Tentato golpe in Burundi

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tentato golpe in burundi

Sembrerebbe l’apice delle violenti ribellioni e manifestazione che da due settimane stanno invadendo lo Stato del Burundi.

Stamattina, infatti, un ex-generale ha annunciato, tramite i microfoni di una radio privata, di aver destituito il Presidente Pierre Nkurunziza.
Il presidente, in quel momento, non si trovava in Burundi, bensì in visita a Dar es-Salaam, in Tanzania, per un summit con alcuni Capi di Stato. Da lì Nkurunziza ha subito lanciato la smentita attraverso gli account social ufficiali. «La situazione è sotto controllo, non c’è stato nessun colpo di Stato in #Burundi», la smentita comparsa sul profilo ufficiale @BdiPresidence, poche ore dopo l’annuncio del colpo di Stato.

A destituire Nkurunziza sarebbe stato il generale Godefroid Nyombare che, a quanto pare, conosce molto bene il presidente, siccome da ragazzi hanno combattuto insieme. Nyombare, ex capo dei servizi segreti, venne licenziato a gennaio di quest’anno, dopo aver consigliato al presidente Nkurunziza di rinunciare alla sua candidatura per un terzo mandato presidenziale, perché tale atto sarebbe stato ritenuto incostituzionale.

Tale candidatura al terzo mandato, tuttavia, è proprio all’origine dei violenti scontri nella capitale Bujumbura; ribellione che, però, non ha fermato il presidente Nkurunziza non creando nemmeno ripensamenti. Decisione che è arrivata a fine aprile e si è concretizzata l’8 maggio. I manifestanti sono contrari perché sarebbe un azione incostituzionale e andrebbe contro gli accordi di Arusha.

La corte costituzionale del paese africano, che doveva decidere se accettare o meno la candidatura, l’ha dichiarata valida, legittimandola. Il vicepresidente della stessa corte, però, ha denunciato delle «pressioni». Negli scontri seguenti sono rimaste uccise 20 persone, e numerose sono state fermate ed arrestate, tanto che il governo aveva proposto la sospensione di tutti i mandati d’arresto e la liberazione di tutti i fermati in cambio della cessazione delle manifestazioni. La tregua, purtroppo, è durata all’incirca 48 ore.

La comunità internazionale sta cercando in tutti i modi di aprire un dialogo. USA, UE e Svizzera spingono per un rinvio delle elezioni, Belgio e Paesi Bassi invece hanno fatto sapere che non forniranno nessun aiuto per organizzare le elezioni. In questo momento sono aperte delle trattative tra manifestanti e poliziotti. Molti giornalisti dal posto descrivono tuttavia una clima di “fraternizzazione” tra i due schieramenti. Alcuni di loro sono raggruppati fuori la sede della radio-televisione nazionale e alcuni militari, fedeli al presidente, stanno cercando di disperdere la folla.

Il presidente resterà in Tanzania, per il momento, per cui è ancora presto definire tutto questo un Colpo di Stato. Per il momento, «Il Burundi si rilassa un po’», come comparso in un tweet.

 

Communiqué de Presse : Coup d’Etat fantaisisteC’est avec regret que nous avons appris qu’un groupe de militaires s’est…

Posted by Présidence – République du Burundi on Mercoledì 13 maggio 2015

Giuseppe Ianniello

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