Da De Luca a Carfora, storia di un fallimento politico

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Carfora - Casillo
Carfora - Casillo

Questo articolo è dedicato a tutti i giovani senza futuro di Casoria: non è un articolo di protesta, ma un ricordo dei miei anni passati.

1993, per la prima volta nella storia il sindaco viene eletto direttamente dal popolo, e a Casoria entra in scena il potere di Tommaso Casillo. Il suo sindaco eletto è il dirigente del 3° circolo didattico Francesco De Luca; nel 1993 finirono gli anni d’oro dell’ex deputato Francesco Polizio. Il mandato a sindaco di De Luca non durò a lungo, infatti dopo un anno si dimise. Il Partito SDI è il più votato dalla città, a guidarlo è sempre Casillo. Nel 1994 si torna nuovamente a votare, con il centrosinistra sempre guidato da Casillo, ma il candidato è l’ex democratico Salvatore Graziuso, impiegato all’ufficio del primo impiego di Casoria, dove sinceramente non ho mai visto un’ombra di lavoro. Il centrodestra ha poche speranze nella città di Casoria, pare che questa città sia sempre stata di sinistra, forse perché negli anni 70/80 c’erano molte industrie, così il 23 dicembre Salvatore Graziuso viene eletto sindaco di Casoria.

Il suo mandato durò per 5 anni. In quel periodo a Casoria c’era il mercato delle pulci abusivo, conosciuto in tutta Italia, non si fece niente per renderlo legale, fu chiuso, bastava una buona volontà e oggi quel mercato avrebbe creato posti di lavoro. Intanto Casillo si candidò come consigliere alla regione Campania, venne eletto senza fare nemmeno la campagna elettorale, lo SDI prendeva più voti a Casoria che in tutta Italia messa insieme, ci fece caso anche Umberto Bossi della Lega. Ogni consigliere comunale eletto nello SDI, prendeva dai 700 ai 1200 voti. Insomma a Casoria comandava lo SDI. Graziuso finì il suo mandato da sindaco e non fu più candidato, al suo posto il centrosinistra pensò di candidare il professore Giosuè De Rosa, e questo a Graziuso non andava bene, infatti si candidò a sindaco nel partito repubblicano. Mentre nel centrodestra scese in campo un altro casoriano, Gennaro Nocera.

Al ballottaggio tra De Rosa e Nocera a vincere fu sempre il centro sinistra. Nel 1999 De Rosa viene eletto nuovo sindaco di Casoria, mentre Casillo dalla Regione viene eletto senatore della Repubblica, e uno dei suoi fedelissimi, Antonio Pugliese inizia la carriera come consigliere provinciale. Se qualcuno pensa che Casillo e i suoi alleati vincevano sempre perché per Casoria hanno fatto tanto si sbagliano, Casoria è un degrado fin dal sindaco De Luca. Questi prendevano tantissimi voti perché si erano creati numerosi gruppi di clientelismo, i pochi posti di lavori erano assicurati per i figli dei compagni fidati, mentre tutti gli appalti erano per gli amici fratelli. Dopo cinque anni De Rosa viene di nuovo candidato, nel centrodestra scende in campo l’ex deputato Francesco Polizio, qui il potere è così grande che nel 2003 De Rosa vince al primo turno. Per le strade si festeggia come se il Napoli avesse vinto lo scudetto, cosa c’è da festeggiare? Il vicesindaco di De Rosa è Celeste Manfredi. Dopo un po’ a Casoria nasce il museo CAM, il cui presidente è l’artista Antonio Manfredi, figlio del vicesindaco.

