Jérémy Ménez: croce e delizia del Milan di Inzaghi

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La stagione in corso volge ormai al termine, con solamente cinque partite da disputare: tra 30 giorni esatti diremo addio alla nostra amata Serie A. Il Milan è sicuramente la più grande delusione di questo campionato: i rossoneri stanno disputando la peggiore stagione degli ultimi dieci anni, da quando la Serie A è tornata a venti squadre. Se, come si suol dire, “il pesce puzza dalla testa”, il diavolo “pecca” dalla società. Affidare la squadra a un allenatore alle prime armi come Inzaghi, era già di per sé un rischio enorme. Se poi ci aggiungiamo un calciomercato in entrata poco esaltante, il guaio è già bello che fatto. Proprio tra i nuovi arrivi di questa stagione, spicca senza dubbio un nome: Jérémy Ménez, protagonista indiscusso della stagione rossonera, nel bene e nel male. Il francese, dopo tre anni al Paris Saint-Germain, ha fatto ritorno in Italia, dove aveva disputato tre stagioni con la maglia della Roma. Arrivato a Milano con la fama di giocatore che vede poco la porta (12 gol in 113 presenze con la Roma e 19 in 109 presenze con il PSG), Ménez si è dimostrato tutt’altro: 18 gol, di cui la metà su rigore, in 33 presenze. Gol di destro, di sinistro, di tacco e in percussione, contornate da giocate sopraffine, tanto da meritarsi il soprannome di FenoMénez.

Tuttavia, non è oro tutto ciò che luccica. In una rosa come il Milan di quest’anno, un fuoriclasse come Ménez rischiava di diventare il trascinatore dell’intera squadra. Ma più che di Ménez come trascinatore del Milan, possiamo tranquillamente parlare di Milan Ménez-dipendente: se l’ex PSG è in giornata e la squadra gli affida le chiavi del gioco, possono arrivare buoni risultati. Viceversa, di vincere non se ne parla proprio. A tal proposito, diamo un’occhiata alle statistiche:

ménezNelle 10 partite perse dal Milan, Ménez è andato in gol una sola volta, nel 3-1 esterno contro la Lazio alla 20esima giornata. Situazione analoga anche per i pareggi:

ménezNei 13 pareggi del Milan, Ménez è andato a segno solamente in 4 occasioni, cioè nel 30,7% dei casi. Stesso discorso, ovviamente in senso contrario, vale per le vittorie:

ménezLa firma di Ménez appare su ben 7 delle 10 vittorie stagionali del Milan, grazie a 11 gol e 3 assist.

Insomma, è evidente come il Milan non sappia davvero fare a meno di Ménez, diventato artefice, in positivo e negativo, del destino della squadra. A questo punto, vale la pena porsi qualche domanda: che sia proprio lui, il top player del Milan di quest’anno, la causa stessa dei mali rossoneri? E come può l’allenatore porre rimedio a questa situazione al limite del paradossale? Visti i numeri, la colpa non può assolutamente essere di Ménez: quando il francese è in giornata, non ce n’è per nessuno. Ma è forse proprio questo il problema. Da un giocatore che viene ininterrottamente impiegato per tutta la stagione (Ménez ha giocato dal 1’ tutte e 33 le partite di campionato disputate sino ad ora), non si può pretendere sempre il massimo. Anzi, è più che comprensibile che ogni tanto sia obbligato a staccare la spina, ed è proprio in questi casi che i rossoneri vanno in enorme difficoltà. Inzaghi, dal canto suo, può farci poco: con la continua assenza di Montolivo e la condizione fisica ancora non ottimale di Suso, il tecnico rossonero ha a sua disposizione uno dei reparti di centrocampo meno competitivi di tutta la Serie A, specialmente dal punto di vista prettamente tecnico. Anche in attacco, pesano come un macigno le assenze di El Shaarawy ed Honda e, al tempo stesso, non aiutano le prestazioni degli innesti invernali Cerci e Destro (3 gol in due da quando sono a Milano). In una situazione del genere, il povero Inzaghi ha dovuto reinventare il ruolo in campo di Ménez: non seconda punta, non falso nueve, ma semplicemente tuttofare. Non è umanamente immaginabile che il francese possa reggere un’altra stagione in queste condizioni: o il Milan, magari con una nuova società, si deciderà a costruire una squadra attorno a lui o Ménez diventerà solamente una croce troppo pesante da trascinare per questo Milan sempre più allo sbaraglio.

Fonte immagine in evidenza: LaPresse

Fonte immagini media: google.it

Marco Puca

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Classe 1997, vive a Sant'Antimo, dove ha conseguito il diploma scientifico al Liceo Laura Bassi. Attualmente studia Mediazione linguistica ed interculturale presso L'Orientale di Napoli. Ama il lato romantico delle cose, anche del calcio e della musica, di cui è grande appassionato.

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