1 Maggio all’insegna delle proteste

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1 Maggio

Durante la giornata del 1° Maggio di quest’anno, in alcune parti d’Italia si sono svolte manifestazioni di protesta che avevano tutte l’intento di ricordare  “non c’è nulla da festeggiare”, dato che nel bel paese si convive con la disoccupazione e con il precariato.

La giornata d’inaugurazione dell’atteso evento Expo, per esempio, nonostante sia cominciata con lo slogan “Oggi comincia il domani dell’Italia“, è stata il luogo di una battaglia che combattono i movimenti No Expo, e che perseguiranno l’idea di creare un movimento anticapitalista, in grado di sensibilizzare ed informare sui compromessi e sugli scandali con cui si è svolto questo evento.

Anche a Carinaro, in provincia di Caserta, gli operai della Whirlpool che negli ultimi tempi hanno dato vita ad una serie di mobilitazioni contro la chiusura dell’azienda, il 1° Maggio sono scesi in piazza per ricordare che nella giornata del lavoro si deve combattere per un’occupazione stabile, per il diritto al lavoro.

Sempre in giornata, gli attivisti del Laboratorio per lo sciopero sociale di Caserta, hanno organizzato una protesta attraverso un’azione simbolica al centro commerciale Apollo, sito a Casagiove. Si è svolto un presidio per sensibilizzare sulle condizioni di vita precaria a cui tutti gli italiani sono sottoposti. Non a caso, durante la “festa dei lavoratori” i centri commerciali continuano a far lavorare i dipendenti per dei salari sempre più miseri. A questo proposito i ragazzi del Laboratorio casertano, scrivono sul volantino distribuito ai cittadini: “Anche l’Italia subisce la precarizzazione delle vite. In linea coi suoi omologhi europei e i suoi predecessori, il Governo Renzi ha dichiarato guerra agli abitanti delle città e dei territori. Il sigillo di questo attacco è la sospensione del Primo Maggio a beneficio dell’Uno Maggio inaugurale di Expo 2015, l’esposizione universale figlia di questi processi e di questi poteri che proprio oggi, 1 Maggio, si autocelebrano a Milano alla faccia di tutte e di tutti quelli che vengono quotidianamente sfruttati con condizioni di lavoro e di vita degradanti. Condannati a tempo indeterminato ad una vita incerta, precaria e senza più diritti con il Jobs Act. Ingabbiati in un lavoro ricattabile, servile, povero. Asserviti e umiliati in lavori non retribuiti che siano stage, tirocini, prove, volontariato o freejobs. Dobbiamo alzare la testa, prendere parola e resistere!”

I Ragazzi di Caserta hanno prodotto anche un video sull’iniziativa.

Momenti di lotta, dunque, mirati alla riappropriazione di alcuni diritti essenziali per i cittadini, come l’occupazione, i servizi sociali e il reddito minimo, contrapposte alla speculazione finanziaria dei capitalisti.

Alessandra Mincone

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