale di 11-0 nel secondo quarto, i Thunder non riescono mai ad arrivare a contatto, merito di un mostruoso Kawhi Leonard che in soli 24′ ne mette 23 (saranno 26 a fine gara, high-career). Niente partita, tanto garbage time, Westbrook chiude con 17 punti (7/16 dal campo). Quarta sconfitta consecutiva per Scott Brook con conseguente sorpasso dei New Orleans Pelicans. Adesso è dura per davvero.
0.007, Questo il vantaggio che in questo momento New Orleans ha su Oklahoma. Il tutto con una gara in meno (stanotte contro i Grizzlies) ma anche in caso di sconfitta i Thunder sarebbero dietro per gli scontri diretti (3 k.o). Anthony Davis trascina i suoi all’ottavo posto, ultimo disponibile per i playoff, con un secondo tempo pazzesco da 23 punti con 8/11 dal campo. “Consapevolezza” è la parola chiave dei successi dei Pelicans in questa stagione ed è la stessa che riassume le parole nel post-partita della prima scelta al draft 2012.
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TRAFFICO AD EST – Nets, Celtics, Heat, Pacers e Hornets: 5 squadre racchiuse in 3 vittorie, 1 settimana per decidere chi occuperà alla fine delle 82 partite della stagione regolare le ultime due piazze che vorrebbero dire post-season e la possibilità di ulteriori guadagni in chiave economica, di visibilità e – perché no – di sognare uno sgarbo alle prime due della classe (Hawks e Cavs). La novità più importante delle ultime ore è senza dubbio il rientro dell’ex 24 (ora 13) di Indianapolis, Paul George: sarà lui l’arma in più dei Pacers e di coach Vogel. È tornato domenica contro Miami, proprio l’ultima squadra da lui affrontata nelle Finali di Conference dello scorso anno.

“Mi sentivo come una matricola – ha ammesso a fine partita -. E’ andata come mi aspettavo, l’accoglienza dei tifosi è stata uno dei momenti migliori della mia carriera, talmente bella che per me è stato difficile non farsi trasportare dal momento. Ma non potevo farlo, perché volevo concentrarmi sul gioco. E’ davvero bello essere tornato. “

Queste le sue dichiarazioni dopo la partita contro l’amico Wade. Adesso, però, è il momento di dimenticare le emozioni, perché ci si gioca la stagione. Bentornato Paul!
Tutto in 7 giorni: chi andrà ai playoff? 

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Michele Di Mauro

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