SOMMA VESUVIANA – Uno studio realizzato da Gianluigi Taverna del Dipartimento di Urologia dell’Irccs Humanitas di Rozzano, in provincia di Milano, ha dimostrato che l’amico dell’uomo per tradizione può scovare e avvertire tumori prima del suo padrone.
Noi di Libero Pensiero abbiamo chiesto a una nostra lettrice di raccontarci la sua storia, per dimostrare quanto sia vero tutto ciò e comprovare come sia possibile che, in un giorno qualunque, a gente comune, che conduce una vita normale, può succedere qualcosa di speciale.
P. M., quarant’anni, ci spiega così:

cane

“Ho scoperto di essermi ammalata di un tumore al seno l’anno scorso, grazie al mio cane Lapo, uno splendido pastore del Caucaso. Credevo di conoscermi, di conoscere il mio corpo e di capire i segnali che esso può dare, ma non avevo avvertito nulla. Poi, Lapo ha cominciato ad annusarmi il seno e, continuamente, a indicarmelo con la sua enorme zampa. Annusava, indicava e piagnucolava. Solo grazie alla sua insistenza ho capito che qualcosa non andava. Decisi di rivolgermi a uno specialista, il quale mi spiegò di avere un brutto male, contro il quale bisogna avere solo tanta forza di volontà e soprattutto tanta fortuna. Un cancro di sette centimetri che grazie al mio cane ho potuto combattere prima che fosse troppo tardi. Ma, Lapo non ha bisogno della mia gratitudine: vuole solo che io viva ancora e, magari, che io abbia il coraggio di raccontare ciò che di grande lui ha fatto per me. Adesso lui è tranquillo, ma io ricordo perfettamente quei giorni di continui scontri, durante i quali lui non mollava e io continuavo, imperterrita, a ordinargli di mettersi giù e andare a cuccia. Ora, mi guarda e scodinzola, perché sa che io sto bene, anche se certe volte mi sento ancora in colpa per aver fatto vivere a lui una simile angoscia. Ha sofferto l’abbandono durante i giorni dell’intervento e chi si è preso cura di lui mi ha raccontato che piangeva inconsolabile per tutto il giorno. La cosa più bella però è stata ritornare a casa, perché Lapo non mi ha fatto le moine a cui avevo tanto pensato durante i giorni in ospedale. No, lui, un carro armato di 80 chili, tutto tremolante dall’emozione, mi ha solo guardata. Scodinzolava felice ma non mi è venuto incontro saltandomi addosso come sempre, e forse perché sapeva che non ero in forma. Nei giorni della chemio, lui era vigile ai piedi del letto, e se ne stava lì, seduto, buono. E, se non è amore questo? Non mi ha lasciata da sola nemmeno per un attimo e io posso dire di aver avuto dal mio cane una tale dimostrazione d’affetto, disinteressata e senza pari, che mai nessun altro amico è stato finora capace di darmi. Quando ripenso a tutta questa storia assurda, mi domando se sono capace di ricambiare il suo affetto e, soprattutto, se potrò mai ringraziare il mio cane per avermi insegnato a parlare all’anima, e per aver capito il senso di molte piccole cose della vita. Vorrei dire ai vostri lettori di amare gli animali perché in molti casi sono davvero migliori degli uomini!”
Ringraziamo la signora e speriamo che il messaggio giunga al cuore di tutti, in particolare alle persone che maltrattano i cani e a quelle che, pur avendo la possibilità di adottare un amico a quattro zampe, scelgono di non farlo.

Anna Lisa Lo Sapio