Al Horford match-winner. E Curry schianta Memphis

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Se escludiamo la serie tra Clippers-Rockets, le altre tre semifinali di conference stanno regalando spettacolo ed equilibrio. Stanotte si sono giocate gare-5 di due serie molto speculari tra loro che, però, almeno per stanotte, hanno avuto due esiti molto differenti soprattutto per come il risultato finale potrebbe impattare sul proseguo: Atlanta supera allo scadere Washington in un finale surreale grazie ad Al Horford, mentre ai piedi del Golden Gate Steph Curry schianta al tappeto i Grizzlies privi di Tony Allen, assente per infortunio

Al Horford strappa dalle mani di Nene il rimbalzo che vuol dire vittoria

ATLANTA 82-81 WASHINGTON – Le fratture multiple alla mano sinistra che avevano costretto Wall a riposo forzato per gara-2, -3 e -4 (1 vittoria e 2 sconfitte), non gli impediscono di tornare in campo per gara-5 per cercare di sbancare la Philips Arena, come successo nella partita inaugurale di questa serie. Si nota che non è al meglio – e le 6 palle perse lo testimoniano – eppure l’apporto della prima scelta al draft 2010 è significativo, soprattutto per i suoi compagni, perché se il tuo giocatore simbolo forza il ritorno in campo è perché si sente che questo potrebbe essere l’anno degli Wizards. Wall fa capire immediatamente di essere a man on a mission, e il suo approccio alla gara lo lascia intendere anche agli avversari: 6 dei suoi 15 punti messi a segno nel primo quarto. Ma è Atlanta a spingere sull’acceleratore: i tentativi di fuga tentati da Millsap prima e Horford poi, trovano concretizzazione negli 8 punti consecutivi di Mike Muscala – che fino a gara-3 vedeva il campo col binocolo – che porta i padroni di casa sul 31-23. A questo punto, però, si scatenano Wall e Beal che guidano un parziale di 16-4 (di cui segnano ben 12 punti), ribaltando così la situazione e arrivando all’intervallo avanti di 6. La partita vive di break continui, come in una partita di tennis: dopo l’affondo del backcourt capitolino, Atlanta torna al “servizio” e apre un controparziale di 10-0 che le permette di tornare avanti; rispondono i Wizards con un’ottima difesa e, complice lo 0% dal campo (0/8) degli Hawks nei primi 7 minuti dell’ultimo periodo, maggiore precisione sotto canestro arrivando a toccare addirittura il +9 con il jump shot di Beal a 6’15” dalla fine. Ma, come detto, è un match che vive di momenti: la tripla di Korver sveglia dal torpore la squadra di Budenholzer che con un 14-0 in pochi minuti ribalta la situazione. Si arriva in volata. Pierce – eroe di gara-3 con una tripla meravigliosa – prima si lascia rubare palla da Korver mandando a canestro in contropiede Schröder, poi mette la tripla a 8 secondi dalla fine che riporta avanti di 1 Washington. Ultimo possesso con Schrödinger che tenta la penetrazione centrale, viene stoppato da Wall e il rimbalzo viene catturato apparentemente da Nene. Esatto, apparentemente, perché Horford glielo strappa letteralmente dalle mani e mette i due punti che portano Atlanta sul 3-2. Serie meravigliosa che adesso tornerà nella capitale. GOLDEN STATE 98-78 MEMPHIS – C’è un motivo se Golden State è la candidata numero uno al titolo della stagione, e questo motivo ha un nome, a middle name e un cognome: Wardell Stephen Curry, MVP della stagione regolare, padrone della west coast e in attesa per estendere il suo dominio agli interi Stati Uniti d’America. Le assenze continuano a pesare sul capo di Memphis, prima Conley e ora Allen, costretto a dare forfait per un problema muscolare. E, come sappiamo, quando il gatto non c’è i topi ballano. E Tony Allen è il Gatto Silvestro per eccellenza, il collante della difesa fisica e aggressiva della squadra di Joerger, senza la sua presenza emozionale oltre che fisica, Memphis va sotto e sprofonda sotto le triple degli uomini in bianco (14/30). All’inizio scoppiettante degli ospiti (23-10), Steph risponde aprendo un parziale di 16-2 in cui sarà assoluto protagonista, infilando tre triple e chiudendo il primo quarto con 12 punti. Terminerà con 18 totali, tutti realizzati fuori dall’arco. A questo punto i Warriors iniziano a correre: prima chiudono all’intervallo sul +8 (49-41), dopo aver toccato il +12 sulla tripla di Curry – che novità (!) – assistito da Thompson, e poi chiudono la pratica già nel terzo quarto toccando quota +17. Memphis è poco brillante, soprattutto in vernice, Gasol gioca praticamente da solo, abbandonato da tutti e naturalmente non può nulla. Il quarto periodo è solo prassi: 3-2 e si torna nel Tennessee. Win or go home, adesso gli Orsi sono con le spalle al muro. Fonte immagini: google.com Michele Di Mauro

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