La farsa degli F35: spese aumentate, altro che dimezzate!

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Il 25 settembre scorso l’esecutivo si impegnava a tagliare le spese per i cacciabombardieri F35 del 50 per cento approvando la mozione del deputato PD Gian Pietro Scanu, votata dalla maggioranza del partito. Il documento recitava: “Riesaminare l’intero programma F-35 per chiarirne criticità e costi con l’obiettivo finale di dimezzare il budget finanziario originariamente previsto”.

Otto mesi dopo, analizzando i documenti relativi all’acquisto dei Joint Strike Fighter la spesa invece di ridursi è addirittura aumentata. Se nel 2014 il costo del programma previsto dal Governo era di 509,1 milioni di euro nel 2015 è di 582, 7 milioni. Per quanto riguarda il costo del programma la spesa rimane più o meno la stessa, ovvero 14 miliardi di euro.

Come mai, nonostante il voto unanime o quasi, le spese sono aumentate di 80 milioni nel giro di un anno invece di dimezzarsi come previsto? Il Parlamento nella stessa seduta ha approvato altre tre mozioni con diverso orientamento: la proposta avanzata dall’esponente di FI Renato Brunetta di ”mantenere gli impegni assunti in sede internazionale”, quella dell’NCD Fabrizio Cicchitto di ”massimizzare i ritorni economici, occupazionali e tecnologici” e infine quella di Scelta Civica di ”confermare gli impegni assunti” in linea con quanto proposto da Brunetta.

Ecco perché, già a novembre, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti ha dichiarato che le reali intenzioni del Governo erano di procedere come nel 2014: “Delle 4 mozioni presentate alla Camera, le 3 approvate, con il parere favorevole del Governo, richiedono tutte che si proceda con il programma”. Di fatto il testo proposto da NCD che imponeva di continuare con gli acquisti è stato, quindi, l’unico rispettato. A confermarlo è Selex, azienda affiliata di Finmeccanica che ha ottenuto commesse per il cablaggio dei cavi degli F35.

La tanto sbandierata rimodulazione dei costi è quindi una farsa. Parole dure sono arrivate dall’ex deputato PD Pippo Civati per il quale ”Quando si votano quattro mozioni diverse come se fossero la stessa si lascia un ampio margine di ambiguità non casuale, ma voluto” e dall’ex pentastellato Massimo Artini: ‘“Niente è cambiato sui numeri. Alla luce delle scelte fatte, non solo sugli F-35, ci chiediamo se il Ministro non debba trarne delle conseguenze drastiche”.

Perché la Ragioneria dello Stato che fa le pulci sui pagamenti delle pensioni, assistenza ai patronati, sanità, su questo progetto miliardario non dice niente? 14 miliardi che potrebbero essere investiti in altri settori di maggior bisogno e sicuramente più produttivi, come ad esempio la ristrutturazione di edifici scolastici o sanitari o la creazione di più posti di lavoro. Paradossalmente, in tempi di sacrifici, crisi e scarsa occupazione, la Difesa ha la priorità sul dramma che parecchie famiglie italiane vivono ogni giorno.

Vincenzo Nicoletti

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