Violenze a Baltimora: rivolta contro la polizia

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Rivolta a Baltimora

A Baltimora, città statunitense del Maryland, è esplosa la rabbia della comunità afroamericana contro la polizia e i suoi presunti metodi violenti. Tutto è partito dalla morte di Freddie Gray, giovane afroamericano di 25 anni, arrestato e poi rimasto senza vita, con la spina dorsale spezzata. Il caso aveva già provocato qualche lieve protesta nei giorni scorsi, senza mai giungere a creare disordine e degenerazione.

Proprio ieri c’è stato il funerale di Freddie. Tuttavia, subito dopo il rito funebre, è scoppiata la protesta, seguita da una vera e propria rivolta. Stando a quanto affermano alcune fonti, nel primo pomeriggio sono stati distribuiti volantini che annunciavano l’inizio di una protesta anarchica, con scritto sopra “purge“. Il tutto è cominciato nella zona del Mondawmin Mall, dove è stato celebrato il funerale, divenuta nel giro di pochi minuti teatro di scontri.

Il capitano Eric Kowalczyk, portavoce della polizia di Baltimora, ha annunciato che molte persone sono scese in strada appositamente per creare disordini, in quanto membri di gang. Hanno appiccato il fuoco ad automobili civili, a mezzi della polizia e ai negozi; hanno distrutto vetrine; un grosso incendio è stato appiccato ad un edificio in costruzione; un centro commerciale è stato saccheggiato.

Almeno 20 gli agenti della polizia, intervenuti in massa per bloccare gli scontri, sono rimasti feriti a causa del lancio di pietre e bottiglie. Uno sembra essere in gravi condizioni.

Barack Obama, seguendo le vicende da lontano, ha ricevuto nello Studio Ovale la neo-ministra alla giustizia Loretta Lynch, prima afroamericana a coprire questa carica. In seguito ha contattato il sindaco di Baltimora,  Stephanie Rawlings-Blake, anch’essa afroamericana, la quale ha annunciato il coprifuoco dalle 10 di sera alle 5 del mattino, per la durata di una settimana e ha affermato: “Costruire questa città è costato il lavoro di troppe persone, per lasciare che pochi estremisti la distruggano”. A ciò si è aggiunto lo stato d’emergenza decretato dal governatore del Maryland, Larry Hogan, che ha comunicato l’arrivo di 5mila unità della Guardia Nazionale per reprimere le proteste.

Nel mezzo del disordine, durante la notte, sono intervenuti anche i familiari del giovane Freddie. Fredericka, la sorella gemella, ha condannato le violenze, dicendo: “Freddie non era una persona violenta”.

Andrea Palumbo

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Andrea Palumbo nasce a Piedimonte Matese (CE). Laureato in Scienze Politiche all’Università Federico II di Napoli con una tesi in Scienza politica sull'evoluzione del Front National in Francia. Attualmente laureando magistrale in Comunicazione pubblica e politica presso l'Università di Torino. A parte lo scrivere, ama la fotografia e il cibo in compagnia.

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