Movimenti sociali e Sindaci: “No allo Sblocca Italia”

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Sblocca Italia

Presso la Mostra d’Oltremare si è svolta l’assemblea dei Sindaci venuti da molte parti d’Italia, che accanto ai movimenti sociali hanno deciso di categorizzare il proprio “No” al decreto Sblocca Italia.

Fortemente voluto dal Governo Renzi, contestato dai movimenti sociali della Val di Susa fino a quelli di Bagnoli, e coniato dal Sindaco De Magistris come “Sblocca Affare”, questo decreto è oggetto di conflitto perché distrugge i territori e la democrazia delle comunità, attraverso politiche speculative giustificate in nome di un sollevamento dell’economia nazionale.

Con questa conferenza, i Sindaci e i Movimenti hanno espresso la volontà di proporre delle soluzioni efficienti per tutelare i patrimoni paesaggistici che verrebbero violentati dalle ricerche petrolifere, al solo scopo di deturpare luoghi da cui provengono prodotti tipici e tradizionali dell’Italia, dall’Irpinia alla Lucania. Si è concentrata l’attenzione anche sull’inutilità delle grandi opere, come quelle della TAV in Val di Susa e come l’EXPO a Milano. Oltre ad evidenziare, infine, la questione del commissario esterno come manovra di espropriazione dei diritti del Comune di Napoli e dei cittadini sulla città.

Proprio De Magistris, dichiara pubblicamente che la battaglia avviata sui territori ha come posta in gioco la democrazia e la vita di strada, quella sulle spalle dei disoccupati, dei precari, degli studenti che vedono i poteri sempre più centralizzati e mai spesi per i beni comuni: “La nostra battaglia è animata dal buon senso… Chiunque voglia farci passare come dei criminali, deve rivalutare la questione della TAV perché non si possono spendere 25 miliardi di euro per l’alta-velocità. Queste sono le opere contro la giustizia, quelle che favoriscono speculazioni e mafie. Noi dobbiamo difendere gli Erri De Luca (…) Oggi, vengono accusati di essere sovversivi coloro che tengono a difendere la costituzione, mentre lo Sblocca Italia prevede misure che vanno contro gli articoli 9, 32 e 41 della Costituzione. Il Governo e il Parlamento hanno dedicato a Napoli l’art.33 dello Sblocca Italia affidando 1/3 della città ad un commissario scelto dai poteri forti, gli stessi poteri, Cementir e Fintecna, che sono stati i soggetti inquinanti sui nostri territori. Ripristineremo la legalità praticando la disobbedienza civile… e voglio ribadire al Premier, che non si può andare contro la volontà popolare!

Parole rivoluzionarie, che hanno affiancato quelle di Emanuele Sorrentino del Laboratorio Politico ISKRA: “Lo Sblocca Italia spazza via i residui di democrazia dal sistema economico capitalista (..) L’ennesimo regalo ai partiti degli affari, che hanno progettato il Job’s Act e la Buona Scuola imponendo uno stato di precarizzazione e di sfruttamento. Il Governo Renzi sta portando avanti, sulla scia dei governi precedenti, un accentramento dei poteri che non sono più vincolati dai bisogni della gente! Se Renzi vuole ripartire da Bagnoli, lo faccia con bonifiche, lavoro e spazi sociali! Perché se Bagnoli verrà commissariata allora ogni giorno sarà una barricata!”

Sono proprio i movimenti sociali, infatti, ad aver fatto pressione sulle istituzioni per organizzarsi e combattere questo sistema. Assistiamo allo scontro di due modelli di sviluppo contrapposti: il primo, cementificazione e speculazione; il secondo invece, che inizia dai beni comuni, ai diritti degli studenti e quelli dei lavoratori. Ciononostante, ISKRA precisa che: “Siamo in un periodo storico delicatissimo, in cui la verità è un atto rivoluzionario. Non dimentichiamo che questa situazione è stata provocata dalle inefficienze delle amministrazioni che oggi vogliono appoggiarci… Dopo aver assistito ad un capitalismo incarognito che ci ha derubati di tutto, reprimendo brutalmente la volontà della società, ci apriamo al dialogo istituzionale perché c’è bisogno di una grande forza per combattere lo Sblocca Italia… fermarci è impossibile, fermarli è necessario!”.

Il prossimo tentativo di boicottare lo Sblocca Italia si cercherà di organizzarlo nei pressi di Montecitorio a Roma, unendo contro lo Sblocca Italia le forze istituzionali  i movimenti in un’unica protesta.

Alessandra Mincone

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