Torna Conley e Memphis risorge: Warriors ko

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“First Team All-Defense”, con queste parole di Tony Allen possiamo riassumere la seconda battaglia dell’Oracle Arena che i Memphis si aggiudica 97-90, facendo saltare così per la prima volta il fattore campo nella serie. È la terza sconfitta stagionale in casa per i Warriors, prima d’ora infatti solo Spurs e Bulls erano riusciti nell’impresa di espugnare il fortino di Steve Kerr. Il ritorno di Mike Conley fa tutta la differenza di questo mondo: riesce a contenere – sempre nei limiti dell’umano, ovviamente – Curry e mette a segno 22 punti in appena 27′. Insomma il capitano e, almeno per stanotte, eroe mascherato dei Grizzlies ha creato il primo strappo, rovinando così la serata del #30 in maglia bianca che stanotte, premiato prima della gara con il titolo di Mvp della regular season. Si ferma così a 21 la striscia di vittorie consecutive in casa di Golden State.

FIRST TEAM ALL-DEFENSE – Già, dobbiamo tornare sulle parole di Tony Allen, perché rappresentano il punto focale attorno a cui Gasol e compagni hanno costruito i propri successi. Le ottime spaziature e le marcature asfissianti hanno costretto i Warriors a concedere 20 palle perse (di cui ben 13 sono recuperi di Memphis) e, soprattutto, a tirare con il 41.9% dal campo. Conley difensivamente non è – con tutto il rispetto – Calathes, Curry lo sa e non riesce a creare separazione per nessuno dei 48′: no open shots, nessuna concessione dal palleggio; tutto questo costringe l’Mvp a tirare con il 36% dal campo e soprattutto con il 18% da tre (2/11).

Steph Curry, premiato prima della gara come Most Valuable Player della stagione regolare 2014-15

LA PARTITA – Dopo la tripla di Curry che inaugura il match, Conley versione Cavaliere Oscuro inizia ad operare e mette a segno tutti i suoi primi 4 tiri. Non male per uno che non avrebbe dovuto neanche giocarla. Questi 9 punti danno coraggio a Memphis, danno quell’energia necessaria per controbattere possesso su possesso anche nella metà campo difensiva, costringendo così gli uomini di Kerr a non avere mai tiri puliti: il risultato è un primo quarto che si chiude con il +11. Il copione resta lo stesso, nonostante le rotazioni di Golden State e un buon apporto dalla panchina (Barbosa chiuderà con 14 punti), ma non basta, perché gli uomini di Joerger sono padroni del parquet e il parziale di 7-0 (5 punti di Allen) a fine primo tempo conferma il dominio degli Orsi del Tennessee. Warriors costretti a fermarsi a quota 39 a fine prima frazione, è la seconda volta in stagione che accade.
Gli Splash Bros provano a svegliarsi nella seconda frazione, ma ormai è troppo tardi. La sensazione che la gara sia sfuggita di mano e totalmente fuori controllo si ha anche quando Steph mette 7 punti consecutivi portando i suoi a -9; Thompson che aveva guardato gli altri tre quarti di partita prova a tenere viva la fiamma con 8 punti nell’ultimo periodo (ne aveva segnati 5 in tutto il resto della gara) ma Zach Randolph risponde colpo su colpo, anche perché non è che i Warriors proteggano il ferro come fanno di solito. Termina dunque 97-90 per Memphis. E adesso la serie si sposta al FedEx Forum, nella città di Elvis Presley. Vedremo come Curry e compagni reagiranno alla prima vera difficoltà stagionale.

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Michele Di Mauro

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