FIFA: terremoto in atto. 7 dirigenti in manette

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Sette altissimi dirigenti arrestati, diversi altri per ora solo indagati, perquisizioni nelle camere e negli uffici della FIFA, richieste di estradizione, operazioni internazionali congiunte, un’indagine vecchia di tre anni. No, state tranquilli ché non vi abbiamo spoilerato nessun finale di nessun colossal, ma solo riassunto in due righe ciò che è successo stamattina in Svizzera, e che potrebbe aver smosso gli organi del calcio mondiale fino alle fondamenta.

TERREMOTO ALL’ALBA – Se fosse un film lo chiameremmo così, giusto per non abbandonare il filone cinematografico con cui esordisce il pezzo. Invece si tratta dell’operazione effettuata questa mattina a Zurigo dalla polizia elvetica all’hotel Baur au Lac, dove è in corso l’annuale meeting FIFA, nel corso del quale sarà anche rieletto il nuovo presidente, presumibilmente venerdì. Alle 7.30 gli agenti zurighesi, su ordine della UFG (l’ufficio federale di giustizia svizzero) che a sua volta ha accolto la richiesta delle autorità americane, sono saliti nelle camere del lussuoso hotel e hanno arrestato 7 dirigenti Fifa, con le più disparate accuse.

ARRESTATI E INDAGATI – I nomi sono illustri, e tutti vicini al nr.1 della Fifa Joseph Blatter. In manette, per ora, sono finiti i due vicepresidenti Jeffrey Webb (Isole Cayman) ed Eugenio Figueredo (Uruguay e fino al 2014 numero uno della CONMEBOL, l’equivalente sudamericano della Uefa); ma ci sono anche Eduardo Li (Costa Rica), José Maria Marin (ex presidente della Federcalcio brasiliana), Julio Rocha (Nicaragua), Costas Takkas (GB), Rafael Esquivel (Venezuela). Tutti posti in stato d’arresto, in attesa dell’estradizione negli Stati Uniti.

Ma ci sono anche Jack Warner (Trinidad e Tobago, ex componente dell’esecuitivo e dal 1990 al 2011 presidente della CONCACAF, ovvero la Uefa di centro, Caraibi e nord America), Nicolas Leoz (altro ex presidente CONMEBOL), Alejandro Burzaco, Aaron Davidson, Hugo e Mariano Jinkis. E pure Sepp Blatter non se la passa poi molto bene. Anche lui sembrerebbe essere nel registro degli indagati, proprio a una manciata di giorni dal voto per la rielezione al capo della FIFA, quando correrà per il suo 5° mandato contro il principe giordano Ali Bin Al Hussein . In totale, tra arrestati e indagati sono in 14 nel mirino del Bureau.

APPALTI E BUSTARELLE – Le indagini dei federali sui piani alti della FIFA scavano in più di 20 anni di malefatte (se siano vere o presunte saranno poi da dimostrare in sede processuale). Le accuse sono tante e tutte gravi: corruzione, riciclaggio, associazione a delinquere, frode. Si parla di 150 milioni di euro recepiti tra il Sud e il Centro America (come si può notare anche dalla provenienza degli arrestati e dalle loro cariche), senza contare le gare per aggiudicarsi l’assegnazione dei campionati mondiali. Come quelli del 2018 in Russia e soprattutto quelli del 2022 in Qatar, e le annesse gare per aggiudicarsi i diritti televisivi e il marketing.

Di seguito il link diretto ad un video in cui John Oliver denuncia in chiave ironica il sistema FIFA: clicca qui

Ciò che ha dato un’accelerata ad un indagine in corso da tre anni è stata la presa di distanza di distanza dalla FIFA dell’ex procuratore Michael Garcia, dopo essere stato assunto dalla stessa associazione per svolgere un’indagine interna. Al termine delle indagini interne, infatti, i vertici della FIFA hanno parlato dell’inesistenza di fatti che provino la corruzione, al contrario di quanto sostenuto da Garcia al termine del suo lavoro. Anche il Ministero Pubblico Svizzero ha aperto un’indagine verso la FIFA, e in una nota della giustizia elvetica, in linea con i colleghi d’Oltreoceano, si parla di un’inchiesta per sospetta gestione sleale e riciclaggio di denaro riguardante l’attribuzione dei due prossimi mondiali; reati ideati e preparati negli Usa, così come americane sono le banche attraverso cui sono stati effettuati i pagamenti delle tangenti.

