Intervista con Marcella Raiola:”Consultazione del Governo sulla Buona Scuola fallita”

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NAPOLI –  Mentre la Riforma della Buona Scuola prosegue il suo iter di consultazioni parlamentari, continuano le proteste dei docenti precari, dei sindacati e degli studenti.
Abbiamo intervistato Marcella Raiola, docente precario ed esponente del Coordinamento Precari Scuola di Napoli.

Ha destato curiosità la protesta di ieri.
Perché Mazinga Zeta?
”L’idea di Mazinga Zeta è nata come una boutade, occasionata dalla pubblicazione del DDL in discussione in parlamento attualmente, che, come si sa, converte in Legge (peggiorandoli) i contenuti della brochure governativa “La Buona Scuola”, oggetto di una fallita pseudoconsultazione (solo 200.000 “click”, di cui appena 6000 da parte degli studenti, su 10 milioni di potenziali interlocutori!) terminata a novembre. Di fronte ai nuovi poteri attribuiti dal DDL ai dirigenti scolastici, la cui vastità è inaccettabile e liberticida, visto che potranno licenziare, assumere, premiare, punire e stipulare in assoluta autonomia accordi con le imprese per l’alternanza scuola/lavoro, e considerata la nostra impotenza desolante, a livello politico come pure giudiziario, visto che il governo, invece di ottemperarvi, addirittura si permette di trasformare la sentenza dell’Unione Europea del 26/11, che avrebbe dovuto comportare l’immediata assunzione dei precari con almeno 36 mesi di lavoro continuativo, in un fattore di esclusione dal circuito delle supplenze per chi abbia maturato tre anni di insegnamento, abbiamo pensato di comunicare, usando l’immagine di Mazinga Zeta, il messaggio che solo un supereroe, al punto in cui siamo, potrebbe portare il paese fuori dal vortice di pericolosi provvedimenti antidemocratici in cui sta precipitando!
Mazinga Zeta, peraltro, fu presto soppiantato dal più famoso “Grande Mazinga”, sicché è un eroe a suo modo “precario”, che ha indossato, perciò, con piacere la maglietta dei precari “storici”, quelli in agitazione dal 2008, cioè dai tagli Gelmini. La realizzazione di un Mazinga di tre metri da esibire polemicamente davanti alla sede del partito che sta sfasciando e snaturando la Scuola della Repubblica, è stata complessa e faticosissima, ma è stata gratificante, alla fine, la partecipazione della cittadinanza alla protesta e, soprattutto, la sorprendente serietà con cui i cittadini hanno accolto il messaggio che abbiamo inviato, segno che c’è viva coscienza del fatto che stiamo correndo il rischio di una drammatica involuzione istituzionale e sociale”.

mazinga zetaIl governo sembra fare retromarcia sulle assunzioni sbandierate a Settembre …
”Avevamo capito fin dalla proposta dell’insolita e inutile consultazione sulle 136 pagine di “marketing formativo” che componevano “La Buona Scuola” che il governo voleva prendere tempo, sui precari, e che avrebbe poi tirato in ballo la crisi e usato l’argomento propagandistico della “meritocrazia” per assumerne un numero irrisorio. Un collega precario romano, nel corso dell’assemblea nazionale dei docenti in lotta svoltasi domenica 12/04 nella capitale, ha usato la metafora del cavallo di Troia per illustrare l’uso strumentale e bieco che il governo sta facendo della stabilizzazione dei precari. La metafora mi è parsa azzeccatissima, perché il governo sta effettivamente servendosi della vexata quaestio dei precari per stravolgere la funzione e il funzionamento della Scuola. Infatti, ai precari si offre, in pieno stile Marchionne, un’assunzione “condizionata”: tutti i diritti in cambio della pagnotta! Già nella “Buona Scuola” si diceva che lo Stato avrebbe assunto i precari “A PATTO CHE” si rassegnassero a diventare”precari di ruolo”, cioè andassero a tappare i buchi per tutta la vita lavorativa, consentendo il licenziamento dei precari di II fascia e il taglio netto di quelli non abilitati. Non solo. Ai precari si chiedeva di accettare mobilità selvaggia (sulle famigerate “reti di scuole”) e demansionamento (insegnamento di materie “affini” a quelle in cui si sia abilitati, con tanti saluti alla strombazzata “qualità” della didattica!)… Col DDL attuale, la proposta si è fatta ancora più oscena, perché il numero dei precari da assumere nel cosiddetto “organico funzionale” si è ridotto di un terzo, la mobilità e il demansionamento sono sempre previsti ordinariamente ma decisi dal preside “dominus et deus”, la sentenza UE è diventata un manganello buttafuori e persino l’anno di prova, finora mera formalità, si è trasformato in un rischiatutto: se al preside non piacerà, tanto per dire, l’impaginazione della tesina del precario neoassunto, potrà licenziarlo in tronco e senza preavviso (articolo 9, comma 5 del DDL 2994), magari dopo 15 anni di sacrifici! Peggio di così! La verità è che senza il ritiro dei tagli Gelmini e lo scorporo delle classi-pollaio è materialmente impossibile assumere i precari garantendo a loro e ai ragazzi la continuità sulla cattedra di appartenenza”!

