Comunicato di Venia Caramico, candidata alle elezioni regionali 2015 a Caserta, con “Sinistra al lavoro per la Campania”, riguardo il tema dell’aborto.

In Campania più dell’80% dei ginecologi è obiettore di coscienza: l’effetto è un pericoloso aumento del numero di aborti clandestini e dei rischi per la salute della donna. E’ necessario potenziare la rete dei consultori, aprendo le porte delle strutture pubbliche al volontariato laico che vuole difendere la 194.

L’interruzione volontaria della gravidanza non è un mezzo di controllo delle nascite, ma un diritto sancito dalla legge n.194 /1978 a tutela della maternità e della vita umana dal suo inizio, che consente, in determinate situazioni e a determinate condizioni, l’interruzione di gravidanza. La tutela sociale è demandata dalla legge ai Consultori, i quali non dovrebbero limitarsi ad un assistenza di natura medica, ma dovrebbero anche dare un sostegno morale e materiale alla donna su cui grava la decisione. Purtroppo, la presenza degli obiettori di coscienza in Italia è davvero notevole: solo in Campania più dell’80% dei ginecologi non pratica l’interruzione volontaria e la difficoltà all’utilizzo delle strutture pubbliche non limita gli aborti; anzi, li rende più pericolosi, costringendo spesso le donne, soprattutto quelle più giovani, a rivolgersi a cliniche private, o peggio ancora, ambulatori, dove ginecologi compiacenti, non di rado ufficialmente obiettori, praticano l’aborto clandestino. E’ necessario intervenire con determinazione, rivedendo e potenziando la rete dei consultori in Campania, anche valorizzando le associazioni di volontari che intendono difendere la 194 ed il diritto di scelta della donna, come principio di civiltà, affinché la protezione della maternità e della salute della donna e del bambino sia coerente e fondata sulla consapevolezza della gestante e sul contrasto deciso alla piaga ed al mercato dell’aborto clandestino.

Redazione

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