NBA: DeAndre interferisce e San Antonio sbanca LA

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La meravigliosa, emozionante serie tra San Antonio e Los Angeles riserva colpi di scena continui, dopo la vittoria all’AT&T Center dei Clippers guidati da un super Chris Paul, sono gli Spurs a sbancare (nuovamente) lo Staples e ad aggiudicarsi la quinta di una serie che speriamo possa arrivare fino alla settima. Intanto, Houston archivia la pratica Dallas passeggiando e si qualifica alle semifinali di conference, dove attende proprio la vincente tra Spurs e Clippers.

IMMORTALI – Dopo la vittoria dei Texani in gara-2 eravamo convinti che la serie si sarebbe indirizzata sui binari giusti per la squadra di Popovich. Non avevamo fatto i conti con Chris Paul che domenica, in gara-4, ha letteralmente fatto saltare il banco a San Antonio. E quindi? E quindi serie che torna in mano ai Clippers? No. Assolutamente no. Se c’è qualcosa che abbiamo imparato da queste partite è che non bisogna mai pensare di aver capito qualcosa, perché potremmo essere smentiti immediatamente. Ancora una volta ci ritroviamo, dopo una partita degli Spurs a celebrare la loro immortalità, è incredibile. Ogni anno pensiamo che quello precedente sia stato l’ultimo grande ballo, l’ultima occasione che Duncan e compagni hanno avuto per sfoggiare il loro tuxedo più elegante. E invece lì ritroviamo sempre lì: sbancato nuovamente lo Staples Center di Los Angeles e possibilità di chiudere i conti nella notte tra giovedì e venerdì davanti al proprio pubblico. Protagonista assoluto della partita il solito n.21 in maglia nero-argento che, non solo mette a referto 21 punti e 11 rimbalzi vergando la sua 162° doppia-doppia dei playoff, ma a pochi secondi dalla fine abbassa anche la saracinesca stoppando GriffinThat’s all folks? No, perché c’è ancora tempo per DeAndre Jordan di annullare per interferenza a canestro il tiro di Griffin che avrebbe significato sorpasso. Errore clamoroso che costa gara-5 ai Clips.
LA PARTITA –  Il primo quarto, sulla scia dell’ultimo a San Antonio, è dominato dagli angelini grazie a uno scatenato 32. Nel secondo torna a brillare la panchina degli Spurs dopo un’opaca gara-4: Ginobili e Mills aprono un parziale di 15-0 contro le seconde linee di Los Angeles, e arriva il sorpasso (29-28). I rientri delle due superstar di Doc Rivers riportano i padroni di casa avanti all’intervallo, ma la gara è combattuta punto a punto, si sente nell’aria che tutto verrà deciso negli ultimi istanti.
Nella seconda metà di gara, i Clips tentano l’allungo ma stavolta gli Spurs riescono a tenere il passo grazie al tiro da tre (48% rispetto al 27% di domenica) con Mills e Belinelli (8 punti) che non sbagliano quando c’è da segnare. Griffin dopo un meraviglioso primo tempo da 21 punti e il 77% dal campo, si inceppa improvvisamente: solo 9 punti con il 18% nel secondo tempo). Si arriva alla volata finale. Jordan piazza la schiacciata del -2 a 1’31”. Ci sono giocate che cambiano il vento della partita: Duncan stoppa Griffin e tiene avanti i suoi. Gli Spurs sono avanti di 1 e possesso a 25″ dalla fine, ma Green sbaglia la tripla che chiude i giochi. Così ci sono altri 7″ da giocare e Griffin ha il tiro del 3-2: la palla balla sul ferro e Jordan la tocca. Canestro annullato: interferenza. Finisce nel modo più incredibile la partita probabilmente più bella di questi playoff. E adesso, come detto, la serie torna a San Antonio per il sesto, e forse ultimo, capitolo.

HOUSTON 103-94 DALLAS – I Rockets vincono gara-5, si aggiudicano il derby texano e si qualificano per la prima volta dal 2009 alle semifinali di conference. Una serie non bella, non entusiasmante come ce l’aspettavamo, forse per demerito dei Mavs o forse per la troppa superiorità di Houston, fatto sta che nessuno si aspettava un 4-1 netto. La partita della notte non si è discostata molto dalle precedenti, con Dallas che sbaglia troppo dalla media distanza e si lascia dominare sotto canestro, dall’altra parte invece un Harden versione Mvp e il solito dominante Howard di questa serie tengono la partita costantemente in ghiaccio. Troppo poco per una squadra, quella di Rick Carlisle, che sembrava tra le pretendenti dopo l’ottimo mercato invernale e, invece, Stoudemire e, soprattutto, Rajon Rondo non hanno portato nulla in più, anzi probabilmente hanno tolto quella compattezza e quella fluidità di manovra che Dallas aveva nella prima metà di questa stagione. I rapporti logori tra l’ex Celtic e il suo tecnico, culminati nell’esclusione da gara-3, hanno probabilmente influenzato il cammino della squadra di Cuban. Il problema, però, non è apparso solo psicologico, era chiaro che Rondo giocasse una pallacanestro totalmente diversa rispetto dei Mavs, in particolar modo se in campo la palla l’ha in mano Ellis. Sicuramente il campione NBA 2008 andrà via, dove è la domanda che si pongono in molti. Los Angeles? Forse.
Intanto, i Rockets per la seconda volta in 18 anni si aggiudicano una serie di playoff – un po’ pochino –  e adesso aspettano la vincente tra San Antonio e Los Angeles, sapendo che, in entrambi i casi, la prima palla a due si alzerà al Toyota Center. E con un Barba così, arrivare lontano è possibile.

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Michele Di Mauro

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