Renzi: “L’Italia così non va”

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Un tour trasformato in una propaganda a favore di quella che, si spera, sarà una rinascita per la nostra penisola: si è così dimostrato il viaggio di Renzi, che, sbarcato a Washington, ha esordito con un importante discorso di cui, la frase clou:  “Per troppo tempo l’Italia è stata come la bella addormentata nel bosco ma noi siamo qui per svegliarla, per dare un indirizzo al futuro. Non è possibile tornare indietro sulle riforme, sarebbe folle sciupare questa occasione”.
Durante un congresso tenuto con gli studenti della Georgetown University, il premier si è mostrato orgoglioso del suo lavoro, del fatto che ha l’arduo compito di poter rappresentare il Paese a sua detta “più bello del mondo”, ma nel contempo “è anche un qualcosa di terribile perché in Italia il passato è talmente emozionante che a volte pronunciare la parola futuro è difficile”. Proprio in questo si cela la sfida, il futuro sarà tutto da scrivere e di sicuro “sarà più interessante del passato”.

Per risvegliare l’Italia Renzi pensa non si possa ritornare indietro con le riforme, ma bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare duramente, senza sciupare nessuna occasione. “Per vent’anni abbiamo guardato alla globalizzazione impauriti invece di vederne le opportunità. Il mondo ha fame dell’Italia e chiede la nostra bellezza, noi possiamo essere il luogo del futuro che piace al mondo. Come diceva Bob Kennedy, il futuro non è un dono, ma una conquista. Noi siamo pronti”, prosegue Renzi.

Ancora negli Usa si rivolge anche a tutti coloro che hanno abbandonato l’Italia in cerca di un futuro più sicuro, di una maggior sicurezza economica. La fuga di cervelli è un dato approvato ormai da anni e anni, ma Renzi cerca di smentire la credenza che vede la nostra patria come una macchina mangia sogni e futuro. “Faremo un Paese in cui si va avanti non perché abbiamo gli amici degli amici ma perché l’occasione di inseguire un sogno l’abbiamo anche noi”, afferma. “Se volete stare qui, good luck, ma se tornate indietro troverete un Paese che smette di essere ostaggio del potere. [..] potrò perdere le elezioni ma non la faccia davanti a voi”.

Partendo da una citazione di Woody AllenWe must pay taxes with a smile”, Renzi ironizza: “Bisogna pagare le tasse con un sorriso, ci ho provato ma hanno continuato a chiedermi dei soldi. Bisogna lavorarci su di sicuro ed è necessario ridurre e semplificare il sistema fiscale in Italia, ma questa di sicuro non è la strada da percorrere.”
Importante è anche l’informazione trapelata durante il discorso del premier: la riforma della legge elettorale sarà approvata nelle prossime settimane. “In Italia prima si fanno le elezioni e poi si decide quale sarà il premier. Ma io ho deciso di cambiare”, ha aggiunto, sottolineando che le riforme non possono essere eluse.
Qualche parola è stata spesa anche riguardo il tema dell’immigrazione. “Dobbiamo continuare a lavorare per rendere il Mediterraneo più sicuro altrimenti rischiamo di perdere la dignità ed i nostri valori. Senza una strategia ogni giorno migliaia di persone perdono la vita nel tentativo di inseguire il futuro. [..] Bisogna combattere contro il legame tra il traffico di esseri umani ed il terrorismo”. E infine un messaggio alla Turchia dopo gli attacchi al Papa: Se vuole integrarsi in Europa ne rispetti i valori”.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.

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