Tar respinge il ricorso contro il termovalorizzatore a Giugliano

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Giugliano

La prima sezione del Tar  Campania (presidente Cesare Mastrocola; consigliere estensore Carlo Dell’Olio e primo referendario Antonio Andolfi) ha respinto il ricorso presentato dai comuni di Marano di Napoli, Villaricca, Melito di Napoli, Trentola Ducenta, Qualiano e Mugnano di Napoli contro il commissario straordinario per la realizzazione del termovalorizzatore di Giugliano, per i rifiuti stoccati in balle. La Regione Campania non ha ottenuto l’annullamento del bando di gara circa “l’affidamento della concessione per la progettazione definitiva ed esecutiva, e per la realizzazione e la gestione dell’impianto”. A farlo sapere è stata la stessa Agenzia Stampa per l’Energia. Le amministrazioni comunali hanno contestato l’impianto: “La parte ricorrente ha sollevato la questione di legittimità costituzionale (…). In particolare, la scelta di localizzare l’impianto sul territorio comunale di Giugliano sarebbe arbitraria ed irragionevole, non essendo state evidenziate le regioni del superamento della specifica e straordinaria tutela ambientale in precedenza attribuita alle aree individuate dall’art. 3, comma 1, del D.L. 11 maggio 2007, n.61, convertito con modificazioni con L. 5 luglio 2007 secondo: il quale in assenza di interventi di riqualificazione o di opere di bonifica nel territorio dell’area Flegrea, ricompresa nei comuni di Giugliano in Campania, Villaricca, Qualiano e Quarto in provincia di Napoli, per il territorio contermine a quello della discarica Masseria Riconta, e nelle aree protette e nei siti di bonifica di interesse nazionale, non possono essere localizzati ulteriori siti di smaltimento finale di rifiuti”. Ma il giudice amministrativo continua: “Sotto questo profilo la scelta di localizzare l’impianto nel comune di Giugliano non appare irragionevole, considerato che, come riconosciuto dalla stessa parte ricorrente, la maggiore quantità di eco-balle da eliminare è posta proprio sul territorio comunale di Giugliano e nelle aree limitrofe, con conseguente riduzione dei costi e dei rischi connessi al loro trasporto in siti più lontani. In tale prospettiva, un siffatto impianto, se progettato “mediante l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili a salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente” (…) si pone esso stesso come valido strumento per avviare una completa bonifica dei siti attualmente occupati dall’accumulo di eco-balle”.

Simona Pisano

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