Roma: il club frena, salta il rinnovo di Totti?

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Francesco Totti in gol nel derby

Francesco Totti potrebbe appendere gli scarpini al chiodo nel 2016, e non per sua volontà. La notizia bomba, lanciata da Sky proprio nel giorno del Natale della Città Eterna, per ora sembrerebbe essere solo un’indiscrezione, ma ha del clamoroso: la Roma non sembra intenzionata a rinnovare il contratto da calciatore del suo Capitano, in scadenza nel 2016, ma potrebbe proporgli un ruolo di prestigio nella dirigenza.

LA DIRIGENZA E TOTTI – Dal club giallorosso non è arrivata ancora nessuna reazione ufficiale alle indiscrezioni del canale satellitare, ma la posizione della società in merito sembra essere comunque chiara, anche tramite ciò che trapela da Trigoria: “Il discorso è ancora prematuro, non è stato ancora affrontato e nessun dirigente della Roma ha deciso qualcosa a proposito del futuro da calciatore di Totti”.

Il Pupone sulla sua situazione contrattuale, ad oggi, è fermo alle parole del presidente Pallotta, il quale gli ha ribadito in più occasioni la promessa di far decidere allo stesso Totti fin quando se la sente di continuare a giocare, prima di cominciare una carriera da dirigente o ambasciatore del club giallorosso nel mondo. Dal canto suo, Totti, nonostante i suoi 39 anni, ha sempre manifestato il desiderio di poter giocare nel nuovo stadio della Roma (che però non ha ancora visto posare la sua prima pietra), e per il momento non ha mai manifestato il desiderio di appendere i proverbiali scarpini al chiodo. Facile pensare che la notizia lanciata da Sky non abbia fatto piacere al capitano della Roma, e con lui anche a buona parte della tifoseria.

L’AMBIENTE ROMANISTA – Si prospettano settimane caldissime, in un ambiente in cui il malumore e la delusione si tagliano con il coltello. Innanzitutto per via della pessima stagione dei giallorossi, rinforzatisi pesantemente sia in estate che nella finestra invernale e partiti per cercare di strappare lo scudetto alla Juventus e fare bella figura in Europa, e ora addirittura vistisi affiancati al secondo posto dai cugini della Lazio (senza dimenticare l’imprevedibile Napoli subito dietro), ed eliminati malamente sul palcoscenico continentale. Poi il malumore extra-calcistico delle frange più oltranziste del tifo romanista, già in lotta con la società per via del cambio del simbolo e l’abbandono dello storico acronimo ASR lo scorso anno in favore di un Roma 1927 più appetibile dal mercato internazionale, si è tramutato in vera e propria rottura con la proprietà, a seguito delle durissime dichiarazioni del presidente Pallotta (che ha definito i tifosi “fucking idiots”) a seguito degli striscioni di Roma- Napoli, che hanno portato alla chiusura per un turno della Curva Sud.

Ora, dopo appunto il crest storico, il possibile accantonamento di un altro simbolo, quel Francesco Totti da Porta Metronia, quartiere Appio Latino, che ha fatto saltare dai seggiolini i tifosi romanisti per ben 241 volte. Su questo la tifoseria giallorossa, quantomeno sul web, sembra essere divisa. Una parte sembrerebbe favorevole alla possibile scelta della società di non rinnovare il contratto ad un calciatore di 39 anni, che in campo non sembra più essere quell’elemento aggiunto ma, al contrario, un uomo in meno.

Molti altri, e non necessariamente le frange più calde sopra menzionate, si sono indignati con la società, a loro dire irrispettosa verso il più forte calciatore che abbia mai vestito la casacca della Roma, il quale avrà pure raggiunto la veneranda (calcisticamente parlando, chiaramente) età di 39 anni, ma non è certo un calciatore come gli altri, specialmente nella Capitale. Lo spettro di un nuovo caso Del Piero, se non addirittura di un nuovo caso Agostino Di Bartolomei (almeno per l’aspetto meramente calcistico) aleggia forte nell’Urbe, e l’idea che Totti, pur di non smettere col calcio giocato, possa accettare di vestire la maglia di un qualsiasi altro club del mondo proprio come un re in esilio, potrebbe essere vista quasi un’onta.

Una cosa è certa: la notizia ha messo una grande malinconia addosso a chi vede nel capitano l’ultimo avamposto rimasto ancora in piedi di un calcio che oramai è pressoché scomparso, e che difficilmente accetterebbe di vedere ammainata una bandiera in questa maniera che è stata prospettata. A prescindere dalla fede calcistica.

Fonte immagine in evidenza : Reuters

Fonte virgolettati: sportmediaset.it / ansa.it

Michele Mannarella

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