Intervista a Maria Monticelli (Sinistra al Lavoro): ”Caldoro ha aumentato del 120% la tassa regionale sul diritto allo studio”

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NAPOLI – Le elezioni per il rinnovo delle cariche di presidente e consiglieri della regione Campania  si avvicinano. Come noto si voterà infatti il 31 Maggio 2015. Libero Pensiero News ha intervistato la candidata più giovane di Napoli e dell’area metropolitana, Maria Monticelli, che si propone con Sinistra al Lavoro per la Campania con Vozza presidente.

Maria sei la più giovane candidata al Consiglio Regionale della Campania per Napoli e l’area metropolitana, ci racconti in po’ il tuo percorso?

La mia è una storia di passione politica che comincia tra i banchi di scuola; sono stata rappresentante degli studenti al liceo e in CCS all’Università; ora sono laureata in Scienze Biologiche e mi sto specializzando in Biologia Molecolare; intanto lavoro a progetto nei week-end. Milito nella FGCI dal 2010 e, insieme ai miei compagni, sono stata in prima linea nelle battaglie per l’acqua pubblica, contro il nucleare, contro la legge Fornero, nelle lotte studentesche. Ricordo bene la mia prima manifestazione: avevo otto anni e il rischio era che chiudessero la mia scuola, costringendoci a doppi turni e rotazioni in altri edifici.

Risiedi nel comune di Casoria, essendo quindi una studentessa pendolare. In questi 5 anni di governo Caldoro abbiamo assistito a numerosi tagli al trasporto locale e regionale e al recente incremento del costo dei biglietti. Qual’è la vostra proposta come Sinistra al Lavoro?

Sì, sono una studentessa pendolare e utilizzo ogni giorno autobus e treni da più di dieci anni, quindi conosco bene il TPL campano. Bisogna andare in controtendenza rispetto a quanto è stato fatto negli ultimi anni. La Regione Campania è passata dallo spendere 1,6 € a pendolare nel 2009 agli 0,20 € del 2014. Non si può distruggere il servizio pubblico, facendolo sembrare inadeguato per poi giustificarne la privatizzazione. Sul pubblico bisogna investire, ed è così per il trasporto, per la sanità, per la scuola, perché non è il servizio pubblico ad essere inadeguato, è la gestione che se ne è fatta fino ad oggi ad esserlo stata. Sul trasporto noi diciamo delle cose molto semplici: va modernizzato tutto il sistema di trasporto su ferro, ormai obsoleto, sia dal punto di vista delle linee ferroviarie vere e proprie, sia nella rivalorizzazione delle stazioni, spesso abbandonate, sia nell’acquisto di nuovi treni. Va ripensato il sistema di biglietti integrati, così come il sistema di trasporto su gomma, che deve affiancare quello su ferro. Dobbiamo garantire ai lavoratori pendolari, agli studenti, ai cittadini tutti e ai turisti un sistema di trasporto pubblico che sia efficiente, economico, sicuro e che metta in rete tutti i territori regionali con una logica ben precisa; ciò rappresenta esattamente il contrario di quanto è stato fatto fino ad oggi.

La Giunta Caldoro ha investito 0 euro sul diritto allo studio, ha aumentato la tassa regionale, ed ha “inventato” gli idonei non beneficiari per borse di studio. Vozza in tal senso ha più volte affermato di voler sbloccare tutti i fondi per il diritto allo studio e convocare finalmente la conferenza regionale.

La figura dell’idoneo non beneficiario è quasi mitologica nella nostra Regione ed è una beffa in termini: si tratta di ragazzi a cui viene riconosciuto il diritto a ricevere borse di studio per proseguire gli studi, ma che non le riceveranno. Quando si parla di diritto allo studio si parla del futuro del paese; non è un caso che negli ultimi giorni la discussione nazionale sul tema sia diventata così accesa. Il Governo Caldoro non ha assolutamente tenuto conto della legge regionale sul diritto allo studio; ha, anzi, ridotto enormemente i fondi per le borse di studio, aumentato di oltre il 120% la tassa regionale sul diritto allo studio, non ha mai convocato la Conferenza regionale, ha consentito una gestione molto poco trasparente delle ADISU. La nostra idea è diametralmente opposta: vanno finanziate le borse di studio, va convocata la Conferenza regionale, va istituito un Osservatorio sul mercato nero degli affitti, va stipulata una convenzione sanitaria che tuteli gli studenti fuorisede, va riorganizzato il sistema delle mense e delle biblioteche, vanno finanziati progetti che contrastino la dispersione scolastica, soprattutto nelle periferie. Allo stesso modo, bisogna investire sulla Ricerca e sui centri d’eccellenza della nostra Regione.

Votare De Luca, significa riporre fiducia verso chi 5 anni fa ha “perso” ed ha subito rinunciato al suo seggio in Consiglio Regionale consegnando di fatto le chiavi in mano a Caldoro …

Votare De Luca vuol dire votare chi sta portando avanti la sua personale rivincita, dopo la sconfitta di cinque anni fa, e pur di farlo è disposto ad accettare ogni tipo di compromesso. Un candidato Presidente che abbia a cuore i cittadini della sua Regione non solo non torna a fare il Sindaco dopo la sconfitta, ma non pretende di candidarsi nuovamente dopo cinque anni sapendo che esiste una legge, la Severino, che gli impedirà di governare qualora vincesse le elezioni. Quella di Vincenzo De Luca è una sfida personale che non ci interessa, noi pensiamo alle numerose urgenze del nostro territorio.

