Le donne e l’emancipazione attraverso la cultura

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Le donne e l'emancipazione attraverso la cultura

“Le donne che leggono sono pericolose”

Questa forte frase è una grande espressione di quanto la cultura nel corso dei secoli sia stata un enorme strumento di manipolazione delle masse, come è accaduto in passato con la Chiesa (basti pensare all‘Indice in cui venivano trascritti i libri proibiti ai cristiani perché ritenuti sacrileghi o portatori di messaggi fin troppo innovativi) o con alcune dittature, ne è un grande esempio quella di Adolf Hitler che ha basato tutto il suo potere e la forza della sua capacità oratoria sulla distorsione di scritti antichi o del suo tempo, reinterpretandoli in chiave nazista.

Quando però la gente ha preso coscienza del proprio potere e della propria individualità grazie alla conoscenza, ecco che le rivolte ed i cambiamenti si sono messi in atto. Si ha paura della conoscenza e della cultura perché è l’unico mezzo di cui si dispone per uscire da una visione univoca e spesso fasulla della realtà.

Ovviamente questo discorso vale anche per le donne che per secoli sono state tenute alla larga dalla cultura, ristrette all’ambito casalingo senza quasi nessuna opportunità di frequentare un corso di studi. Senza dubbio la situazione nel tempo è cambiata ma è un dato di fatto che l’emancipazione femminile sia un fenomeno relativamente recente.

Per questo, per esaltare l’importanza di questi progressi, nel liceo artistico Giacomo e Pio Manzù di Bergamo, è stata inaugurata la mostra “Le Donne che leggono sono pericolose”.

Nata dall’originale idea di due studentesse dell’istituto, Andrea Benedetta Bonaschè e Francesca Mirabelli, la mostra si propone di mettere a confronto dipinti del passato raffiguranti donne nell’atto della lettura con delle fotografie create con l’aiuto dei docenti e degli studenti (o meglio delle studentesse) dell’istituto stesso, che reinterpretano, in chiave moderna, gli stessi quadri, imitando i soggetti dei dipinti con i loro particolari gesti e l’ambiente circostante.

Inoltre la mostra ha lo scopo di  esaminare i differenti modelli della rappresentazione fotografica e di quella pittorica, mettendole a confronto per sottolineare le grandi differenze che nascono tra questi due tipi di arte.

L’esposizione, ormai terminata a Gennaio, è stata un toccasana per le ragazze ed i ragazzi del liceo, una boccata d’aria per la loro libera espressione ed il loro libero diritto di conoscere e di fare essi stessi cultura, anche in modo innovativo, con tutti i mezzi che il mondo attuale mette a disposizione.

Fonte:

http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/01/23/foto/studentesse-105583194/1/?ref=fbpr#1

Daniela Diodato

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Daniela Diodato, nata nel 1996, vive a Napoli, diplomata al liceo linguistico G.B. Vico, frequenta il corso di studi di Lingue, culture e letterature moderne europee alla Federico II. Ha una passione per le lingue, le culture straniere ed i viaggi, costantemente alla ricerca di nuove persone e posti da conoscere. È interessata ad eventi culturali, musica ed arte ma anche scuola ed universitá, che la riguardano molto da vicino.

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