Meglio il libro o il film?

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È meglio il libro o il film?

Domanda scomoda a cui spesso la risposta di molti è “il libro”. Ciò accade poiché il lettore, una volta coinvolto dalla storia, figura personaggi e luoghi nella sua mente a proprio piacimento. Dunque, ciò porta ad aspettarsi qualcosa di simile, se non identico, proiettato sul grande schermo. Anche se la costumista fosse Edith Head e lo scenografo Dante Ferretti, ugualmente la maggior parte del pubblico preferirebbe la lettura.

libroIn fondo quale sarebbe il divertimento se il film fosse la copia esatta del libro? La settima arte essendo tale non può essere criticata perchè non identica ad un’altra. È come pretendere che una fotografia sia identica ad un quadro. Il regista non fa altro che conciliare entrambe dando un suo stile.

Ci sono registi che, al contrario, preferiscono far trasparire piccoli dettagli del libro. Un esempio è “Vizio di forma” di Paul Thomas Anderson. Esso è l’adattamento del romanzo “Inherent Vice” di  Thomas Pynchon. Il film presenta una diversità: il personaggio di Sortilège ha un valore diverso e gli è associata la voce narrante. Egli ha preferito lasciare spiazzati e confusi una parte degli spettatori rendendo l’altra parte davvero entusiasta. Il lavoro di taglia e cuci, nonostante la complessità narrativa del romanzo di Pynchon, ha reso il film originale ed indimenticabile per i lettori. Anderson, in questo modo, ha fatto si che la critica si dividesse: da un lato gli spettatori soddisfatti e dall’altro quelli che hanno fatto fatica a comprendere alcune parti del film durante la sua proiezione. Dunque, il regista è riuscito a soddisfare la maggior parte dei lettori nonostante l’apporto di piccoli cambiamenti.

filmAlcune volte capita che il film sia apprezzato quanto il libro come è accaduto nella trilogia “Il Signore degli Anelli” di Peter Jackson, tratto dalla saga di J. R. R. Tolkien. Il regista, attraverso la tecnologia della grafica digitale, con successo è riuscito a trasportare cinematograficamente la storia fantasy più amata dai lettori di questo genere e non. Dunque, Peter Jackson ha voluto rendere omaggio alla saga di Tolkien senza aggiungere elementi di troppo che distraessero lo spettatore portandolo fuori strada. Non si può dire lo stesso di “Lo Hobbit”, il quale ha deluso il pubblico. Ciò che ha complicato la situazione è stata la Warner, la quale ha puntato sugli incassi imponendo la suddivisione in tre parti delle trecento pagine del romanzo fantasy, ben mille pagine in meno rispetto a “Il Signore degli Anelli”. La curiosità dei lettore e fedeli spettatori, ha permesso di incassare $2.931.730.197 in totale. Nonostante la mastodontica cifra, la delusione ha portato molti a prediligere di gran lunga il libro.

In conclusione, affermare che sia migliore il film o il libro potrebbe essere un errore se alla base non c’è una solida conoscenza di entrambe le arti.

Guarda la statistica “books VS films”

Ilaria Cozzolino

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Ilaria Cozzolino nasce a Napoli il 24 novembre 1993. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Linguistico, continua il suo percorso di studi all'Accademia di Belle Arti di Napoli al corso di Fotografia-Cinema-Televisione. Dall'età di 21 anni espone come artista presso la galleria di arte contemporanea "A01" di Napoli e, in seguito, presso la Serrao Gallery di Parigi. Da marzo 2015 collabora come coordinatrice e redattrice per Libero Pensiero News.

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