Riprendiamo il nostro percorso, con la rubrica Napoli: Miti e Leggende, alla riscoperta del poeta-mago Virgilio: personaggio potentissimo che con incantesimi, talismani e forze occulte, protesse la città di Napoli ed i napoletani. Una storia a cavallo tra sacro e profano, tra culto e misticismo, tra cristianesimo e paganesimo. Per chi non avesse letto la prima e la seconda parte de Il mago Virgilio, di seguito i link diretti alle relative pagine: Il mago Virgilio (parte prima) – Il mago Virgilio (parte seconda)

Come si vede Virgilio era un mago fatto proprio su misura per i napoletani i quali senza di lui chi sa come se la sarebbero cavata. Ma quando provava a misurarsi con i grandi problemi della città aveva meno successo. Il Palladio, la difesa magica che aveva costruito per proteggere Napoli dai nemici, e che consisteva in un modellino della città all”interno di una bottiglia, non impedì che Napoli fosse presa dall’imperatore Arrigo VI e anche il Vesuvio si dimostrò più forte di lui. Sul Ponte della Maddalena, dove ora c’è la statua di San Gennaro, Virgilio aveva fatto mettere una figura di bronzo, con un arco teso e una freccia pronta a partire, che teneva a freno il vulcano. Ma una volta passò un contadino e, dopo aver guardato un po’ l’arciere, disse: “Poiché tu vuoi cacciare, spara!”.

Stampa (a sinistra) e statua (a destra) di San Gennaro che sin dal 1777 cercò di proteggere Napoli fermando la lava del Vesuvio con l'Imposizione del braccio destro.
Stampa (a sinistra) e statua (a destra) di San Gennaro che sin dal 1777 cercò di proteggere Napoli fermando la lava del Vesuvio con l’Imposizione del braccio destro.

E toccò la freccia che partì fischiando e penetrò profondamente nel Vesuvio. Subito si sviluppò un’eruzione come Napoli non ne aveva mai viste e poco mancò che la città fosse sommersa dalla lava e dalle ceneri come Pompei. Da allora niente più è stato capace di tenere a bada il vulcano.

Virgilio: una morte avvolta dal mistero

Edicola della presunta tomba di Publio Virgilio Marone a Napoli
Edicola della presunta tomba di Publio Virgilio Marone a Napoli

Virgilio morì nel 19 a.C. mentre si trovava a Brindisi e, secondo le sue volontà, il suo corpo fu portato a Napoli, dove fu sepolto. Ma quella che viene indicata come la sua tomba è vuota, e dove siano oggi le ossa del poeta è un mistero; possiamo solo seguirne, attraverso la leggenda, le vicissitudini e gli spostamenti, a partire dalla conquista normanna di Napoli e fino alla loro definitiva sparizione.

Narra unantica storia che alla corte di Sicilia si presentò un inglese, studioso di medicina e di magia, e chiese in dono al re Ruggiero il Normanno il corpo di Virgilio, che non si sapeva dove fosse, e tutto ciò che c’era nella sua tomba. Ottenuto l’assenso del re, l’inglese si presentò alle autorità di Napoli con una lettera che gli concedeva di violare il sepolcro di Virgilio e di portarsi via tutto quello che conteneva. Deve essere stato, quello, un brutto momento per i napoletani, ai quali, tre secoli prima avevano già rubato il corpo di San Gennaro. Comunque allo straniero fu consentito di cercare le spoglie, con la segreta speranza che non le avrebbe trovate. E invece l’inglese le trovò, in una tomba nascosta all’interno di una montagna. Sotto il capo del poeta, in un vaso di rame, c’erano diversi libri di scienze occulte.

A questo punto i napoletani, avendo saputo che lo straniero voleva gare esperimenti con le reliquie di Virgilio perché gli rivelassero i segreti dell’arte magica, cambiarono idea. A costo di disobbedire al loro re, lasciarono che l’inglese si portasse cia i libri di stregoneria, ma per le ossa furono inflessibili: la profanazione del corpo di Virgilio avrebbe certamente portato danni e sventure alla città. Anzi, per impedire che le spoglie fossero rubate di notte dal medico o da altri, le misero in un sacco e le trasportarono a Castel dell’Ovo, dove rimasero visibili a tutti dietro una grata.

La misteriosa sala delle colonne del Castel dell'Ovo in cui potrebbero esser state celate le spoglie di Virgilio
La misteriosa sala delle colonne del Castel dell’Ovo in cui potrebbero esser state celate le spoglie di Virgilio

In seguito, aggiunge la leggenda, furono poste in uno scrigno e murate in un luogo segreto del castello e lì se ne persero le tracce. E con esse sparì un po’ alla volta da Napoli non solo il culto per il poeta mago, ma anche il ricordo di questo culto.

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Fabio Palliola