Turismo sessuale minorile: Italia al primo posto

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Molti italiani, spesso anche padri di famiglia, lasciano a casa moglie e figli per passare le vacanze nel sud del mondo alla ricerca di piacere sessuale con ragazze minorenni. Il nostro paese è il primo nella classifica dei turisti sessuali in Kenya, Santo Domingo, Colombia e Brasile: un terzo dei tre milioni di questi ”vacanzieri” parla, infatti, italiano. A pagarne le spese sono un milione e duecentomila bambine e bambini nel mondo solitamente tra i 14 e i 12 anni (anche se l’età può scendere sino ai 5 anni) delle volte messi in vendita addirittura dai propri familiari. A lanciare l’allarme è l’ECPAT, un’organizzazione che si batte contro lo sfruttamento sessuale di minori in 70 paesi nel mondo.

In rete, stando a un’indagine dell’ ECPAT, ci sono dei siti appositi e le occasioni low cost per comprare dei pacchetti viaggio all inclusive con soggiorno, drink di benvenuto e ragazze minorenni senza ricorrere alla dark net e cliccando semplicemente ”prostitute dalla prima infanzia in su”.

Nei paesi coinvolti ci sono addirittura delle agenzie ufficiali che si occupano della vendita di questi pacchetti viaggio che costano migliaia di euro. Più si scende di età e più il costo è elevato: sotto i cinque anni il prezzo è maggiore di mille dollari.

Per chi non ama molto viaggiare è possibile trovare delle baby prostitute anche sulle strade italiane. Il numero delle minorenni a disposizione in Italia si aggira tra le 10mila e 12mila unità, per lo più figlie di migranti e nomadi o minori non tutelate.

Secondo l’ECPAT la maggior parte dei turisti sessuali lo fa con consapevolezza e non per malattia. Solo il 5% sarebbe affetto da disturbo patologico o non a conoscenza dell’età delle ragazze. La maggior parte di loro sono giovani benestanti o mariti con figli.

I dati sono agghiaccianti, ma del turismo sessuale si parla e si fa ben poco per combatterlo. Con maggior informazione a riguardo e pene più severe, per i turisti sessuali e per le organizzazioni che si occupano della messa in vendita di minorenni, sarebbe possibile ridurre se non addirittura eliminare questa piaga una volta per tutte.

Vincenzo Nicoletti

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