Blatter si dimette dopo il FIFA-gate. Fine di un’era

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Blatter
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Sepp Blatter si è dimesso. La clamorosa notizia arriva direttamente da Zurigo, come un fulmine a ciel sereno: a soli quattro giorni dalla sua rielezione a presidente della FIFA per il quinto mandato consecutivo, in conferenza stampa lo stesso Blatter ha comunicato la sua intenzione di abbandonare il suo incarico.

LA CONFERENZA STAMPA – “Tengo alla Fifa più di qualsiasi cosa. Malgrado sia stato appoggiato nelle ultime elezioni, questo appoggio non sembra essere condiviso da tutti nel mondo del calcio. Per questo offro la mia rinuncia” – ha spiegato Blatter in conferenza stampa – “La Federcalcio mondiale ha bisogno di una ristrutturazione profonda, non ho più il controllo delle singole Confederazioni, delle cui azioni la Fifa è responsabile : ecco perché ho convocato un collegio elettivo straordinario, per far sì che venga eletto un nuovo presidente dopo di me. Mi dimetto, ma fino ad allora continuerò ad esercitare le mie funzioni”.

Blatter il riformatore…

Ma oltre ad annunciare le sue dimissioni, e la sua volontà di non ricandidarsi, Blatter ha annunciato di voler riformare l’oscuro sistema FIFA nei mesi che gli restano da numero uno della Federcalcio mondiale: “Adesso sono libero dai vincoli di un’elezione e potrò concentrarmi nel guidare le profonde e necessarie riforme. Dobbiamo riprendere il controllo sui rappresentati delle federazioni, ridurre il numero dei membri del Comitato Esecutivo, ed i suoi membri dovrebbero essere eletti dal Congresso Fifa. I controlli sull’integrità per tutti i membri del Comitato Esecutivo devono essere organizzati centralmente dalla Fifa, non dalle federazioni. C’è bisogno di limiti di mandato non solo per il presidente, ma per tutti i membri del Comitato Esecutivo. Ho lottato per questi cambiamenti, ma come tutti sanno i miei sforzi sono stati bloccati. Questa volta, ci riuscirò. Quando tutto questo sarà finito, vincerà il calcio”.

LE INDISCREZIONI –
Secondo alcune indiscrezioni citate dai network statunitensi ABC e BBC, e dal New York Times, Joseph Blatter sarebbe indagato dall’FBI e dal procuratore degli Stati Uniti nell’inchiesta sul FIFA-gate. Sarebbe questo, quindi, il vero motivo che ha spinto Blatter a rassegnare le dimissioni. Il motivo: non poteva non sapere.

Già perché l’inchiesta americana non riguarda Blatter in persona, ma il suo vice, Jerome Valcke. Il quale avrebbe autorizzato il trasferimento di 10 milioni di dollari dalla federazione Sudafricana al conto controllato di Jack Warner, il presidente della CONCACAF (la confederazione del nord e centro America) finito in manette mercoledì scorso.

LA PROVA – Lo inchioderebbe una mail, datata marzo 2008, indirizzatagli dal presidente della Federcalcio Sudafricana, Oliphant. Da Pretoria si parla di trattenere 10 dei 423 milioni di budget stanziati per il futuro (per l’epoca, n.d.r.) Comitato organizzatore dei mondiali 2010, e girarli al programma “Diaspora legacy”, amministrato dal presidente della Concacaf. I bonifici poi sarebbero stati effettuati a partire dal gennaio 2008 dal conto svizzero della Fifa direttamente su quello della Concacaf in una banca newyorkese (motivo per cui si è mossa l’FBI), nella disponibilità di Warner. Il quale, a sua volta, avrebbe poi girato 750.000 dollari a Chuck Blazer, segretario generale della Concacaf. Blazer, nel frattempo, è diventato collaboratore del Bureau, ed è grazie a lui che la giustizia americana ha potuto scoprire il malaffare e la corruzione dietro la Concacaf e la federazione internazionale.

Valcke nega con decisione il suo coinvolgimento, e precisa di non aver mai autorizzato alcun pagamento, anche perché non aveva il potere di farlo, e per il momento non risulta essere indagato. Ma probabilmente, come per Blatter, potrebbe essere solo questione di giorni. Lo stesso Blatter, formalmente, non sembra essere accusato di nulla, ma il coinvolgimento del suo fidato numero due sembra non metterlo affatto al riparo dallo scandalo, anzi. Come abbiamo sentito spesso in questi ultimi anni: non poteva non sapere. Preventivamente, ha scelto la via dell’esilio. Almeno, dal mondo del calcio, sempre che di calcio si possa ancora parlare.

Fonte immagine in evidenza: dailynews24.it

Fonte virgolettati : gazzetta.it / lastampa.it / repubblica.it

Michele Mannarella

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