Napoli-Milan e le regole del gioco

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Non è raro che una partita di calcio possa essere decisa da un episodio. Ancor meno raro che quell’episodio sia commentato superficialmente nei vari salotti televisivi, cercando ipotesi più o meno credibili al fine di dimostrare l’errore dell’arbitro di turno.

L’episodio avvenuto all’alba di Napoli-Milan ha una particolarità. Qualcuno starà immaginando che la particolarità vada individuata nel cartellino rosso mostrato a De Sciglio oppure nella volontà di Mazzoleni di far battere il calcio di rigore ben due minuti e mezzo dopo la concessione.

Nulla di tutto ciò: l’unica particolarità va individuata nel fatto che l’episodio decisivo avviene dopo soli 44 secondi dal fischio d’inizio. Tra ieri sera e questa mattina ne abbiamo sentite di tutti i colori: chi sostiene che un’espulsione dopo meno di un minuto abbia rovinato la partita, chi evidenzia il fatto che Paletta avrebbe potuto intercettare il pallone, chi sospetta che Mazzoleni (cercando di distrarre Higuain) abbia atteso senza motivo troppo tempo prima di ordinare l’esecuzione.

Un episodio che ci consente di chiarire una volta per tutte un paio di concetti, il primo sull’opportunità di talune decisioni, il secondo regolamentare.

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Mazzoleni: direttore di gara nel match di Serie A Napoli-Milan

Napoli-Milan: analisi regolamento alla mano

Onde dissipare ogni dubbio in merito, risulta totalmente fuori da ogni logica la tesi che commisurazione della sanzione disciplinare debba essere decisa in rapporto al momento della gara: i calciatori (e tutti i partecipanti all’evento) debbono rispettare il regolamento del gioco del calcio a prescindere dal contesto. In tal senso viene a cadere l’eccezione secondo cui non si debba procedere ad un’espulsione per il sol fatto che non era trascorso nemmeno un minuto di gioco: il regolamento è il medesimo al primo minuto, al ventesimo, al cinquantaseiesimo ed al novantesimo. Così come (per citare velocemente un altro episodio avvenuto ieri pomeriggio in Verona – Udinese, arbitro Cervellera) non ha senso sostenere che un’espulsione chiara, palese, evidente come quella di Sala avrebbe dovuto essere sanzionata semplicemente con un cartellino giallo poichè si è trattato di un fallo commesso nel contesto di una partita corretta e senza alcun valore concreto di classifica: nulla di più assurdo! Il regolamento si presta ad interpretazione in molte circostanze ma derubricare un fallo grave di gioco in un fallo di minor gravità avrebbe significato solo commettere un errore, giudicando erroneamente un episodio da espulsione perfettamente individuato.

Passiamo ora all’aspetto più importante della decisione di Mazzoleni, la questione puramente disciplinare. Fortunatamente, sulla concessione del rigore, non ci può essere alcun dubbio: De Sciglio interviene in grave ritardo (a causa di un movimento difensivo sbagliato e di un’ottima intuizione dell’attacco napoletano) e colpisce Hamsik che si era allungato il pallone oltre il difensore.

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Napoli-Milan: De Sciglio commette fallo entrando  in ritardo su Hamsik

I commentatori si sono immediatamente affrettati a mettere in dubbio la sanzione disciplinare, a mio parere più per cercare un motivo artificioso di discussione che per reale convinzione. E’ vero: sto cercando una versione buonista per soprassedere al fatto che, nei mezzi di comunicazione, esiste una profondissima ignoranza in merito al regolamento, ciò che porta (troppo spesso) ad ascoltare spiegazioni basate su danno procurato, ultimo uomo o fallo involontario, tutte accezioni che nel regolamento non esistono! 

Cerchiamo, pertanto, di fornire qualche elemento in più prima di esprimersi in termini definitivi sulla decisione di Mazzoleni.

La fattispecie che deve essere presa in considerazione per valutare l’episodio è il comportamento gravemente sleale. Quali sono i presupposti affinché un arbitro debba punire un fallo secondo questa fattispecie? La risposta, chiara e ben definita, ce la fornisce il regolamento stesso, per la precisione alle pagine 134/135.

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In particolare si statuisce che, per procedere all’espulsione di un calciatore per aver impedito una chiara occasione da rete, l’arbitro deve valutare i seguenti presupposti:

  1. La distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta: nessun dubbio in proposito, il fallo avviene a non più di 6/7 metri dalla porta;
  2. La probabilità di mantenere o entrare in possesso del pallone: anche in questo caso nessun dubbio, Hamsik ha il completo possesso del pallone che, al momento dello sgambetto di De Sciglio, si trova a non più di 50 centimetri dall’attaccante;
  3. La direzione dello sviluppo dell’azione di gioco: l’azione si svolge nei pressi dell’area di porta, Hamsik allunga il pallone verso l’interno in direzione della rete difesa da Lopez. Nulla da eccepire nemmeno in questo caso;
  4. La posizione ed il numero dei difensori: il difendente più vicino ad Hamsik è Paletta. Alcuni si sono avventurati nel sostenere che, subito dopo, Paletta avrebbe potuto facilmente intervenire per contrastare il calciatore napoletano, di fatto annullando l’ipotesi della chiara occasione da rete. L’immagine è piuttosto sgranata ma ciò che ci interessa si vede perfettamente: il pallone, al momento della caduta di Hamsik è lontano almeno 3 metri da Paletta che non avrebbe mai potuto intervenire.
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Napoli-Milan: Highlight che dimostra la corretta assegnazione del rigore con annessa espulsione di De Sciglio

In sostanza, per quanto si tratti di un episodio avvenuto dopo pochi secondi, è una fattispecie molto chiara e nulla si può obiettare sulla decisione di espellere De Sciglio per aver impedito una chiara occasione da rete.

Ultima postilla. Perchè, tra l’assegnazione del calcio di rigore e l’esecuzione dello stesso sono passati oltre due minuti?

La risposta è semplicissima ma diventa oscura per chi non ha mai aperto manco per sbaglio un regolamento. Nel momento in cui un calciatore viene espulso dal terreno di gioco (e lo stesso vale per i calciatori di riserva e per ogni tesserato presente in panchina che venga allontanato) l’arbitro non può far riprendere fino al momento in cui lo stesso non abbia lasciato il recinto di gioco. Nella circostanza De Sciglio ha dovuto raggiungere l’ingresso degli spogliatoi che si trova esattamente dalla parte opposta del terreno di gioco, dovendo percorrere oltre 100 metri prima di poter permettere a Mazzoleni di consentire la battuta del rigore. Nessun mistero, dunque.

Misteri che, peraltro, spesso esistono solo nella convinzione di coloro per i quali il regolamento è rappresentato da 190 pagine di materia oscura…

Fonte immagine in evidenza: google.it

Fonti immagini media: google.it

Luca Marelli 

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