Negli anni di De Rosa a Casoria era impossibile vivere serenamente. Morire costava troppo, le strisce blu arrivarono perfino nei vicoli, la disoccupazione aumentava e molti progetti lavorativi fallirono, ogni giorno qualcuno era costretto a pagare il cavallo di ritorno per la propria auto, i giovani iniziavano a scappare, compreso me. Insomma, quella politica affarista era solo un fallimento sociale. A Casoria doveva sorgere la Città dei libri, un progetto che avrebbe fruttato numerosi posti di lavoro. Per fortuna il potere non è eterno, nel 2005 la giunta De Rosa viene sciolta per camorra. Dopo 5 anni Casillo si candida nuovamente al Senato ma non viene eletto. Inizia a perdere terreno sotto ai piedi. A Casoria arriva il commissario prefettizio. Per tutti questi anni l’unico politico onesto è stato Vincenzo Russo detto ‘o direttore, un vero signore comunista, che pur di difendere la povera gente di Casoria un giorno rischiò anche di morire.

Nel 2008 Casoria torna al voto, per il centro destra scende in campo Stefano Ferrara, ex democristiano. Vincenzo Russo si presenta con Rifondazione Comunista, mentre nel centrosinistra scende in campo l’ex senatore della repubblica, Tommaso Casillo che non vuole proprio rinunciare al potere. Intanto Ferrara ricorda alla città di Casoria che il centrosinistra è un totale fallimento, lo fa dimostrando sui manifesti le aree dismesse che hanno inquinato questa città, lo fa ricordando che la giunta del centrosinistra tre anni prima fu sciolta per camorra. Casillo e Ferrara vanno in ballottaggio, il centrodestra per la prima volta nella storia casoriana vince le elezioni, Ferrara sarà il nuovo sindaco di Casoria e la gente per le strade festeggia perché Casillo è stato mandato a casa. Vincenzo Russo prende un buon numero voti, non ha sufficienza per diventare sindaco della sua Casoria, ma quei voti d’oro della sinistra mandarono a casa Casillo. Ferrara da sindaco inizia a muoversi bene, lancia il progetto PIU Europa, tutti gli ex alleati di Casillo sono nel centrodestra, il re è lasciato solo.

Casillo si candida nuovamente alle regionali del 2010, non ce la fa, il centrosinistra è anche un fallimento regionale, il nuovo governatore sarà Stefano Caldoro. L’ex senatore non esce di scena, lui a Casoria ci tiene – non per cambiarla ma per prendere voti. Dopo qualche anno candida a consigliere provinciale il cardiologo Vincenzo Carfora: lui per fortuna ce la fa, buon segno per Casillo. Nel 2011 una mozione di sfiducia manda a casa Stefano Ferrara, dopo pochi mesi si torna al voto. Il centrodestra candida il commercialista Massimo Iodice, il centrosinistra candita Vincenzo Carfora (guidato sempre da Casillo, che come partito ha aderito all’API di Rutelli, perché lo SDI non esiste più). Stefano Ferrara candidato per un’altra lista. Carfora e Iodice vanno in ballottaggio, vince Vincenzo Carfora. Casillo può cantare nuovamente vittoria, e diventa uno degli assessori di Carfora.

Da allora sono trascorsi altri 4 anni, com’è Casoria oggi? Sempre un fallimento totale, quelle aree dismesse che Ferrara faceva vedere sui manifesti continuano a inquinare Casoria. La delinquenza è in aumento e la disoccupazione è arrivata alle stelle. I cittadini da mesi chiedono la videosorveglianza, ma niente da fare, si pensa al progetto del PIU Europa, si pensa agli appalti.  In questi 4 anni, gli ex del centrosinistra, poi passati nel centrodestra, oggi sono di nuovo nel centrosinistra, tutti per Casillo, che come tutti sanno, è candidato nuovamente alla regione Campania.  La gente si uccide perché non ce la fa più a vivere, e Casoria è la città più degradata della Campania. De Luca – Graziuso – De Rosa – Carfora, i sindaci d’oro di Casillo non hanno mai prodotto qualcosa di positivo per questa città. Sono un vero fallimento politico, e come tali andrebbero trattati.

Francesco Gemito

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