E così, oltre alla retata all’Hotel Baur au Lac, la UFG ha predisposto anche un blitz negli uffici della FIFA di Zurigo, impossessandosi di documenti e dati elettronici che ora saranno meticolosamente passati al vaglio degli inquirenti. Contemporaneamente, negli Usa, venivano perquisiti gli uffici della Concacaf di Miami e operato un altro arresto.

PARTE LESA – “La Fifa è parte lesa” – assicura Walter Di Gregorio, portavoce dell’associazione. “La Fifa ha accolto favorevolmente questo procedimento, ha cooperato totalmente col procuratore generale svizzero e ha risposto positivamente a tutte le richieste di informazioni. È nel nostro interesse collaborare. In questo caso la Fifa è la parte danneggiata, è vittima delle circostanze. I dirigenti arrestati non sono ancora stati esclusi, ma l’indagine è appena iniziata”. Di Gregorio ha voluto precisare, inoltre, che “né il segretario generale (ovvero Valcke, ndr) né il presidente (Blatter, ndr), sono coinvolti in questo procedimento, quindi non devono lasciare il proprio incarico”. E su un’eventuale ipotesi di rinvio del Congresso di venerdì che eleggerà il presidente, assicura che “il Congresso ci sarà, andremo avanti col programma e ci saranno le elezioni. E anche i mondiali del 2018 in Russia e del 2022 in Qatar si svolgeranno come previsto”.

CORRUZIONE SFACCIATA E SISTEMICA – Dagli Usa arrivano commenti durissimi. In una conferenza stampa, il procuratore generale Loretta Lynch e il procuratore del distretto est di New York, Kelly T.Currie, parlano chiaro su quanto emerso sulla FIFA: “Due degli arrestati si sono già dichiarati colpevoli. Si tratta di una corruzione dilagante, sistemica e che affonda le sue radici all’estero e qui negli Usa. Coinvolge almeno due generazioni di dirigenti che hanno abusato delle loro posizioni per intascare milioni di dollari in tangenti. Dopo decenni di quella che sospettiamo essere una corruzione sfacciata, il calcio internazionale ha bisogno di un nuovo inizio. Sia chiaro: questo non è il capitolo finale della nostra indagine. Noi sradicheremo la corruzione del calcio mondiale : hanno corrotto il sistema per arricchire sé stessi”.

Il direttore dell’FBI James Comey non è stato da meno: “I sospettati hanno incoraggiato una cultura di corruzione e avidità che ha creato un campo di gioco iniquo nello sport più grande del mondo. Pagamenti segreti e illeciti, tangenti e mazzette sono diventate il modo di fare affari nella Fifa quando i leader di un’organizzazione arrivano a ingannare gli stessi membri che dicono di rappresentare, allora devono rispondere. Questo caso non si basa sul calcio, ma sull’equità e sul rispetto delle leggi”. Anche il capo della sezione criminale dell’Irs (l’agenzia del fisco) Richard Weber, ci è andato giù duro nelle dichiarazioni: “Nessuno è al di sopra della legge. Questa è davvero la coppa del mondo della corruzione, alla Fifa oggi è stato mostrato il cartellino rosso”.

FIFA vs FBI

Se si sono scomodate addirittura l’FBI e l’Agenzia del Fisco americana, la sensazione che questa volta non si possa più insabbiare nulla è forte. L’augurio è che dalle ceneri di questa pagina vergognosa, come fenice, possa risorgere un nuovo modo di intendere lo sport più popolare al mondo.

Fonte immagine in evidenza: calcioweb.eu

Fonte virgolettati: repubblica.it / gazzetta.it / google.com

Michele Mannarella

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