Una rosa di candidati dalla Terra dei Fuochi

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Nelle terre dove a causa dei rifiuti tossici si continua a morire è diventata una vera battaglia quella per la preferenza dei candidati alle elezioni regionali. È davvero problematica la scelta di chi fidarsi per il futuro da dare a se stessi e alla Terra dei Fuochi.
Da oltre due settimane, dai social e dai vari siti sull’emergenza ambientale si evincono scontri durissimi tra chi si candida, chi pensa di farlo e chi, al contrario, chiede di tenere i movimenti fuori da posizioni di potere.

E, proprio in nome della credibilità, il movimento “Stop Biocidio” ha deciso di rendere pubblica con una nota su Facebook, la sua posizione sulle elezioni regionali: “Abbiamo avuto come controparte un governo nazionale a maggioranza Pd ed un governo regionale a maggioranza di centrodestra, ma entrambi c’hanno dato risposte inefficaci e inconcludenti. Abbiamo già detto la nostra su pseudo liste che si candidano alle elezioni regionali e che speculano sul nostro dramma. A chi invece ha attraversato le nostre lotte ed ha deciso di percorrere altre strade per tentare l’esperienza elettorale, facciamo i migliori auguri, ma ribadiamo la nostra indipendenza di fronte a quella scelta. Noi ci poniamo fuori dalla competizione elettorale e non permetteremo a nessuno di prendersi i meriti delle lotte di questo popolo”.

Ma, andiamo con ordine.

Lucio Iavarone, a lungo il portavoce del “Coordinamento comitati fuochi”, un mese e mezzo fa ha ceduto il posto a Mauro Pagnano, il fotoreporter che immortalò i famosi cavoli gialli, le cui foto sono poi diventate il simbolo del disagio. Successivamente, ha deciso di candidarsi con la lista civica “Mo!”, quella del giornalista del Mattino Marco Esposito. “È una scelta personale – dice- dettata dalla voglia di portare la lotta a livello amministrativo.”
E i suoi ex compagni di battaglia non appoggiano la sua scelta e ritengono, invece, che i comitati debbano proseguire la loro pressione dal basso.

Un’analoga scelta l’ha fatta Angelo Ferrillo, l’uomo che architettò il sito laterradeifuochi.it, la voce che per anni ha raccontato lo scempio ambientale perpetrato ai danni della popolazione. La sua lista, “Mai più Terra dei fuochi”, non solo lo sostiene come candidato presidente della Regione, ma ha già realizzato quattro liste civiche per le amministrative dei comuni di Giugliano, Mugnano, Caivano e Frattamaggiore. “Si tratta di liste civiche, senza preclusioni ideologiche -spiega Ferrillo- e io sono pronto a dialogare con tutti, perché ci proponiamo come una forza di governo, giacchè sarebbe  inutile gettare i voti per un’opposizione sterile“. E, fino ad ora, nessun’intesa è stata raggiunta.

Invece, Nicola Costanzo, presidente del “Comitato Terra dei fuochi Caserta“, la candidatura l’ha rifiutata e spiega così: “Mi avevano proposto la lista ‘Movimenti base’ che sostiene Sergio Angrisano, ma preferisco, piuttosto, continuare a combattere come ho sempre fatto. Oggi vedo spuntare ovunque movimenti che usano il nostro dramma per farsi campagna elettorale e credo che chi si candidi perde di affidabilità e vanifica anni di lotte”.

La tentazione della politica è venuta anche ad Antonio Marfella, oncologo del Pascale, che presenterà al Parlamento europeo le sue proposte per la Terra dei fuochi, nel corso di un convegno con il Pd e l’europarlamentare Nicola Caputo: “Sto prendendo in seria considerazione l’idea di candidarmi – dice il medico – anche se non ho ancora sciolto la riserva. Papa Francesco nella sua visita a Napoli ha detto che la più alta forma di carità è fare buona politica, ed è per questo, che credo sia giunto il momento di dare un senso alla protesta. Non è più sufficiente limitarsi a scendere in piazza o, come fa giustamente padre Maurizio Patriciello, elencare sui social chi muore ogni giorno. La gente s’è abituata ai lager nazisti, s’abituerà anche a questi morti”.

A nomi di gente per bene, a nomi d’indagati, a nomi di chi di politica non sa nulla e a nomi di gente che a stento riesce ad apporre la propria firma, si aggiunge adesso una bella rosa di nomi provenienti dalla terra dei fuochi. Adesso sì che se ne vedranno delle belle!

Anna Lisa Lo Sapio 

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Nata in provincia di Napoli, 11/06/1983. E' Laureata in Scienze Politiche. Inizialmente, ha lavorato nell'area commerciale di alcune aziende ma ha presto capito che la sua strada non poteva avere a che fare solo con l'aspetto economico della vita. Amante della storia e appassionata dei segreti di Stato, ha realizzato studi e ricerche sulla società italiana durante gli anni di piombo e sui motivi che spingono l'uomo a commettere stragi e ribellioni contro altri uomini. Di se stessa dice : "Meglio vivere una verità difficile che una bugia comoda". Vive a Edimburgo. Per scriverle: losapio.annalisa@libero.it

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