ANCE Salerno: in Campania 353 fallimenti in tre mesi

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SALERNO – Dal centro studi ANCE Salerno e sulla base di un’analisi della Cribis D&B, società del Gruppo Crif che si occupa della business information, negli ultimi tre mesi sarebbero 353 le aziende fallite nella nostra regione, per una percentuale del 9,3% sull’intero suolo nazionale. Dal 2009, 6.488 sono le imprese che hanno chiuso i battenti solo in Campania.
I numeri – commenta il presidente di Ance Salerno, Antonio Lombardi – si commentano da soli e sono il segno evidente di una crisi senza precedenti dalla quale, nonostante la politica degli annunci, non si riesce a venire fuori. A pagare il conto del violento taglio di investimenti pubblici – ha continuato Lombardi – è stata in primo luogo l’edilizia, con 451 fallimenti sul suolo nazionale nei primi tre mesi dell’anno in corso, con gravissime ripercussioni sull’economia. A fronte di questo scenario negativo, si avvertono segnali concreti d’inversione di tendenza. La campagna elettorale in corso per le prossime elezioni regionali dovrebbe offrire spunti importanti per provare a uscire da una situazione che si protrae ormai da oltre sei anni e che ha generato cali occupazionali che stanno mettendo a rischio l’intera coesione sociale. A tutto ciò, va aggiunta l’inconsistenza dei riflessi positivi sul circuito del credito campano dei provvedimenti messi in atto dalla Banca Centrale Europea con il programma di Quantitative Easing. Il credit crunch è ancora una triste realtà soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno ed è ravvisabile un nesso preciso tra restrizione dell’erogazione e attivazione delle procedure fallimentari”.

E, infatti, il credit crunch, o calo drastico dell’offerta di credito con conseguenti alti tassi d’interesse, ha chiuso le offerte di credito e tolto a poco a poco la possibilità alle aziende di salvarsi. Così, a livello nazionale, le aziende fallite sono più di 17mila e i posti di lavoro in numero incommensurabile.
A livello nazionale, il settore di maggiore sofferenza è quello edilizio, con 451 fallimenti. Segue il commercio all’ingrosso di beni durevoli con 329 fallimenti e il commercio all’ingrosso di beni non durevoli con 220 provvedimenti. In grave difficoltà anche 183 unità tra ristoranti e bar, 143 tra abbigliamento e accessori, 62 tra alimentari e commerciali al dettaglio e 51 tra industrie del mobile e accessori per arredi.
Questi numeri sono il frutto di un’economia allo sbando e di scelte politiche che stanno ancora devastando la società. Gli orientamenti dettati  dalla Banca Centrale Europea e quelli nazionali, appaiono ancora distanti dall’ancora di salvezza e da provvedimenti seri ed efficaci che possano far rifiorire il bel paese.

Anna Lisa Lo Sapio

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Nata in provincia di Napoli, 11/06/1983. E' Laureata in Scienze Politiche. Inizialmente, ha lavorato nell'area commerciale di alcune aziende ma ha presto capito che la sua strada non poteva avere a che fare solo con l'aspetto economico della vita. Amante della storia e appassionata dei segreti di Stato, ha realizzato studi e ricerche sulla società italiana durante gli anni di piombo e sui motivi che spingono l'uomo a commettere stragi e ribellioni contro altri uomini. Di se stessa dice : "Meglio vivere una verità difficile che una bugia comoda". Vive a Edimburgo. Per scriverle: losapio.annalisa@libero.it

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