Sostenete la Lip. Ci spieghi come nasce e cosa prevede?
”La LIP è una legge di iniziativa popolare sulla Scuola, nata dai comitati anti-Moratti che si opponevano alla riforma del 2003 e che vollero dimostrare, redigendone il testo, di essere in grado di contemplare una pars costruens del discorso sulla Scuola, e non solo di dire “NO”.
Furono circa 190 i comitati di studenti, genitori, cittadini, docenti e lavoratori della Scuola che si costituirono per scrivere la LIP, e che si confrontarono su ogni parola da inserire nel testo, con un metodo democratico e collegiale antitetico a quello prediletto dai governi ultimi, che hanno naturalizzato e cronicizzato il ricorso alla fiducia.
Anche da Napoli venne un grande contributo, da parte di genitori e docenti. La LIP fu sottoscritta da 100.000 cittadini (serviva la metà delle firme!), e suscitò grande entusiasmo, consentendo l’apertura di un vero dibattito sulla Scuola e sul suo ruolo. Appoggiamo la LIP perché è frutto di uno sforzo prodotto “dal basso”, perché prevede la devoluzione fissa del 6% del PIL alla Scuola, il tempo pieno, l’inclusione della scuola d’infanzia nel ciclo dell’obbligo, il rispetto delle norme di sicurezza, degli alunni disabili, della libertà di insegnamento, l’estensione dell’obbligo a 18 anni e il biennio delle superiori unitario. E’ una legge che profila una scuola pleno iure inserita nelle coordinate fornite dalla Costituzione, una scuola capace di promuovere la mobilità sociale e di educare i futuri cittadini, mentre la Scuola dei governi neoliberisti è pensata e organizzata come un centro di addestramento che seleziona e premia chi obbedisce e gerarchizza docenti e studenti”.

Renzi aveva sbandierato fondi per l’edilizia scolastica, eppure le scuole in Italia ed in particolare in Campania continuano a cadere a pezzi …
In realtà, tecnicamente, i fondi governativi “per l’edilizia” non sono stati stanziati per quel capitolato di spesa, ma per la risoluzione di un problema legato all’esternalizzazione di servizi quali quello della pulizia delle scuole. Dopo una protesta durissima da parte della categoria degli LSU (Lavoratori socialmente utili) impiegata in questo tipo di servizi, cui non era garantita continuità stipendiale e occupazionale, sono stati stanziati dei fondi per il rinnovo del contratto, con la clausola che il personale fosse tenuto anche a effettuare riparazioni d’emergenza all’interno delle scuole. Ecco: tutto qui! Sono stati stanziati fondi necessari a coprire gli “extra” di personale esterno che, in cambio del rinnovo del contratto scaduto, è stato investito anche dell’onere di cambiare le lampadine o riparare porte e finestre. I crolli di questi giorni confermano la ricostruzione e lo stato pietoso in cui versano le nostre scuole, da Gela a Sondrio. Aggiungo che il Sindaco di Napoli De Magistris, in un incontro organizzato dal CESP (Centro studi per la scuola pubblica) il 24 febbraio scorso sulla sentenza UE che condanna l’Italia per abuso di precariato, ha dichiarato di essersi esposto al rischio di reprimenda da parte della Corte dei Conti emettendo una delibera monocratica (il 13 febbraio) di Giunta proprio per sbloccare fondi per l’edilizia scolastica. La Scuola è l’unico comparto in cui valga veramente la pena investire; non può essere considerata, dunque, un “costo da tagliare”, e meno che mai in un paese in cui gli sprechi e la corruzione bruciano cifre che danno il capogiro: è disgustoso e vergognoso”!

