Whirlpool-Indesit: guerra a Carinaro!

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Si annuncia una vera e propria battaglia a Carinaro, in provincia di Caserta, dopo la rinuncia di Indesit-Whirlpool agli investimenti per allestire un ramo aziendale altamente specializzato nella produzione di piani cottura.

Ci sono in pericolo 830 dipendenti, di cui la metà è già in cassa integrazione da un anno, e sperava di rientrare in azienda grazie agli investimenti promessi, assieme a 940 esuberi già annunciati e 400 dichiarati ieri. Ma le cose sono andata esattamente nel senso opposto. Difatti rischiano la disoccupazione anche 130 dipendenti che fanno parte dell’indotto (fornitori che lavorano prevalentemente sulle commesse di Indesit) dello stabilimento di Carinaro.

La notizia è stata diffusa ieri pomeriggio perché la multinazionale ha consegnato il suo business plan al Ministero dello Sviluppo Economico nel quale preferiva di investire parte dei 500 milioni previsti per il 2016 a Cassinetta, nel varesino, piuttosto che a Carinaro.

Immediata la reazione dei sindacati che, attraverso i delegati sindacali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm, hanno annunciato un’assemblea permanente dei lavoratori, dichiarando “Questo è l’ennesimo scippo ad una terra – quella casertana, ndr – già martoriata dalla deindustrializzazione post-crisi”.

Se la reazione sindacale era prevedibile, lo stesso si può dire anche della volontà del colosso americano (Whirlpool), che ha acquistato Indesit dalla famiglia Merloni e non ha mai garantito alle parti sociali la volontà di mantenere lo stesso livello occupazionale, destando non poche preoccupazioni fra i sindacati. Soprattutto dopo l’offerta pubblica di acquisto di fine 2014 dove si leggeva “Stiamo considerando la razionalizzazione delle funzioni amministrative e produttive tra Whirlpool e Indesit”. E poi “Il gruppo integrato potrà unire le rispettive migliori esperienze e incrementare la capacità di utilizzazione degli impianti produttivi, generando significative efficienze”.

Discutendo di questioni di “efficienza” e “razionalizzazione”, quindi di riorganizzazione dell’assetto produttivo aziendale, si sottintendevano esuberi e licenziamenti ragione per cui le sigle sindacali avevano chiesto la mediazione del Governo dopo l’acquisizione di Whirlpool, ma le istituzioni sembrano aver preso coscienza del problema solo oggi, nell’attuale situazione di emergenza cronica; sia ad Albacina (altro stabilimento a rischio), dove il sindaco Sgramarola (Pd) ha marciato con i dipendenti Indesit sulla Ancona-Roma, sia in Campania dove il governatore Caldoro oggi ha twittato:

Ferdinando Paciolla

 

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