Cavs e Rockets raddoppiano. Toronto ancora ko

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Tre gare-2 disputate nella notte, stessi esiti di quelle precedenti. 48 ore dopo, nulla sembra essere cambiato negli equilibri delle serie. E mentre Cleveland e Houston con un Howard di orlandiana memoria riescono a rispettare il fattore campo, Toronto cede nuovamente all’Air Canada Centre e adesso è già con un piede fuori. James con i 30 punti messi a referto questa notte sorpassa Jerry West e diventa il settimo miglior marcatore della post-season NBA.

CLEVELAND 99-91 BOSTON – Nessuno metteva in dubbio che alla fine delle prime due gare (e forse uniche) giocate alla Quicken Loans Arena di Cleveland i padroni di casa non avrebbero portato la serie su di un confortante  2-0. E così è stato in effetti, però, probabilmente con qualche difficoltà in più del previsto, perché Boston nonostante la pessima serata al tiro (39%) resta ancorata alla partita fino alla fine, grazie soprattutto ad un ottima difesa. Anche in gara-2 i Celtics partono senza remore e timori reverenziali, Tony Zeller segna 7 dei suoi 11 punti nei primi 4′ e toccano quota +8 nel primo periodo. I Cavs accelerano a cavallo tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo, dopo aver toccato addirittura il -9 a 4’38’’ dalla sirena, aprendo un parziale di 32-9 che sembra mettere sui binari giusti la gara. E, invece, così come accaduto in gara-1, Boston non molla e grazie a Thomas torna a -2 nel quarto periodo. E poi? E poi sale in cattedra il due volte Mvp delle Finali che nell’ultimo periodo prende per mano i suoi compagni mettendo a segno 15 dei 24 punti totali dei Cavs (gli altri 9 segnati da Irving) mettendo così la vittoria in cassaforte. 2-0 Cavs e adesso si va al TD Garden dove i Celtics proveranno a fare l’impresa.

TORONTO 106-117 WASHINGTON – Si sa, i playoff sono tutt’altra cosa rispetto alla regular season, eppure un divario così netto (almeno fino ad ora) tra Washington e Toronto era difficile da ipotizzare: i Wizards corsari in Canada due volte in 48 ore, chiudono probabilmente già i giochi. Ancora una volta, protagonista assoluto della gara il n.2 nativo della Carolina del Nord che mette a referto ben 17 assist (!) oltre alla solita meravigliosa prestazione al tiro (26 punti); Beal e Wall – uno dei migliori backcourt dell’intera Lega – firmano 54 dei 117 punti dei Wizards tirando con il 54% dal campo, cifre irreali che sottolineano quanto i Raptors soffrano la velocità del suo capitolino. Eppure, la partenza sprint di Toronto stanotte faceva ben sperare: 12-2 nei primi 4′ sorprendono Washington, costretta all’immediato time-out. Iniziano a macinare gioco e punti gli ospiti ma chiudono comunque il primo quarto sotto. Nel secondo periodo, però, è tutt’altra musica, gli uomini di Wittman iniziano ad accelerare e Toronto fatica a contenerli, Lowry con già tre falli sul groppone deve concedere spazio negli accoppiamenti difensivi e così Wall (in doppia-doppia già nel primo tempo) e Beal (a quota 20 punti prima del riposo) fanno un po’ quel che gli pare e nel finale di tempo guidano un parziale di 13-0 che porta i Wizards all’intervallo sul +11.
L’inizio di ripresa fa ben sperare per i padroni di casa che aprono un controparziale di 12-3 che li riporta a un possesso di distanza, ma Toronto fa troppa fatica a segnare fuori dal pitturato per poter restare a galla a lungo. Al contrario Washington ha piena libertà d’azione e in attacco lavora benissimo, il suo terzo quarto è incredibile: 37 punti con 27/39 al tiro e Raptors che affondano sotto di 22 (97-75). La gara finisce praticamente lì e forse anche la serie. Nell’ultimo periodo, Williams – eletto sesto uomo dell’anno – prova a riaprire i giochi, niente da fare. Adesso, si va a Washington e la sensazione è che difficilmente si tornerà in Canada, possibile sweep per Wall e compagni.

HOUSTON 111-99 DALLAS – I Rockets andranno a Dallas forti del fattore campo rispettato (2-0) e del fatto che i Mavs non sono al meglio della condizione atletica (Parsons e Harris non hanno giocato). Al Toyota Center, ancora una volta troppo forte Houston per i ragazzi di Rick Carlisle, con un Howard in grande spolvero e molto vicino a quello dei momenti meravigliosi di Orlando, nelle cui statistiche spicca – oltre ai 28 punti con 10/15 dal campo e i 12 rimbalzi (5 offensivi) – l’8/11 dai liberi, di cui probabilmente il più sorpreso sarà proprio lui. Una gara non bella, dura, tesa, fallosa, con un Harden da pessime percentuali al tiro (5/17) e un Nowitzki fuori fase. Nonostante un pessimo primo quarto (3 palle perse nei primi 3′), Dallas chiude comunque avanti di uno. Difficile trovare qualcosa da dire, troppi i falli gratuiti (tecnici per Chandler e Rondo), gioco troppo spezzettato e un ritmo che non è mai decollato, così salgono in cattedra i due acquisti di metà stagione dei Rockets, Brewer e Smith. Nei Mavs, Rondo fa di tutto per sedersi sulla panchina, regalando anche tre tiri liberi ad Harden (13/13 dalla lunetta) e così al suo posto entra JJ Barea. È la gara delle seconde linee, Smith ne segna 9 nel terzo, ma è Aminu ad avere in mano la scena tenendo a galla i suoi. Dopo il vantaggio a inizio quarto periodo firmato Monta Ellis, Houston scappa via grazie ai liberi di Howard e la giornata di grazie di Smith che smista assist a destra e a manca (9). Finisce 111-99 e il sentore di aver visto probabilmente la più brutta gara di playoff di questa stagione. Adesso la serie si sposta di qualche chilometro più a nord, speriamo di rivedere i Mavs in campo e non le controfigure, altrimenti è 4-0 scritto.

In attesa delle gare di questa notte, godetevi la top ten delle migliori giocate della scorsa.

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Michele Di Mauro

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