Quali sono le prossime iniziative che metterete in campo insieme agli studenti e ai sindacati per contrastare la Buona Scuola?
”Il calendario degli appuntamenti di lotta è molto fitto, una vera corsa contro il tempo, visto che il DDL, anche con forzature procedurali incredibili, prosegue il suo iter (sono state audite in 3 soli giorni, dalle 8 del mattino alle 22, ben 80 realtà associative e sindacali, e tutte hanno bocciato il disegno di legge, ma la cosa non ha scalfito il governo, che evidentemente le ha ascoltate solo per calcolo politico). I docenti, gli Ata e gli studenti in lotta, oltre ai presidi davanti alle sedi locali del Pd per il giorno 15 (svoltisi a Torino, Roma, Napoli e Cagliari simultaneamente), aderiranno agli scioperi del 24 aprile (USB, Unicobas, SLAI Cobas e altre sigle) e anti-Invalsi (indetti dai Cobas) del 5/6 e 12 maggio. Per il giorno 9 maggio è stata proclamata una “Giornata dell’orgoglio della Scuola pubblica”, da declinare sui territori in modo libero e il più possibile coinvolgente. Per il 18 aprile, domani, la CGIL ha organizzato un presidio di RSU a Piazza SS. Apostoli a Roma, ma senza sciopero, sicché da più parti, visto che i ragazzi dell’UDS, lo scorso 11 aprile, hanno chiesto alle sigle sindacali di convergere su un’unica data significativa, individuata nel 12 maggio prossimo, si sta facendo pressione affinché ci sia una grande e unitaria risposta dei sindacati tutti al governo, con uno sciopero generale che coinvolga il maggior numero possibile di scuole e di lavoratori. Far saltare gli asfittici Invalsi, strumento concreto di controllo degli studenti e di “classificazione” delle scuole da parte dei potentati economici, e nel contempo, scendere in piazza per rivendicare libertà, pluralismo, collegialità e centralità vera della Scuola, sarebbe davvero un “colpaccio” e, forse, potrebbe determinare almeno il ritiro di questo inemendabile e aberrante disegno di legge”.

Pasquale De Laurentis

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Nasce a Napoli. Consegue il diploma al Liceo Classico Giuseppe Garibaldi di Napoli. E’ qui eletto rappresentante d’istituto dal 2004/2005 al 2008/2009. È cofondatore del giornale scolastico “L’Idea”. Nel settembre 2008, insieme ad altri componenti del Comitato Studentesco, è ospite in uno speciale del Tg di Italia Mia dedicato alla scuola, al quale partecipano gli assessori all’istruzione Gabriele, Cortese e Rispoli. Nel 2005 inoltre, diviene il responsabile provinciale di Napoli dell'Unione degli Studenti, dove è protagonista di numerose battaglie contro l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Nel 2008 partecipa attivamente al movimento studentesco dell'Onda, mentre nel 2009 si iscrive al corso di laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Napoli l’Orientale. Da sempre grande appassionato del mondo radiofonico, nel Febbraio del 2012, è cofondatore con Lorenzo Russo di Radio TIN, evolutosi in seguito nel blog Tin Napoli. Nel Giugno del 2013 collabora con la web radio locale RadioSca, dove conduce quattro appuntamenti di Generazione X, il programma da lui ideato, insieme a Lorenzo Russo. Il 12, 13, 14 e 15 Giugno 2014, prende parte al corso di conduzione radiofonica, presso Radio Crc Targato Italia, con insegnanti Max Poli e Rosaria Renna. Da Aprile 2014 inizia a collaborare con il periodico online Libero Pensiero News, dove dal Settembre dello stesso anno assume l'incarico di coordinatore della sezione locale di Napoli e Provincia. Da Aprile 2015 intraprende la collaborazione con Radio Amore Napoli come inviato. Nel Novembre 2015 è cordinatore del ciclo di seminari ''GIORNALISMO E NUOVA COMUNICAZIONE'' organizzato dalla Testata Giornalistica ''Libero Pensiero News'', insieme all'Unione degli Universitari presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli studi di Napoli Federico II

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