Si potrebbe dire che “tutto deve cambiare perché tutto resti com’è”, spiega Roberto Chinchero su Autosprint, con le parole di un nostalgico amante della Formula 1. E allora cosa deve cambiare? E’ quello che ci si è chiesto durante quest’ultima settimana, a partire dal summit dello Strategy Group tenutosi giovedì mattina nell’aeroporto di Biggin Hill, per finire con i ragguardevoli pareri sul caso che circolano in rete in queste ultime ore. All’ordine del giorno un solo punto, un obiettivo comune: migliorare la Formula 1, renderla più appetibile, appassionante, avvincente. E finalmente rispondere a tutte le critiche che, specie negli ultimi anni, hanno tenuto a sminuirla e a farla ricadere nella serie dei motorsport che animano le domeniche di un appassionato.

Un vero tifoso sa anche, però, che dal 1950 a questa parte – anno, cioè, in cui se ne disputò il primo Gran Premio – la Formula 1 è il motorsport, padrone incontrastato delle corse d’auto a ruote scoperte e non.

Qualifying, Giancarlo Fisichella (ITA), Scuderia Ferrari, F60
Qualifying: Giancarlo Fisichella (ITA), Scuderia Ferrari, F60

Si tratta di dare definitivamente un segnale di ripresa al mondo della Formula 1, di risvegliarlo dallo stancante limbo in cui si ostina a vivere, forse, dal 2009 a questa parte. E allora, carta e penna alla mano. Si parte dai regolamenti:

  • La nuova F1, che è un progetto che sarà attuabile – secondo i più – già a partire dall’anno prossimo e poi definitivamente nel 2017, va inquadrata innanzitutto sotto il punto di vista delle modifiche al regolamento di gara. E’ inevitabile, del resto, partire dal definire ciò che è lecito da ciò che non lo è, prima ancora di interessarsi di problemi di natura più grande, che sono (su tutti) la gestione dei costi, degli sponsor, la distribuzione degli introiti, gli investimenti dei governi.
  • Che ai team verrà concessa, dal 2016,  la libera scelta sulle due mescole di gomme da asciutto (su quattro) da portare al weekend e in gara, è senz’altro un passo in avanti fatto nell’ottica di aumentare la competizione, e di favorire così il miglior assetto su ogni vettura.
  • La vera evoluzione, però, non è questa: perché l’obiettivo è quello di portare le vetture, entro il 2017, ad abbassare i tempi sul giro di 5-6 secondi. Come? Togliendogli un peso di almeno 30-50 kili, senza fare ricorso a materiali più costosi e meno ingombranti, ma semplicemente alleggerendo la componente elettronica di bordo. Va da sé, insieme a questo, che le vetture potrebbero assumere un look e un taglio aerodinamico completamente diverso da quello a cui siamo stati abituati fino ad ora (come nel rendering che è stato ipotizzato dalla Ferrari, sotto).
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Ecco come viene concepita una futura vettura di Formula 1

L’idea è quella di rendere più accattivante l’estetica generale della vettura e in questo senso si parla anche della misura degli pneumatici posteriori, i quali dovrebbero aumentare la larghezza della sezione dagli attuali 360 millimetri fino a 420. Difficile formulare un giudizio, che finora ha trovato la solita spaccatura tra conservatori e progressisti: la Formula 1 riformulerebbe un format completamente nuovo nell’immaginario comune delle vetture che siamo abituati ad accostarle, ma come ha detto anche Alain Prost: “Vogliono sempre cambiare una sola cosa. Ma se non funziona esattamente nella maniera in cui dovrebbe, allora è l’intero concetto che andrebbe cambiato”:

  • Cari amanti del vintage, sappiate che si è discusso anche di questo. Il rumore, il rombo dei motori è stato, per anni, un marchio di fabbrica della Formula 1, accompagnandola tra i suoi campionati più avvincenti. Anche in questo caso, l’idea sarebbe quella di concentrarsi su una modifica relativa al tratto terminale dello scarico, senza intervenire sulle strutture delle power unit, che sono state già fin troppo tirate in ballo recentemente. A proposito: l’indennità per un quinto motore da utilizzare nel corso della stagione 2015 è stata respinta.
  • Rifornimenti: si tratta, anche qui, di un ritorno al passato, con l’intenzione di abbassare il carico di benzina delle vetture in pista. In questo modo sarà più facile raggiungere l’assetto ottimale e abbassare, nuovamente, il tempo secco sul giro. Naturalmente, saranno comunque imposte delle limitazioni sulla quantità di carburante minima e massima con cui poter scendere in pista.

Le riunioni dello Strategy Group proseguiranno nelle prossime settimane, con lo scopo di formulare delle proposte definitive anche su tematiche molto più scottanti e risolutive (come la rivisitazione drastica del format relativo allo svolgimento delle gare nel weekend, la riduzione dei costi etc). In Formula 1, checché se ne dica, i cambiamenti sono sempre dietro l’angolo.

Fonte immagine in evidenza: vavel.com

Fonti immagini media: google.it

Nicola Puca

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Studio Ingegneria Aerospaziale alla Seconda Università degli Studi di Napoli. Sostengo la politica giovanile e comunale insieme agli amici di Agorà-Lavoro, Partecipazione e Libertà; scrivo per passione, per la necessità di leggermi e di imparare dai miei errori. Sono un alfista senza un’Alfa, un seriofilo senza DVD, un Jedi senza una spada laser.