“Jesus in Turin”, tra foto e fermi il nuovo fenomeno torinese

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Jesus

A Torino non c’è solo la Sacra Sindone, da qualche giorno è stata segnalata la presenza di Gesù Cristo in persona per vie della città. Scherzi a parte, Torino, protetta dallo sguardo della Mole, è da qualche giorno rallegrata da un ragazzo con una lunga tunica bianca che si fa chiamare Gesù. Gli somiglia in tutto, dai capelli alla barba. Il ragazzo, diventato disoccupato, ha scelto questo stile di vita conquistando subito la simpatia di quasi tutti i torinesi, Gesù 3di tutti i giovani e un po’ meno dai cattolici. Lavorava come montatore ora invece funge quasi da attrazione per i turisti che, in cambio di qualche spicciolo, chiedono un selfie con lui.

Il suo scopo è raccogliere qualche soldo, senza vendere nessun oggetto, e soprattutto con discrezione, senza disturbare i passanti . Le offerte che riceve vengono poi raccolte in una cesta denominata ‘Jesus Crowfunding’‘.

Fin qui la vicenda appare come una cosa del tutto tranquilla, come quella di tanti artisti di strada che vediamo nei luoghi turistici del nostro paese, se non fosse che è stato segnalato diverse volte alle forze dell’ordine da alcuni pellegrini che non vogliono vederlo girare più nei pressi di chiese, i palazzi sede delle istituzioni ecclesiastiche e soprattutto nella zona dov’è custodita la Sacra Sindone. Tanto da chiamare più volte pattuglie atte a sorvegliarlo.

Questa scelta di vita che lui definisce ”A human experience”, è raccontata sulla pagina Facebook a lui dedicata: Jesus in Turin.

Gesù 1

Dove racconta sia le vicende più belle, come i colloqui e il dialogo con la gente che incontra al mercato, ma anche i brutti momenti, come quello vissuto quando la polizia lo ha allontanato dicendogli: ”Noi non possiamo farci nulla, dobbiamo controllarti, devi stare lontano da questa zona”. 

La sua pagina Facebook è davvero molto seguita, tanta la gente che lo sostiene e che apprezza le sue prediche e c’è anche chi addirittura si propone come sua apostola. Magari la polizia andrebbe chiamata per qualche altro problema, forse un po’ più grave…

 

Pasquale Rosolino

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