De Luca e la Tartaglione sembrano scaricare le responsabilità sulla composizione delle liste con i cosiddetti impresentabili. Secondo te la responsabilità di chi è?

La responsabilità è di un’idea della politica totalmente sbagliata. Se si pensa di poter candidare chiunque pur di racimolare quei voti che permetterebbero l’assegnazione del premio di maggioranza, è chiaro che siamo di fronte ad un problema gravissimo, le cui colpe non si possono scaricare sull’una o sull’altra persona. La vergogna del PD campano comincia ben prima della presentazione delle liste, nella vicenda delle primarie ballerine; se poi vogliamo considerare che del PD campano fa parte quello napoletano, responsabile della vergogna delle primarie del 2011, risulta ancora più evidente che ci troviamo di fronte ad un’idea della politica che non si può definire di sinistra, né tantomeno democratica. È la degenerazione di quel partito a livello territoriale, oltre che nazionale. Pensare di poter scardinare questo tipo di sistema, che si è stabilizzato nel corso degli anni, dall’interno è, nella migliore delle ipotesi, un’ingenuità.

Civati ha recentemente affermato di collocarsi su posizione simili a Sel e di guardare ai temi portati avanti dalla coalizione sociale di Landini. Secondo te che sinistra dovrà nascere nei prossimi mesi?

A partire dalle esperienze locali delle elezioni regionali, nei prossimi mesi dovrà nascere LA sinistra, grande assente dello scenario politico attuale. Dovrà essere la sinistra che offre soluzioni concrete alle grandi emergenze del nostro Paese: le percentuali elevatissime di disoccupazione giovanile, i lavoratori che a quaranta, cinquanta e sessant’anni vengono licenziati e si trovano in una situazione di disperazione totale, tutti i danni che stanno causando e causeranno il Job’s Act, la riforma delle pensioni, quella della scuola, e di temi da affrontare con urgenza ne abbiamo tanti. Fondamentale sarà essere in grado di contrastare l’antipolitica dilagante, infondere nuova fiducia nei cittadini che, ormai, non vanno più a votare. Il dramma dell’astensionismo viene troppo spesso sottovalutato e non fa che dare nuova linfa a quel vento di antipolitica, che però, poi, soffia sempre a destra.

Perché votare sinistra al Lavoro?

Perché la Campania ha bisogno di cambiare rotta. Perché la nostra è una lista di persone pulite, che dedicano alla sana Politica il loro tempo, la loro passione, la loro voglia di cambiare questo Paese. Perché non facciamo promesse che non possiamo mantenere e abbiamo un programma estremamente dettagliato. Perché Salvatore Vozza, durante il confronto su SkyTg24, è stato l’unico tra i candidati ad aver dato una cifra corretta quando è stato chiesto quali saranno i fondi disponibili per il prossimo quinquennio, mentre nemmeno il Presidente uscente è stato in grado di dare una cifra valida e la Ciarambino ha addirittura dichiarato che non conta quanti soldi ci sono, ma come si spendono. Questo dà un’idea di quanto siano poco concrete certe promesse fatte in campagna elettorale, solo per slogan, senza avere la minima idea di quali saranno le risorse disponibili durante l’amministrazione.

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Pasquale De Laurentis

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Nasce a Napoli. Consegue il diploma al Liceo Classico Giuseppe Garibaldi di Napoli. E’ qui eletto rappresentante d’istituto dal 2004/2005 al 2008/2009. È cofondatore del giornale scolastico “L’Idea”. Nel settembre 2008, insieme ad altri componenti del Comitato Studentesco, è ospite in uno speciale del Tg di Italia Mia dedicato alla scuola, al quale partecipano gli assessori all’istruzione Gabriele, Cortese e Rispoli. Nel 2005 inoltre, diviene il responsabile provinciale di Napoli dell'Unione degli Studenti, dove è protagonista di numerose battaglie contro l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Nel 2008 partecipa attivamente al movimento studentesco dell'Onda, mentre nel 2009 si iscrive al corso di laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Napoli l’Orientale. Da sempre grande appassionato del mondo radiofonico, nel Febbraio del 2012, è cofondatore con Lorenzo Russo di Radio TIN, evolutosi in seguito nel blog Tin Napoli. Nel Giugno del 2013 collabora con la web radio locale RadioSca, dove conduce quattro appuntamenti di Generazione X, il programma da lui ideato, insieme a Lorenzo Russo. Il 12, 13, 14 e 15 Giugno 2014, prende parte al corso di conduzione radiofonica, presso Radio Crc Targato Italia, con insegnanti Max Poli e Rosaria Renna. Da Aprile 2014 inizia a collaborare con il periodico online Libero Pensiero News, dove dal Settembre dello stesso anno assume l'incarico di coordinatore della sezione locale di Napoli e Provincia. Da Aprile 2015 intraprende la collaborazione con Radio Amore Napoli come inviato. Nel Novembre 2015 è cordinatore del ciclo di seminari ''GIORNALISMO E NUOVA COMUNICAZIONE'' organizzato dalla Testata Giornalistica ''Libero Pensiero News'', insieme all'Unione degli Universitari presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli studi di Napoli Federico II

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